Mastoplastica di revisione: quando serve davvero e come può restituirti un seno armonioso
Arrivare a informarsi sulla mastoplastica di revisione significa, per molte donne, attraversare una fase fatta di dubbi e domande. Hai già affrontato un intervento, hai riposto fiducia nel chirurgo, hai immaginato un risultato — e oggi qualcosa non ti convince più. Il seno può essere cambiato con il tempo, possono comparire indurimenti, asimmetrie, spostamenti delle protesi o variazioni di forma, oppure semplicemente non ti senti più rappresentata da quell’aspetto. È normale provare frustrazione o timore all’idea di dover intervenire di nuovo.
Il Dott. Lorenzo Genzano ricorda spesso alle pazienti che la mastoplastica di revisione non è un “ritorno al punto di partenza”, ma una tappa possibile di un percorso che evolve con il corpo. Le protesi non sono eterne, i tessuti reagiscono in modo diverso nel tempo, e fattori come gravidanze, dimagrimenti, contrattura capsulare o semplice invecchiamento possono modificare il risultato iniziale. Chiedere una revisione non significa aver sbagliato: significa ascoltare il proprio corpo e prendersene cura con consapevolezza.
In questa guida troverai spiegato in modo chiaro cosa comporta una mastoplastica di revisione, quando è indicata, quali tecniche possono essere utilizzate, quali rischi e benefici valutare e quali risultati sono realistici. L’obiettivo è aiutarti a ritrovare serenità nella decisione: comprendere se la revisione è davvero la scelta giusta per te e come, con una pianificazione attenta, possa riportare il seno a un aspetto più naturale, armonioso e in linea con la persona che sei oggi.
Che cos’è la mastoplastica di revisione
Con il termine mastoplastica di revisione si indica qualsiasi intervento eseguito su un seno già operato in passato, in genere per:
- sostituire o rimuovere protesi mammarie esistenti,
- correggere complicanze (come contrattura capsulare o rottura dell’impianto),
- migliorare un risultato estetico insoddisfacente (forma, volume, simmetria),
- adattare il seno ai cambiamenti del corpo avvenuti nel tempo.
È una chirurgia più complessa rispetto alla prima mastoplastica perché i tessuti:
- sono stati già manipolati,
- possono contenere cicatrici interne,
- possono essere assottigliati, deformati o induriti dalla capsula.
Per questo motivo la mastoplastica di revisione richiede un chirurgo con grande esperienza in chirurgia mammaria secondaria, capace di scegliere di volta in volta la strategia più sicura e adatta alla tua situazione concreta.
Quando serve una mastoplastica di revisione
I motivi che portano a considerare una mastoplastica secondaria sono diversi. Nella pratica clinica, i più frequenti sono:
1. Contrattura capsulare
Dopo l’inserimento di una protesi, l’organismo forma naturalmente una sottile capsula di tessuto fibroso attorno all’impianto. In alcuni casi questa capsula:
- si ispessisce e si contrae in modo anomalo,
- rende il seno duro al tatto,
- può deformare la forma,
- può provocare dolore o tensione.
Si parla allora di contrattura capsulare. Nei gradi più avanzati la chirurgia di revisione è spesso l’unico modo per migliorare la situazione: si rimuove o si incide la capsula e si sostituisce la protesi.
2. Rottura o usura della protesi
Le protesi moderne sono progettate per durare a lungo, ma non per essere eterne. Nel tempo possono verificarsi:
- micro-rotture dell’involucro,
- usura legata a traumi o compressioni,
- cambiamenti del gel nel caso di impianti più datati.
A volte la rottura è asintomatica e viene scoperta con esami come l’ecografia o la risonanza magnetica; altre volte dà sintomi vaghi (fastidio, prurito, cambiamento di consistenza). In questi casi la revisione prevede la rimozione e la sostituzione dell’impianto, spesso su entrambi i lati per garantire simmetria.
3. Malposizione o spostamento dell’impianto
Con il tempo, o a causa di una tasca non ideale, la protesi può:
- risalire troppo (seno “troppo alto”),
- scendere eccessivamente (double-bubble, seno “troppo basso”),
- spostarsi lateralmente verso l’ascella,
- ruotare, soprattutto se si tratta di protesi anatomiche.
