Mastopessi e mastoplastica dopo gravidanza e allattamento: seno svuotato, soluzioni e tempi giusti

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Parlare di mastopessi e mastoplastica dopo gravidanza e allattamento significa toccare una parte molto intima della propria storia. Per molte donne, dopo mesi o anni dedicati a gravidanza, allattamento e cura dei figli, lo specchio restituisce un seno diverso: più svuotato, più cadente, meno “presente”. Non è solo una questione di forma — è quella sottile sensazione di non riconoscersi più, di coprirsi con il reggiseno giusto e continuare comunque a sentirsi in difetto.

È naturale provare emozioni contrastanti: gratitudine per il corpo che ha dato vita, ma anche il desiderio di tornare a sentirsi armoniose, femminili, sicure. Il Dott. Lorenzo Genzano lo ripete spesso in visita: non si cerca di “tornare indietro”, ma di accompagnare il corpo verso una nuova versione di sé — in equilibrio con ciò che sei oggi.

Dal punto di vista medico, gli interventi più utilizzati in questa fase sono la mastopessi (lifting del seno) e la mastoplastica additiva (aumento con impianti), talvolta combinate nella mastopessi con protesi. L’obiettivo non è cambiare identità, ma correggere il seno svuotato o cadente in modo naturale, scegliendo se sia necessario sollevare, riempire — o fare entrambe le cose — con risultati proporzionati e duraturi.

Per sicurezza, le società scientifiche consigliano di attendere almeno 6 mesi dalla fine dell’allattamento: è il tempo necessario perché i tessuti si stabilizzino e per completare correttamente gli esami senologici (ecografia e/o mammografia), personalizzati in base all’età e alla storia clinica.

Cosa succede al seno dopo gravidanza e allattamento

Durante la gravidanza il seno aumenta di volume per effetto degli ormoni. Dopo l’allattamento, la componente ghiandolare si riduce e la cute — che è stata distesa — può non tornare alla tensione originaria. Ecco cosa si osserva più spesso:

  • Perdita di volume con aspetto “svuotato”, soprattutto nel polo superiore.
  • Ptosi mammaria: la mammella scende e il capezzolo si abbassa.
  • Pelle meno elastica con eccesso cutaneo.
  • Asimmetrie più evidenti tra un seno e l’altro.

In alcuni casi il seno recupera spontaneamente; in altri il cambiamento è stabile e interferisce con il benessere personale. Qui entra in gioco la valutazione specialistica.

Mastopessi dopo gravidanza: quando basta sollevare

La mastopessi è indicata quando il seno è cadente ma il volume è ancora adeguato. Con questo intervento si:

  • rimuove la cute in eccesso,
  • ricompatta il tessuto mammario,
  • ripositiona areola e capezzolo più in alto,
  • ridisegna la forma complessiva.

Le cicatrici variano (solo attorno all’areola, verticali o a T rovesciata) in base al grado di ptosi. Quando il volume è sufficiente, la mastopessi da sola offre un risultato naturale e duraturo.

Mastoplastica additiva dopo allattamento: quando serve volume

La mastoplastica additiva è indicata quando il problema principale è il seno svuotato. Le protesi (di solito in gel di silicone coesivo) permettono di ripristinare pienezza e definire meglio il décolleté, soprattutto nel polo superiore.

Le protesi possono essere posizionate:

La scelta dipende da spessore dei tessuti, qualità della pelle e obiettivi estetici.

Mastopessi con protesi: quando servono lifting e volume insieme

Spesso dopo gravidanza e allattamento il seno è sia svuotato sia cadente. In questi casi la soluzione più efficace è la mastopessi con protesi, che consente di:

  • sollevare e rimodellare il seno,
  • aggiungere volume e proiezione,
  • riarmonizzare il décolleté.

È un intervento più complesso, che richiede pianificazione accurata e un chirurgo esperto di chirurgia mammaria post-gravidanza.

Qual è l’intervento giusto per me?

Se il tuo seno è… L’intervento ideale è… Risultato atteso
Svuotato ma ancora alto Mastoplastica Additiva Pienezza e volume superiore
Cadente ma con volume Mastopessi (Lifting) Seno sollevato e rimodellato
Svuotato e cadente Mastopessi con Protesi Volume, forma e sostegno
Troppo grande e cadente Mastoplastica Riduttiva Leggerezza e forma più stabile

Il ruolo del “polo superiore” del seno

Molte mamme lamentano lo svuotamento della parte alta del seno, con la sensazione che il profilo “scivoli” verso il basso.

Il consiglio del Dott. Genzano: «Molte donne chiedono le protesi per riempire la parte alta del seno svuotata dall’allattamento. È importante sapere che se il seno è anche sceso, la sola protesi non basta: serve la mastopessi per riportare la ghiandola nella posizione corretta.»

Questo evita risultati artificiali (seno pieno ma basso) e riduce il rischio di nuovi cedimenti nel tempo.

Quando è il momento giusto per operarsi

  • Attendere almeno 6 mesi dalla fine dell’allattamento.
  • Stabilizzare il peso corporeo.
  • Eseguire gli esami senologici indicati per età e storia familiare.

Se prevedi altre gravidanze nel breve periodo, è spesso prudente rimandare, per non compromettere il risultato.

Rischi e sicurezza

Come ogni chirurgia, anche mastopessi e mastoplastica additiva comportano rischi (ematoma, infezione, cicatrici evidenti, alterazioni di sensibilità, contrattura capsulare). Una corretta indicazione, una sala operatoria attrezzata e il rispetto delle indicazioni post-operatorie riducono significativamente tali eventi.

