Laser alessandrite o diodo: quale scegliere per eliminare i peli superflui in modo definitivo

Dire addio una volta per tutte alla peluria in eccesso è oggi possibile grazie alle moderne tecnologie di depilazione definitiva, bisogna solo conoscere le principali differenze e individuare quale, tra quelle esistenti, possa essere preferibile per il proprio caso.

Va innanzitutto detto che quando si parla di “epilazione laser“, ci si riferisce a una moderna tecnica di medicina estetica, che consente di eliminare il problema dei peli superflui su qualsiasi parte del corpo rimuovendoli quasi totalmente, incidendo direttamente la radice.

Depilazione vs epilazione: differenze ed efficacia dei trattamenti laser

Nel linguaggio comune i termini depilazione ed epilazione vengono spesso confusi, in molto del tutto errato.

Le tecniche di depilazione consistono sostanzialmente in procedure volte ad eliminare il pelo in modo superficiale, mentre con il concetto di epilazione ci si riferisce correttamente alle tecniche volte ad andare in maggiore profondità nella cute, ovvero con una sostanziale “incisione del bulbo pilifero“, in modo da rimuovere il pelo in radice.

Ciò significa che quando si parla di eliminazione totale dei peli in eccesso bisogna fare riferimento ai trattamenti di “epilazione laser“, perché sono gli unici che permettono di agire in profondità e risolvere definitivamente il problema della peluria in eccesso sul corpo, anche in caso di pelle molto sensibile.

Vediamo le differenze principali tra le più note tecniche di medicina estetica contro i peli superflui: il sistema di epilazione con laser a diodi e ad alessandrite.

La tecnologia laser a diodo e ad alessandrite: caratteristiche e trattamenti a confronto

Dire addio alla peluria superflua con i trattamenti laser oggi è facile, basta solo conoscere previamente le caratteristiche di ogni tecnica laser utilizzata e scegliere tenendo conto delle differenze dei vari trattamenti.

Oggi il campo della medicina estetica ha fatto passi da gigante, consentendo persino di risolvere il problema dei peli in eccesso incidendo direttamente sul bulbo pilifero, ovvero sulla melanina del follicolo responsabile della crescita della peluria.

È questa la caratteristica fondamentale dei trattamenti di epilazione laser a diodo e ad alessandrite: entrambi hanno come bersaglio la melanina interna al bulbo pilifero, anche se è possibile affermare che il laser ad alessandrite è dotato di una potenza “superiore” e una conseguente resa migliore, rispetto al trattamento a diodo.

Quest’ultima tecnica, comunque parimenti efficace e indolore rispetto al trattamento ad alessandrite, si può suddividere in due tipologie: laser a diodo più “potente” e laser a bassa potenza.

Il primo, pur essendo in grado di ottenere migliori risultati, non può essere usato per qualunque tipologia di peluria (quando i peli sono molto difficili da eliminare non può essere utilizzato, perché la forte potenza del laser potrebbe provocare persino ustioni sulla cute).

Il secondo invece, ovvero quello a bassa potenza, è maggiormente delicato e può dunque essere usato anche sulle pelli più sensibili, senza causare pericoli o rischi di ustione (non a caso viene spesso utilizzato per effettuare il trattamento su zone del corpo più vaste).

La tecnologia a laser ad alessandrite, in particolare, viene oggi considerata da più parti, oltre che dagli esperti nel settore, la tipologia di laser più raffinata, ovvero la più indicata per la depilazione permanente.

Al pari del laser a diodo infatti, la tecnologia ad alessandrite riesce a colpire con estrema precisione la melanina contenuta nei peli, anche se in presenza di pelli scure o abbronzate viene comunque effettuata con una certa cautela.

Differenze sostanziali tra laser a diodo e ad alessandrite: quale scegliere?

Si è visto che l’epilazione laser non è altro che una tecnica innovativa usata nella medicina estetica per rimuovere la quasi totalità dei peli su qualsiasi porzione del corpo, nella cui categoria non rientra però la c.d “luce pulsata”: una tecnica decisamente più blanda rispetto ai trattamenti come il laser a diodo o ad alessandrite.

Per questo motivo è importante soffermarsi sulla differenza tra questi due trattamenti: sicuramente i più noti e apprezzati dalle persone che desiderano liberarsi definitivamente del problema della ricrescita dei peli.

Si è detto che entrambe le tecniche usano una tecnologia a laser “profonda”, capace cioè di incidere direttamente sulla radice del bulbo pilifero e favorire un’eliminazione pressoché totale della peluria.

Entrambe sono dunque molto efficaci per coloro che desiderano un risultato permanente, ma tra le due tecniche esistono comunque delle piccole differenze, in sede di incontro conoscitivo con il paziente lo specialista nel campo estetico potrà valutare la migliore scelta in base alla singola situazione dello stesso, per fornire le informazioni desiderate e scegliere così il laser più adatto alle sue esigenze.

Gli elementi da valutare in sede conoscitiva sono infatti tanti: fattori come la tipologia di pelle, l’area su cui deve essere fatto il trattamento, l’estensione della peluria e tanti altri fattori, che possono influire sulla decisione finale e determinare la scelta dell’una o dell’alta tipologia: in coesione con il paziente si potrà stabilire quale sia la scelta più adatta di laser, in relazione alla cute a alla pelle di colui che deve sottoporsi al trattamento.