La mastoplastica di revisione mira allora a ricostruire o modificare la tasca (stringendola, spostandola o creandone una nuova) e a riposizionare l’impianto nella sede corretta.
4. Cambiamenti del corpo nel tempo
Gravidanze, allattamento, variazioni di peso e invecchiamento modificano il tessuto mammario anche in presenza di protesi. Può comparire:
- ptosi mammaria (cedimento del seno),
- svuotamento del polo superiore,
- pelle in eccesso,
- asimmetria tra i due lati.
In questi casi la revisione può includere una mastopessi (lifting del seno) con o senza sostituzione della protesi, per riposizionare il complesso areola–capezzolo e ridare forma al seno.
5. Insoddisfazione estetica o cambio di gusto
A volte, anche senza vere complicanze, la paziente sente che il seno non corrisponde più ai propri desideri: troppo grande, troppo piccolo, troppo “finto”, non in armonia con un corpo cambiato. La mastoplastica di revisione consente di:
- passare a protesi di volume diverso,
- modificare la forma (più rotonda o più naturale),
- associarla ad altre procedure (mastopessi, lipofilling mirato).
Quando è il momento di una revisione? (Tabella pratica)
Per aiutarti a capire rapidamente se ha senso valutare una mastoplastica di revisione, può essere utile questa tabella riassuntiva:
| Segnale / Sintomo | Causa probabile | Azione consigliata |
|---|---|---|
| Seno duro, teso o dolente | Contrattura capsulare | Visita specialistica + ecografia |
| Seno sceso, protesi percepita “troppo alta” | Malposizione / Ptosi | Valutazione per revisione tasca + eventuale mastopessi |
| Cambiamento di forma repentino | Possibile rottura della protesi | Ecografia / Risonanza magnetica + valutazione per sostituzione |
| Pieghe visibili (rippling) o ondulazioni | Tessuti assottigliati / protesi in superficie | Valutazione per cambio protesi e/o lipofilling |
Il consiglio del Dott. Genzano prima di una mastoplastica di revisione
Prima di programmare una mastoplastica di revisione, chiedo sempre alle mie pazienti di recuperare — se possibile — il passaporto delle protesi utilizzate nel precedente intervento. Si tratta del talloncino che riporta marca, modello, volume e caratteristiche dell’impianto: un dettaglio apparentemente piccolo, ma fondamentale per pianificare l’intervento con precisione e sicurezza.
Alla Clinica Ireos utilizziamo esclusivamente protesi di alta qualità, come Motiva® e Polytech®, scelte di volta in volta in base all’anatomia, alla qualità dei tessuti e all’obiettivo estetico. Tutte le protesi sono naturalmente dotate del loro passaporto protesico, che consegniamo sempre alla paziente e che diventa un documento prezioso nel tempo.
Avere queste informazioni mi permette di valutare meglio cosa non ha funzionato, prevedere le possibili difficoltà della revisione e costruire un piano chirurgico davvero su misura — con un unico obiettivo: restituirti un seno più armonioso, sicuro e in equilibrio con il tuo corpo.
Come si svolge una mastoplastica di revisione
Ogni caso è unico, ma alcuni passaggi sono comuni:
- Valutazione preoperatoria dettagliata: visita, fotografie, eventuali esami di imaging (ecografia, risonanza), analisi della capsula e della tasca.
- Pianificazione chirurgica: scelta della strategia (solo sostituzione, revisione tasca, lifting associato), scelta delle nuove protesi o decisione di rimuoverle definitivamente.
- Intervento in anestesia generale nella grande maggioranza dei casi, con durata media di 2–3 ore a seconda della complessità.
- Accessi chirurgici: quando possibile si utilizzano le stesse cicatrici del primo intervento per non aggiungere nuove linee visibili.
- Lavoro sulla tasca e sulla capsula: rimozione o revisione della capsula, rimodellamento della tasca, eventuale cambio di piano (ad esempio da sottoghiandolare a sottomuscolare).