Quanto costa rifarsi il seno dopo gravidanza e allattamento

Una delle domande più frequenti di chi considera una mastoplastica additiva o una mastopessi dopo gravidanza e allattamento riguarda i costi. In Italia il prezzo di questi interventi non è unico e fisso, perché dipende da fattori come:

  • il tipo di intervento indicato (solo lifting, solo protesi o combinato),
  • la complessità del caso (ad esempio grado di ptosi o volume da ripristinare),
  • la protesi scelta (standard o di nuova generazione),
  • la struttura in cui si opera e i servizi inclusi (anestesia, sala operatoria, visite pre e post operatorie).

Per offrire un orientamento realistico, ecco i range di costo medi per gli interventi più comuni dopo una gravidanza e un periodo di allattamento stabilizzato:

  • Mastoplastica additiva (solo aumento con protesi): circa 5.500 – 9.500 €
  • Mastopessi (sollevamento del seno senza protesi): circa 6.000 – 9.000 €
  • Mastopessi con protesi (lifting + aumento): circa 8.000 – 12.000 €

Gli interventi combinati o di revisione (come correzioni di mastopessi eseguite in precedenza) richiedono tempi operatori più lunghi e una pianificazione più dettagliata, con costi che possono superare i range sopra indicati, soprattutto quando servono tecniche avanzate o protesi di ultima generazione.

Questi valori sono **indicativi** e derivano dalle medie osservate nei centri di chirurgia plastica italiani. La cifra esatta, personalizzata per il tuo caso, può essere definita solo dopo una visita specialistica, durante la quale il chirurgo valuta atteggiamento del seno, qualità dei tessuti, grado di ptosi e aspettative estetiche.

Durante questa visita si definisce un piano chirurgico personalizzato che comprende:

  • la tecnica più appropriata (mastopessi, mastoplastica, combinata),
  • la scelta della protesi (forma, volume, profilo),
  • il tipo di anestesia e le tempistiche di recupero,
  • una stima dettagliata dei costi complessivi.

Un preventivo trasparente non è “un numero a caso”, ma parte di un progetto chirurgico pensato per garantire non solo il risultato estetico desiderato, ma soprattutto la massima sicurezza e stabilità nel tempo.

Vuoi approfondire: Quanto costa rifarsi il seno

A chi rivolgersi per una mastoplastica o una mastopessi dopo gravidanza e allattamento

Decidere di sottoporsi a una mastoplastica o a una mastopessi dopo gravidanza e allattamento significa affidare il proprio corpo e la propria storia a un team medico esperto. Non si tratta solo di “rifare il seno”, ma di ristabilire equilibrio, funzionalità e naturalezza, rispettando ciò che la maternità ha cambiato.

Per questo è fondamentale rivolgersi a uno specialista in chirurgia plastica che abbia esperienza specifica nella chirurgia mammaria post-gravidanza, capace di valutare con attenzione la qualità dei tessuti, il grado di ptosi, l’eventuale svuotamento e le aspettative estetiche realistiche.

Alla Clinica Ireos, il Dott. Lorenzo Genzano accompagna le pazienti in un percorso strutturato e personalizzato. Durante la prima visita vengono analizzati:

  • la forma e il volume attuale del seno,
  • la posizione del complesso areola–capezzolo,
  • gli esami senologici più recenti,
  • eventuali variazioni di peso o programmi di future gravidanze,
  • gli obiettivi estetici e le preoccupazioni della paziente.

Solo dopo questa valutazione viene proposta la soluzione più adatta: mastopessi, mastoplastica additiva o intervento combinato — sempre con un approccio prudente, orientato al risultato naturale e alla sicurezza nel lungo periodo.

Alla Clinica Ireos ogni intervento viene eseguito in sale operatorie autorizzate, con équipe anestesiologica dedicata e protocolli di controllo post-operatorio che accompagnano la paziente nelle settimane successive, riducendo complicanze e ansie inutili.

Un buon chirurgo non promette miracoli: ascolta, spiega, chiarisce dubbi e aiuta a capire se il momento è davvero quello giusto. Se stai valutando una mastopessi o una mastoplastica dopo gravidanza e allattamento, un incontro con il Dott. Lorenzo Genzano presso la Clinica Ireos può essere il primo passo per costruire un percorso consapevole, sicuro e su misura per te.

 

Domande Frequenti

Domande Frequenti

Le linee guida internazionali suggeriscono di attendere almeno 6 mesi dalla fine completa dell’allattamento. Questo tempo permette al tessuto ghiandolare di completare l’involuzione e al chirurgo di lavorare su volumi stabili e definitivi.

Sì, nella grande maggioranza dei casi. Se l’intervento è eseguito correttamente e le protesi sono posizionate preferibilmente in sede sottomuscolare o dual plane, i dotti galattofori non vengono interrotti, preservando la funzionalità della ghiandola.

Le cicatrici della mastopessi (lifting) tendono a schiarirsi notevolmente nel giro di 6-12 mesi, diventando sottili linee bianche. Vengono posizionate strategicamente nel solco sottomammario o attorno all’areola per essere nascoste dal reggiseno o dal costume da bagno.

Assolutamente sì. È sufficiente informare il radiologo, che utilizzerà tecniche specifiche (come la manovra di Eklund) per visualizzare correttamente tutto il tessuto ghiandolare in totale sicurezza.