Ciò significa che mettere a confronto queste due tecniche, o chiedersi a priori quale “scegliere”, non è propriamente corretto, perché tutto dipende dalle specificità e caratteristiche di ognuno: i centri più avanzati di medicina estetica sono in grado di fornire entrambi i trattamenti, dopo aver valutato la singola situazione del paziente.

Inizialmente, quando la peluria appare molto scura, sarebbe consigliabile sottoporsi al trattamento con laser a diodo, successivamente, quando dopo varie sedute il pelo comincerà via via a essere più sottile e chiaro, questo diventerà anche meno sensibile alla lunghezza d’onda immessa dal laser, rendendo così maggiormente favorevole l’uso del laser ad alessandrite: che a questo punto diventerà la soluzione migliore per eliminare definitivamente i peli chiari e sottili.

Ciò significa che un trattamento a diodo non esclude quello ad alessandrite: in molti casi si ottengono risultati ottimali proprio combinando entrambi i laser.

Durata del trattamento e numero di sedute necessarie

La durata del trattamento laser, per entrambe le tipologie, è di durata variabile e strettamente personale: un determinato paziente ad esempio, per ottenere una pelle perfettamente liscia, potrebbe necessitare di sole due sedute; mentre per un altro potrebbero non essere sufficienti, e richiederne anche più di quattro.

Per quanto riguarda la “durata” invece, dei singoli trattamenti, va detto che tutto dipende dall’ampiezza della zona da epilare: se bisogna rimuovere la peluria delle gambe, ad esempio, ci vorrà più tempo rispetto alle ascelle.

Parlando di durate e di numero di sedute non è dunque possibile fornire un’indicazione precisa, perché questi fattori sono molto individuali e dunque variabili (anche in base alla tipologia di pelo della paziente).

Quali sono i risultati che si ottengono dopo il trattamento laser a diodo o ad alessandrite?

Queste sono alcune delle domande più frequenti che i pazienti rivolgono agli specialisti prima di sottoporsi ai trattamenti di epilazione laser: quando inizieranno a vedersi i primi risultati? L’epilazione laser elimina immediatamente i peli superflui?

Va subito detto che la tecnologia laser, sia a diodo che ad alessandrite, da questo punto di vista consente di ottenere risultati equivalenti: il processo di rimozione della peluria avviene in modo progressivo, lento e graduale.

Seduta dopo seduta si otterrà un effetto di eliminazione totale permanente.

Ciò significa che il trattamento di epilazione ha degli effetti non visibili in maniera immediata ma bensì progressivi: nel tempo intercorrente tra le varie sedute di trattamento è normale notare i peli superflui, perché per ottenere risultati soddisfacenti è necessario aspettare che il ciclo di crescita della peluria (con le varie fasi biologiche), facciano il loro corso naturale fino a interrompersi completamente.

Il trattamento di epilazione laser a diodo, in particolare, potrebbe dare un risultato che a primo impatto potrebbe apparire parziale, facendo trarre al paziente delle conclusioni affrettate: è bene tenere conto che per ottenere risultati ottimali è necessario avere pazienza e aspettare che le varie sedute facciano il loro corso, rispettando sempre le indicazioni fornite dallo specialista alla fine di ogni trattamento.

Questo naturalmente vale per entrambe le tecnologie di epilazione: i peli superflui, in genere, si eliminano in modo permanente dopo un trattamento personalizzato che richiede varie sedute (dalle sei alle otto).

Sarà comunque compito dello specialista a determinare, in base alla singola situazione individuale del paziente, quante sedute occorrono per ottenere un risultato ottimale e definitivo.

Dopo quanto tempo dalla seduta iniziano a vedersi i risultati?

Dopo quanti giorni dalla seduta laser i peli iniziano a cadere? E tra un trattamento e l’altro, è possibile depilarsi?

Si tratta di alcune delle domande più frequenti che i pazienti sono soliti a rivolgere al professionista prima di sottoporsi a vari trattamenti di epilazione laser, a cui tuttavia non è possibile dare risposte univoche.

La caduta dei peli infatti varia da paziente a paziente, così come si è visto sopra in ordine alla durata e al numero ottimale delle sedute.

La caduta della peluria non ha tempi fissi, anche perché non tutti i peli, durante ogni trattamento, si trovano nella stessa fase di crescita.

Dopo ogni seduta è consigliabile attenderne la caduta, in modo da valutare l’efficacia del trattamento.

Questa considerazione, naturalmente, vale per entrambi i trattamenti laser: sia a diodo che ad alessandrite.

L’intervallo di tempo entro cui si verifica la caduta dei peli va dai 7 a 20 giorni: dopo essersi sottoposti alla prima seduta i pazienti perdono solo una minima parte di pelli e non in contemporanea.

Per risultati più veloci è consigliabile non effettuare alcuna ceretta tra una seduta e l’altra, ma solo metodi superficiali di rimozione dei peli (ad esempio una lametta).