- Inserimento delle nuove protesi o rimozione definitiva se la paziente non desidera più impianti.
Spesso è previsto un ricovero di una notte per monitorare il decorso immediato e la gestione del dolore.
Rischi e complicanze della mastoplastica di revisione
Come ogni intervento, anche la mastoplastica di revisione comporta rischi, che in parte ricalcano quelli della mastoplastica primaria e in parte sono aumentati dalla presenza di tessuti già operati:
- Ematoma (accumulo di sangue) nelle prime ore o nei primi giorni.
- Infezione, oggi rara grazie ai protocolli di profilassi antibiotica.
- Sieroma (raccolta di siero) nella tasca protesica.
- Cicatrici allargate, ipertrofiche o cheloidee, legate alla risposta individuale.
- Persistenza o recidiva di asimmetrie (il corpo non è mai perfettamente simmetrico).
- Recidiva di contrattura capsulare, soprattutto in pazienti predisposte.
Una buona parte di questi rischi viene contenuta dalla scelta di un centro specializzato, da una corretta indicazione e dal rispetto scrupoloso delle indicazioni post-operatorie.
Tempi di recupero dopo mastoplastica di revisione
Il recupero dipende dalla complessità dell’intervento e dal tipo di lavoro effettuato su tasca e tessuti. In linea generale:
- Primi 7–10 giorni: gonfiore, indolenzimento, necessità di riposo e limitazione dei movimenti delle braccia.
- Lavoro d’ufficio: spesso possibile dopo 7–14 giorni, se il decorso è regolare.
- Attività fisica intensa: di solito sconsigliata per 4–6 settimane.
- Risultato estetico: migliora gradualmente nei primi mesi, con assestamento di tessuti e protesi entro 6–12 mesi.
Il chirurgo può consigliare l’uso di reggiseni contenitivi e, talvolta, di fasce per aiutare il posizionamento corretto delle protesi durante la fase di assestamento.
Mastoplastica di revisione: quanto dura il risultato?
Non esiste una “data di scadenza” uguale per tutte le protesi e il vecchio concetto del cambio obbligatorio dopo 10 anni è ormai superato. Le protesi attuali sono progettate per durare a lungo, ma:
- vanno controllate regolarmente dal chirurgo con visite periodiche,
- possono richiedere sostituzione se compaiono rotture, contrattura o cambiamenti importanti del seno,
- devono essere considerate parte di un percorso che prevede una forma di “manutenzione” nel corso della vita.
Una revisione ben pianificata, con impianti adeguati e tecnica corretta, può offrire risultati stabili per molti anni, ma è sempre importante mantenere la sorveglianza clinica nel tempo.
Quanto costa una mastoplastica di revisione
Una mastoplastica di revisione è un intervento più complesso rispetto alla mastoplastica primaria, perché si agisce su tessuti già operati e spesso cicatriziali. Per questo motivo il costo varia in modo più ampio e dipende da diversi fattori:
- il tipo di revisione necessaria (solo sostituzione della protesi, revisione della tasca, mastopessi associata, correzione di contrattura capsulare, ecc.);
- la complessità del caso (presenza di asimmetrie, qualità dei tessuti, storia di precedenti interventi);
- la scelta tecnica e delle protesi (ad esempio protesi leggere di nuova generazione o superfici speciali contro la contrattura);
- la struttura in cui si opera (clinica privata, centro specializzato) e i servizi inclusi (anestesia, ricovero, visite di controllo).
In Italia, i costi medi per una mastoplastica di revisione si collocano indicativamente nei seguenti range:
- Revisione semplice (sostituzione protesi): circa 6.000 – 10.000 €
- Revisione con modifica della tasca: circa 8.000 – 13.000 €
- Revisione complessa con mastopessi associata: circa 10.000 – 15.000 €
- Casi molto complessi (più interventi combinati e tessuti molto compromessi): possono superare i 15.000 €
Questi valori sono indicativi e dichiarano la media dei costi che si riscontrano nei centri specialistici italiani. È importante sottolineare che una revisione non è “un pacchetto standard”: ogni paziente ha una storia clinica diversa e questo si riflette nel costo finale.
