Seno più alto dell’altro dopo mastoplastica: cause, tempi di assestamento e soluzioni

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Avere un seno più alto dell’altro dopo mastoplastica, o al contrario un seno più sceso rispetto all’altro, può essere un momento profondamente destabilizzante. Ci si è affidate alla chirurgia per ritrovare armonia, ci si aspetta un décolleté simmetrico, pieno e sodo, e invece allo specchio si nota una asimmetria: una mammella più rigida e “alta”, l’altra più morbida e naturale. Non è solo una questione estetica: in quei giorni possono affiorare delusione, paura di aver sbagliato scelta, fatica a riconoscersi nel proprio corpo “nuovo”.

Le ragioni che spingono una donna a desiderare un seno diverso sono molteplici, così come sono diverse le situazioni di partenza. L’obiettivo, però, è quasi sempre lo stesso: sentirsi finalmente a proprio agio con il proprio seno. La mastoplastica additiva, oggi, è un intervento molto collaudato, ma resta pur sempre una chirurgia sul corpo umano, con una piccola quota di imprevedibilità e di “contrattempi” lungo il percorso di guarigione. Tra questi rientra anche la possibilità che, durante l’assestamento delle protesi e il cosiddetto drop and fluff, un seno appaia più alto o più sceso rispetto all’altro.

In questo articolo, insieme al Dott. Lorenzo Genzano, vedremo perché questa asimmetria dopo mastoplastica è spesso temporanea, quando può nascondere una vera complicanza e quali sono le soluzioni possibili. L’obiettivo è accompagnarti passo dopo passo, con informazioni chiare e realistiche, per trasformare l’ansia in consapevolezza e aiutarti a vivere il post-operatorio con più serenità e fiducia nel percorso intrapreso.

Perché un seno può essere più alto dell’altro dopo mastoplastica

Dopo una mastoplastica additiva può capitare di notare un seno più alto o, al contrario, un seno che sembra più “scendere” rispetto all’altro. La prima reazione è spesso pensare a un errore. In realtà, nella maggior parte dei casi, dietro questa asimmetria ci sono motivi comprensibili e spesso temporanei. Capire da dove nasce la differenza aiuta a distinguere ciò che è normale da ciò che richiede una valutazione specialistica.

Non esiste una simmetria perfetta

Prima ancora di parlare di protesi, è importante ricordare che il corpo umano non è pensato per essere identico a destra e a sinistra. Una certa asimmetria del seno è fisiologica e può riguardare diversi aspetti:

  • una mammella leggermente più grande o più piena dell’altra,
  • capezzoli posizionati a altezze o direzioni differenti,
  • solchi sottomammari sfalsati.

Quando il seno aumenta di volume con l’intervento, queste differenze diventano semplicemente più visibili. Il chirurgo può migliorare l’armonia, ma non può annullare del tutto la struttura di partenza senza interventi aggiuntivi e cicatrici più estese. L’obiettivo realistico è quindi una simmetria naturale, non millimetrica.

Asimmetrie preesistenti

Molto spesso il motivo per cui, dopo l’intervento, un seno appare più alto o più basso è che lo era già — solo che prima si notava meno.

Le principali differenze preoperatorie riguardano:

  • Volume – un seno più grande, perché più pesante, nel tempo tende a scendere di più.
  • Posizione del complesso areola–capezzolo – uno può essere più alto o più laterale, creando l’illusione di un seno più “scivolato”.
  • Livello del solco inframammario – quando il seno nasce leggermente più in basso sul torace, anche dopo l’aumento sembrerà più sceso.

In questi casi, la sola protesi:

  • non può cancellare completamente le differenze,
  • può talvolta evidenziarle, perché riempie e accentua la forma originaria.

Per migliorare asimmetrie importanti possono servire procedure aggiuntive come la correzione del solco, la mastopessi o protesi di volume differente. Se invece si sceglie di evitare cicatrici aggiuntive, è normale aspettarsi una asimmetria residua minima ma visibile.

Assestamento diverso delle protesi (drop and fluff)

Dopo l’intervento il seno attraversa un vero e proprio percorso di assestamento: non è “finito” subito. Nei primi mesi è normale che sia:

  • gonfio,
  • più rigido,
  • leggermente diverso tra i due lati.

In questa fase la protesi:

  • scende gradualmente verso il solco (drop),
  • ammorbidisce il polo inferiore (fluff).

Questo processo dura in media 3–4 mesi. È quindi frequente che:

  • un seno risulti già naturale e più basso,
  • l’altro sembri ancora alto, teso e “fermato in su”.

Finché l’assestamento non è completo, vedere un seno più alto dell’altro significa spesso guardare un risultato “in evoluzione”, non definitivo. Solo se, dopo diversi mesi, la differenza resta marcata, si valuta una chirurgia di revisione per stringere una tasca troppo ampia o liberarne una eccessivamente rigida.

