Aumentare altezza con l’allungamento degli arti: tecniche, costi, rischi e tempi di recupero

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Il desiderio di aumentare altezza attraverso l’allungamento degli arti è oggi una delle richieste in più rapida crescita in ambito chirurgico elettivo, spinto da social media, pressioni estetiche e disagio psicologico legato alla bassa statura. Si tratta di una procedura di chirurgia ortopedica ricostruttiva basata sul principio della distrazione osteogenica, capace di allungare femori, tibie o omeri attraverso fissatori esterni (come il classico apparato di Ilizarov), chiodi endomidollari magnetici di ultima generazione (Precice 2) o tecniche combinate come il metodo LON. In questa guida vedremo quanto si cresce con la chirurgia dell’altezza, quali sono i costi dell’allungamento delle gambe in Italia e in Turchia, i tempi di recupero reali, le complicanze possibili, come scegliere il chirurgo giusto e quali alternative meno invasive esistono.

In questo articolo con il Dott. Nicola Monteleone, chirurgo ortopedico specializzato in chirurgia ricostruttiva degli arti e lengthening, analizziamo cos’è davvero l’intervento di allungamento, quante tecniche esistono nel 2026, quanti centimetri si possono realisticamente guadagnare, quanto costa operarsi in Italia e all’estero, quali rischi è giusto conoscere e perché la scelta del centro chirurgico è decisiva quanto l’intervento stesso.

Avviso medico importante: questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce la visita con un ortopedico specialista in chirurgia ricostruttiva e lengthening. Qualsiasi decisione riguardante l’intervento per aumentare altezza va presa solo dopo consulto specialistico, esami strumentali completi e valutazione psicologica approfondita.

Chi è il Dott. Nicola Monteleone

Il Dott. Nicola Monteleone è chirurgo ortopedico con formazione specialistica in chirurgia ricostruttiva degli arti, trattamento delle dismetrie congenite e acquisite e allungamento osseo secondo il principio della distrazione osteogenica. Ha maturato esperienza clinica sia nelle tecniche tradizionali con apparato di Ilizarov sia nelle moderne metodiche con chiodi endomidollari magnetici (sistema Precice 2 e derivati). Si occupa quotidianamente di pianificazione preoperatoria, analisi radiografiche sotto carico, correzione di deformità angolari, gestione postoperatoria e riabilitazione multidisciplinare dei pazienti sottoposti a interventi di limb lengthening. Segue inoltre pazienti affetti da acondroplasia e altre forme di bassa statura patologica, oltre a casi di pseudoartrosi e ricostruzioni post-traumatiche.

Cos’è l’allungamento degli arti per aumentare l’altezza

L’allungamento degli arti è una procedura ortopedica che sfrutta un principio biologico scoperto negli anni ’50 dal chirurgo russo Gavriil Abramovich Ilizarov: se un osso viene sezionato e i due monconi vengono allontanati lentamente, l’organismo reagisce producendo nuovo tessuto osseo che riempie lo spazio creato. Questo fenomeno si chiama distrazione osteogenica e rappresenta la base di tutte le tecniche moderne di lengthening.

Il processo inizia con una osteotomia, cioè una sezione controllata dell’osso praticata dal chirurgo in sala operatoria. Un dispositivo interno o esterno tiene uniti i due frammenti e permette di allontanarli di circa 1 millimetro al giorno in piccoli step. In quell’intervallo microscopico si forma il cosiddetto rigenerato osseo, che nei mesi successivi matura fino a diventare osso resistente come quello originale.

Non si allunga solo l’osso: anche muscoli, tendini, nervi, vasi sanguigni e cute devono adattarsi al nuovo assetto. Per questo la fisioterapia quotidiana è parte integrante del trattamento, non un accessorio.