Per avere una stima precisa è fondamentale una visita specialistica, durante la quale il chirurgo valuta:
- le condizioni attuali del seno (posizione delle protesi, caratteristiche della tasca, presenza di contrattura);
- gli obiettivi estetici della paziente;
- il tipo di tecnica più adatta e il tipo di impianto o procedura da utilizzare;
- la pianificazione di eventuali interventi associati, come la mastopessi o il rimodellamento dei tessuti.
Una corretta pianificazione permette di trasformare il costo da “numero astratto” a un vero progetto chirurgico personalizzato, che tiene conto della tua anatomia, della storia clinica e delle aspettative realistiche.
Vuoi approfondire: Quanto costa rifarsi il seno
A chi rivolgersi per una mastoplastica di revisione
La mastoplastica di revisione è uno degli interventi più delicati della chirurgia estetica del seno: si lavora su tessuti già operati, spesso assottigliati o modificati nel tempo, e si interviene là dove c’è stata una delusione o una complicanza. Per questo è fondamentale affidarsi a un team che unisca competenza tecnica, esperienza specifica e grande attenzione all’aspetto umano.
Presso la Clinica Ireos, il Dott. Lorenzo Genzano si occupa di chirurgia mammaria secondaria valutando ogni caso con estrema precisione: durante la visita vengono analizzati la forma attuale del seno, la qualità dei tessuti, la presenza di contrattura capsulare o malposizione, insieme ai referti di mammografie, ecografie ed eventuali esami più approfonditi.
È molto utile portare in consulenza tutta la documentazione disponibile, in particolare:
- il passaporto delle protesi (marca, modello, volume, data dell’intervento precedente),
- le vecchie schede operatorie, se presenti,
- gli esami senologici recenti (eco, mammografia, risonanza quando indicata).
Un chirurgo serio non propone la mastoplastica di revisione “a prescindere”, ma valuta con te:
- se la revisione è davvero necessaria in questo momento,
- se esistono alternative meno invasive (osservazione, piccoli ritocchi, cambio protesi senza modificare la tasca, o viceversa),
- quali risultati sono realisticamente raggiungibili con i tuoi tessuti e la tua storia chirurgica.
Alla Clinica Ireos, la mastoplastica di revisione viene eseguita in sale operatorie autorizzate, con équipe anestesiologica dedicata e protocolli di sicurezza aggiornati, accompagnando la paziente anche nel post-operatorio con controlli programmati e indicazioni chiare per il recupero.
Se senti che il tuo seno operato non ti rappresenta più, non è un fallimento: è un segnale da ascoltare con attenzione. Un confronto con il Dott. Lorenzo Genzano può aiutarti a capire se una mastoplastica di revisione sia la strada giusta per ritrovare un seno più armonioso e, soprattutto, un rapporto più sereno con il tuo corpo.
Domande Frequenti
Domande Frequenti
Generalmente no. Spesso il recupero è più rapido perché la tasca chirurgica è già presente. Tuttavia, se il chirurgo deve intervenire drasticamente sulla capsula fibrosa o cambiare il piano di posizionamento (es. da sopra a sotto il muscolo), il fastidio può essere simile a quello della prima volta.
Sì, nella grande maggioranza dei casi il chirurgo riutilizza l’incisione precedente per evitare di aggiungere nuovi segni sul seno. Durante l’intervento, la vecchia cicatrice viene spesso “ripulita” per migliorarne l’aspetto estetico finale.
È un intervento possibile chiamato “espianto definitivo”. In questo caso, per evitare che il seno appaia svuotato o cadente, il Dott. Genzano valuterà se associare una mastopessi (lifting) o un lipofilling (innesto di grasso proprio) per restituire una forma naturale al décolleté.
Salvo emergenze (come infezioni o ematomi), si consiglia di attendere almeno 6-12 mesi dal primo intervento. È il tempo necessario affinché i tessuti guariscano completamente e il risultato si stabilizzi, permettendo al chirurgo di pianificare la revisione su una base anatomica certa.