Posizione del solco e caratteristiche della tasca

Un ruolo decisivo lo giocano anche il solco inframammario e la tasca protesica. Se uno dei due lati:

  • è stato abbassato o rialzato,
  • ha una cute più elastica,
  • cicatrizza in modo più rigido,

il seno può apparire:

  • più alto sul torace,
  • oppure più morbido e leggermente più sceso,
  • con differenze tra polo superiore e inferiore.

Bastano piccole variazioni di tasca o solco perché una mammella sembri più alta anche dopo l’assestamento. Quando lo scarto è evidente e crea disagio, il chirurgo può valutare:

  • correzione del solco per uniformare i livelli,
  • rimodellamento della tasca per dare alla protesi lo stesso spazio di quella controlaterale,
  • eventuale mastopessi di adeguamento se la cute contribuisce all’asimmetria.

Seno più basso o più alto dopo mastoplastica: il “Drop and Fluff” (cosa succede davvero)

Molte differenze iniziali — come un seno più alto o un seno che sembra più “scendere” — dipendono dal naturale processo chiamato drop and fluff. Subito dopo l’intervento i tessuti sono tesi, il torace è gonfio e le protesi vengono “tenute” più in alto dal gonfiore e dalla rigidità dei muscoli e della cute. È una fase transitoria.

Con il passare delle settimane accade qualcosa di molto prevedibile:

  • la protesi scende progressivamente verso il suo alloggiamento naturale (drop),
  • il polo inferiore del seno si ammorbidisce e si espande (fluff),
  • la forma diventa via via più armoniosa e il profilo appare più naturale.

Questo processo non è immediato: può richiedere da 6 settimane a 3–4 mesi e può procedere a velocità diverse tra un lato e l’altro. Per questo può capitare di vedere temporaneamente un seno più alto dell’altro, senza che ciò significhi complicanza. Nella grande maggioranza dei casi, è semplicemente il corpo che sta terminando il suo assestamento.

Cosa è normale e quanto dura: tabella pratica

Fase Aspetto del seno Cosa fare
Settimana 1–4 Molto alto, duro, possibile asimmetria Pazienta, segui le indicazioni
Mese 1–3 Inizia a scendere, più morbido Massaggi (se prescritti), controlli
Mese 6+ Assestato e stabile Valuta col chirurgo eventuali ritocchi

Se non ci sono dolore forte, febbre o gonfiore improvviso, questo percorso è spesso fisiologico.

Il ruolo del reggiseno e della fascia stabilizzatrice

In molte pazienti il seno più alto dipende (anche) dal modo in cui vengono utilizzati i presidi post-operatori:

  • il reggiseno contenitivo sostiene e limita movimenti eccessivi,
  • la fascia elastica stabilizzatrice (quando indicata) aiuta a “guidare” la protesi verso il basso.

Se la fascia viene posizionata male o tolta troppo presto, la protesi può restare più alta più a lungo. È essenziale:

  • indossare i dispositivi come indicato dal chirurgo,
  • non modificarli autonomamente,
  • chiedere chiarimenti se qualcosa dà fastidio o non convince.

Quando preoccuparsi e chiamare il chirurgo

Contatta il medico se compaiono:

  • seno duro e dolente, con tensione crescente
  • rossore, calore, sensazione di infiammazione
  • asimmetria improvvisa dopo un periodo di stabilità
  • differenza marcata di volume
  • febbre o secrezioni anomale

Qui non si aspetta: serve una valutazione clinica per escludere complicanze.

Le complicanze che possono dare un seno più alto dopo mastoplastica

Nella maggior parte dei casi un seno più alto dell’altro è legato all’assestamento delle protesi. Tuttavia, in una piccola percentuale di pazienti, l’asimmetria può dipendere da vere e proprie complicanze che vanno riconosciute e trattate tempestivamente.

  • Contrattura capsulare
    La capsula che naturalmente si forma attorno alla protesi diventa anomala, più spessa e rigida.
    Il seno appare duro, teso e più alto, talvolta doloroso.
    Nei casi moderati o gravi può essere necessario un intervento di revisione.
  • Malposizione superiore dell’impianto
    La protesi non scende correttamente nella tasca oppure migra verso l’alto.
    Il seno risulta più “spinto in su” e poco naturale.
    La correzione consiste nel rimodellare la tasca e stabilizzare meglio l’impianto.
  • Ematoma o sieroma
    Accumuli di sangue (ematoma) o di liquido sieroso (sieroma) possono alterare volume e forma del seno,
    facendolo sembrare improvvisamente diverso dall’altro.
    Richiedono sempre una valutazione medica e, in alcuni casi, lo svuotamento chirurgico.

Queste condizioni sono meno frequenti ma non vanno sottovalutate: una diagnosi precoce permette interventi più semplici e risultati migliori.