Intervento per aumentare altezza: chi sono i candidati ideali

Non chiunque desideri diventare più alto è un buon candidato a questo tipo di intervento. Le indicazioni cliniche classiche riguardano:

  • Dismetrie degli arti inferiori, cioè differenze di lunghezza congenite o acquisite dopo traumi, fratture, infezioni o tumori ossei
  • Bassa statura patologica, come nell’acondroplasia e in altre forme di nanismo scheletrico
  • Deformità angolari associate ad accorciamento (ginocchio varo o valgo, esiti di fratture mal consolidate)

Negli ultimi dieci anni si è affermata anche l’indicazione estetica per persone in piena salute ma con un forte disagio legato alla propria statura. Il candidato estetico tipico ha:

  • Età scheletrica matura: le cartilagini di accrescimento devono essere chiuse, cioè in pratica avere almeno 18-20 anni
  • Età massima indicativa intorno ai 50 anni (oltre, capacità di rigenerazione ossea ed elasticità dei tessuti molli si riducono)
  • Assenza di patologie cardiovascolari, diabete scompensato, ipertensione non controllata, osteoporosi, disturbi della coagulazione
  • Stabilità psicologica documentata e aspettative realistiche
  • Supporto familiare solido e disponibilità economica

Una review sistematica pubblicata sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research nel 2025, che ha analizzato 12 studi e 760 pazienti sottoposti a lengthening estetico, ha mostrato un’età media di 24,75 anni e una prevalenza maschile del 67%.

Tecniche chirurgiche: Ilizarov, Precice 2, metodo LON e PRECICE MAX

Le metodiche oggi disponibili per allungare le gambe si dividono in tre grandi famiglie, ciascuna con vantaggi e limiti ben precisi.

Fissatori esterni: metodo Ilizarov e monolaterali

Il fissatore esterno circolare di Ilizarov resta una tecnica di riferimento soprattutto per la tibia e per la correzione di deformità complesse. Due anelli esterni, collegati da fili trans-ossei e barre filettate, mantengono allineati i frammenti mentre si allontanano. Sul femore si preferisce spesso un fissatore esterno monolaterale, meno ingombrante.

Vantaggi: grande versatilità, possibilità di correggere deviazioni assiali, carico precoce sull’arto. Svantaggi: ingombro esterno molto visibile, cura quotidiana delle pin-site (rischio infezioni), impatto psicologico rilevante.

Chiodi endomidollari magnetici: il sistema Precice 2

Il sistema Precice 2 è un chiodo telescopico in titanio inserito nel canale midollare del femore o della tibia. L’allungamento avviene grazie a un motore magnetico attivato da un telecomando esterno (ERC – External Remote Controller) più volte al giorno. Nessun dispositivo visibile all’esterno, cicatrici millimetriche, comfort superiore.

Vantaggi: estetica, minor rischio infettivo, confort psicologico. Svantaggi: carico ridotto durante la distrazione (necessarie stampelle), costi più alti, necessità di rimozione del chiodo a distanza di 1-2 anni.

PRECICE MAX: cosa sapere davvero nel 2026

Il PRECICE MAX è l’evoluzione del Precice 2, con diametro maggiore (fino a 14 mm) e motore magnetico più potente pensato per consentire il carico completo già durante la fase di distrazione. Il sistema ha ricevuto l’approvazione FDA a fine 2023 ed è stato oggetto di un richiamo volontario di Classe 2 nel 2024 per questioni legate al design e alla produzione di alcuni componenti, che ne hanno limitato la distribuzione. Nel 2026 la disponibilità resta limitata e monitorata: alcuni centri selezionati lo utilizzano con protocolli rigorosi, ma non è ancora un dispositivo diffuso su larga scala. Prima di scegliere un centro che offre PRECICE MAX è fondamentale chiedere informazioni sullo stato regolatorio aggiornato, sulla tracciabilità del dispositivo e sul numero di casi eseguiti dall’équipe.

Metodo LON (Lengthening Over Nails)

Il metodo LON combina un chiodo endomidollare (che resta in sede fino alla consolidazione) con un fissatore esterno che guida la distrazione. Una volta raggiunti i centimetri desiderati, il fissatore viene rimosso con un intervento minore. È molto utilizzato nei centri turchi grazie al rapporto costi-risultati.

Tabella comparativa delle tecniche di allungamento arti

Tecnica Segmento tipico Cm ottenibili Carico precoce Cicatrici Recupero completo
Ilizarov circolare Tibia (anche femore) 5-8 cm Multiple, piccole 9-14 mesi
Monolaterale esterno Femore 5-8 cm Visibili 9-12 mesi
Precice 2 endomidollare Femore, tibia 5-8 cm No (stampelle) Minime (2-3) 9-12 mesi
Metodo LON Femore, tibia 6-9 cm Parziale Intermedie 9-12 mesi
PRECICE MAX (limitato) Femore, tibia 5-8 cm Minime 7-10 mesi

Quanto si cresce con la chirurgia dell’altezza: centimetri reali

La domanda più frequente di chi valuta l’intervento per aumentare altezza è: quanti centimetri si guadagnano davvero?

I range clinici consolidati, basati sulla letteratura più recente e sui protocolli dei centri di riferimento internazionali, sono:

  • Femore: mediamente 5-8 cm per singola procedura con chiodo endomidollare
  • Tibia: mediamente 5-7 cm per singola procedura
  • Omero: 3-5 cm in casi selezionati

Se si allungano in tempi successivi sia i femori sia le tibie, l’incremento totale di altezza può raggiungere mediamente 12-14 cm. Nelle forme severe di acondroplasia, con protocolli multipli, è teoricamente possibile arrivare a circa un terzo della lunghezza iniziale dell’osso, ma si parla di percorsi pluriennali estremamente impegnativi.

Importante: l’allungamento simultaneo di femore e tibia sullo stesso arto è generalmente sconsigliato perché provoca uno stiramento eccessivo di cute, vasi e nervi cutanei, con rischio di bruciore, parestesie persistenti e rigidità articolare. Si preferisce procedere in due tempi chirurgici distanziati nel tempo.

Allungamento gambe costo: prezzi Italia e Turchia aggiornati 2026

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano non copre l’intervento per finalità estetiche: è interamente a carico del paziente. I prezzi variano molto in base al dispositivo, al numero di segmenti ossei trattati, alla durata della degenza e al pacchetto riabilitativo. I range che seguono sono indicativi e da considerare come valori mediamente riscontrati sul mercato nel 2026.

Costo allungamento arti in Italia (strutture private)

  • Singolo segmento (solo femori o solo tibie) con fissatori esterni: a partire da €20.000-40.000
  • Singolo segmento con chiodo endomidollare Precice 2: a partire da €35.000-60.000
  • Doppio segmento (femori + tibie in due tempi): mediamente €50.000-90.000+

I costi includono generalmente intervento chirurgico, degenza, dispositivi, controlli e rimozione, ma non sempre la fisioterapia specialistica, che va quantificata a parte.

Costo allungamento arti in Turchia 2026

  • Metodo LON: pacchetti all-inclusive a partire da €15.000-18.000, con medie reali più frequentemente comprese tra €18.000 e €30.000
  • Precice 2: pacchetti mediamente da €35.000-58.000+
  • Pacchetti di alloggio e fisioterapia extra: €3.000-8.000 in base alla durata

I prezzi pubblicizzati “da” vanno sempre confrontati con il dettaglio di ciò che includono: chirurgo, équipe, dispositivo originale tracciabile, degenza, radiografie seriate, fisioterapia, gestione delle eventuali complicanze, rimozione finale del chiodo.

Turismo sanitario: avvertenze fondamentali

Se si valuta la Turchia o altri Paesi per abbattere i costi, è essenziale sapere che:

  • Il percorso dura oltre un anno, con necessità di controlli radiografici seriati e gestione di eventuali complicanze
  • Molte cliniche low-cost offrono pacchetti “tutto compreso” senza garantire il follow-up a distanza né la presa in carico di complicanze
  • In caso di infezione profonda, mancata consolidazione, frattura del rigenerato o malposizione, il rientro dal Paese di origine può essere complesso e costoso
  • Verificare sempre l’accreditamento JCI (Joint Commission International) della struttura, il volume annuo di interventi dell’équipe, le pubblicazioni scientifiche e la tracciabilità dei dispositivi impiantati (numero di lotto, certificato CE, registro interno)
  • Diffidare di promesse di risultati “garantiti”, di prezzi troppo bassi rispetto alla media di mercato o di tempistiche di ripresa eccessivamente rapide

Rischi e complicanze dell’allungamento degli arti

L’allungamento degli arti a scopo estetico non è un intervento di routine: è una procedura complessa con un tasso di complicanze significativo. La letteratura internazionale è chiara su questo punto: le serie cliniche riportano tassi complessivi di complicanze tra il 30% e il 45%, includendo sia eventi minori (risolvibili con terapia conservativa) sia eventi maggiori (che richiedono reintervento o lasciano esiti).