Come si corregge un seno più alto dell’altro

Il trattamento di un seno più alto dopo mastoplastica dipende dalla causa. In alcuni casi è sufficiente attendere l’assestamento dei tessuti; in altri è indicato un piccolo intervento di revisione mirato. Le principali opzioni sono:

  • Revisione della tasca protesica: Si interviene sull’alloggiamento della protesi per rilasciare aderenze oppure
    per rimodellare la tasca, così che l’impianto possa posizionarsi correttamente
    e in modo simmetrico rispetto all’altro lato.
  • Correzione del solco inframammario: Quando il livello del solco è diverso, viene alzato o abbassato per riallineare i due seni
    e migliorare l’armonia complessiva del torace.
  • Mastopessi di adeguamento: Nei casi in cui la cute o il complesso areola–capezzolo contribuiscono all’asimmetria,
    si effettua un rimodellamento del seno per riportare capezzoli e tessuti alla stessa altezza.
  • Osservazione e follow-up: Quando la differenza è lieve e in fase precoce, la soluzione migliore è spesso
    aspettare il completo assestamento (drop and fluff) con controlli programmati dal chirurgo.

La scelta del percorso più sicuro viene sempre valutata insieme allo specialista, tenendo conto dell’estetica, della salute del tessuto e delle aspettative della paziente.

Prevenire il rischio di asimmetrie mammarie dopo mastoplastica

Ridurre il rischio di avere un seno più alto o più basso dopo l’intervento è possibile, soprattutto quando chirurgia e paziente lavorano in squadra. Una buona pianificazione prima dell’operazione e un corretto percorso di guarigione nel post-operatorio fanno davvero la differenza.

Prima dell’intervento

  • Valutazione accurata delle asimmetrie esistenti – analisi di volume, solco, capezzoli e posizione del seno sul torace.
  • Scelta appropriata della protesi – forma, volume e piano di inserimento devono rispettare la tua anatomia.
  • Chiarezza sugli obiettivi realistici – comprendere quali differenze possono essere corrette e quali, in parte, rimarranno.

Dopo l’intervento

  • Seguire scrupolosamente le indicazioni del chirurgo su medicazioni, tempi di attività e controlli.
  • Indossare correttamente reggiseno e fascia stabilizzatrice quando prescritti.
  • Evitare sforzi, sport e movimenti bruschi nelle prime settimane.
  • Presentarsi ai controlli programmati per monitorare l’assestamento delle protesi.

Queste attenzioni non eliminano del tutto il rischio di asimmetria mammaria, ma lo riducono considerevolmente e aiutano a ottenere un risultato più stabile e armonioso nel tempo.

A chi rivolgersi per correggere un seno più sceso dopo mastoplastica

Quando dopo una mastoplastica additiva noti che un seno è più sceso dell’altro, è importante evitare il “fai-da-te” e i confronti online. Ogni corpo reagisce in modo diverso e solo uno specialista abituato a trattare la mastoplastica di revisione può valutare con precisione se si tratta di semplice assestamento o se è opportuno intervenire.

Correggere un seno già operato richiede esperienza specifica: occorre analizzare la posizione della protesi, la qualità dei tessuti, il livello del solco e la presenza di eventuali complicanze. Per questo è fondamentale affidarsi a un chirurgo con competenze dedicate.

Il Dott. Lorenzo Genzano, in collaborazione con la Clinica Ireos, segue molte pazienti che presentano asimmetrie dopo mastoplastica. Durante la visita vengono valutati con calma:

  • l’origine dell’asimmetria (drop and fluff, tasca, solco, capsula),
  • la stabilità del risultato nel tempo,
  • le possibili soluzioni, dalla semplice osservazione alla revisione mirata,
  • i benefici e i limiti realistici di ogni opzione.

L’obiettivo non è solo “rialzare il seno”, ma aiutarti a ritrovare equilibrio, sicurezza e naturalezza nel risultato.

Clinica Ireos — Firenze
Piazza Giacomo Puccini, 4 — Firenze
Tel: 055.332595
Email: info@clinicaireos.com

Senti che un seno è più sceso dell’altro?
Prenota una valutazione: il Dott. Genzano potrà dirti con chiarezza se è un normale assestamento o se esiste una soluzione personalizzata e sicura per correggerlo.

Domande Frequenti

Domande Frequenti

È del tutto normale. Spesso usiamo di più un braccio rispetto all’altro, oppure la qualità della pelle e dei muscoli differisce leggermente tra i due lati. Questo porta una protesi a “scendere” più rapidamente rispetto alla controlaterale.

No, la fascia deve esercitare una pressione costante ma non eccessiva. Se è troppo stretta può causare dolore o irritazioni cutanee; se è troppo lenta non aiuterà la protesi a scendere. Segui sempre le indicazioni millimetriche del Dott. Genzano.

 

Nelle prime settimane è tassativo dormire in posizione supina (a pancia in su) per evitare che il peso del corpo sposti le protesi lateralmente o ne impedisca il corretto assestamento.

 

Se l’asimmetria è legata al normale assestamento, si risolverà da sola entro 6 mesi. Se invece è legata a una tasca troppo stretta o a una contrattura, il problema rimarrà stabile o peggiorerà, rendendo necessaria una valutazione per un piccolo ritocco.