Le complicanze più frequentemente descritte sono:

  • Infezioni, soprattutto a livello delle pin-site con i fissatori esterni, o più raramente profonde con i chiodi endomidollari
  • Ritardo di consolidazione o mancata consolidazione (pseudoartrosi del rigenerato)
  • Contratture muscolo-tendinee, in particolare del tendine d’Achille e degli hamstring, con rigidità di caviglia e ginocchio
  • Lesioni neurologiche: neuroaprassia, parestesie, bruciore cutaneo legati allo stiramento dei nervi
  • Deviazioni assiali dell’osso rigenerato (valgismo, varismo, procurvatum)
  • Frattura del rigenerato durante o dopo l’allungamento
  • Dolore cronico in una minoranza di pazienti
  • Trombosi venosa profonda ed embolia polmonare (rare ma potenzialmente gravi)

Uno studio pubblicato sul Journal of Orthopaedics nel marzo 2025, condotto in un centro specializzato, ha documentato che la maggior parte delle complicanze è gestibile con interventi tempestivi, ma il rischio di esiti permanenti esiste. La percentuale del 5% spesso citata si riferisce a complicanze maggiori nei centri ad altissimo volume: il dato complessivo reale è molto più elevato.

Un aspetto che emerge in modo crescente nella letteratura 2025-2026 è l’importanza del supporto psicologico: in alcune coorti fino al 40% dei pazienti necessita di sostegno durante il trattamento, anche quando la soddisfazione finale risulta alta (88-98% nelle serie estetiche ben selezionate).

Il dolore e l’impatto fisico: cosa aspettarsi

Il dolore è un capitolo che va affrontato senza edulcorare. Nei primi giorni post-operatori è necessaria una terapia analgesica multimodale, spesso con oppioidi a breve termine. Durante la fase di distrazione il dolore ricorda quello dei “dolori di crescita” degli adolescenti, ma amplificato: l’organismo guadagna in 2-3 mesi quello che in natura richiederebbe anni. È frequente avvertirlo di notte, a riposo. In fase di consolidazione il dolore si riduce drasticamente, fino a scomparire.

Le fasi dell’intervento: dalla valutazione alla ripresa

Il percorso si articola in quattro fasi ben definite.

Fase 1 – Valutazione preoperatoria: visita ortopedica specialistica, radiografie panoramiche sotto carico, TC o RM se necessarie, emocromo, coagulazione, elettrocardiogramma, radiografia del torace, visita anestesiologica e valutazione psicologica. Stop a FANS, acido acetilsalicilico, fumo di sigaretta e alcolici nelle settimane precedenti.

Fase 2 – Intervento chirurgico: in anestesia generale, durata circa 2-4 ore per coppia di segmenti. Degenza 5-6 giorni.

Fase 3 – Distrazione: inizia circa una settimana dopo l’intervento, ritmo di 1 mm/giorno frazionato in 3-4 piccoli “clic”. Dura 2-3 mesi con fisioterapia quotidiana obbligatoria.

Fase 4 – Consolidazione ossea: la più lunga, da 5 a 12 mesi. Il rigenerato matura e diventa osso resistente. Al termine, i fissatori esterni vengono rimossi subito; i chiodi endomidollari possono essere rimossi con un piccolo intervento dopo 1-2 anni.

Tempi di recupero dopo l’intervento per allungare le gambe

La ripresa avviene per tappe:

  • Prime 2-3 settimane: deambulazione con stampelle o deambulatore
  • 1-2 mesi: carico progressivo in base alla tecnica
  • 4-5 mesi: ritorno al lavoro sedentario e alla vita quotidiana con limitazioni
  • 6-9 mesi: camminata normale, attività sportive leggere
  • 9-12 mesi: recupero pressoché completo
  • 12-18 mesi: ripresa degli sport di impatto, dopo conferma radiografica

Come scegliere il chirurgo e il centro per l’allungamento degli arti

La differenza tra un risultato eccellente e una storia complicata passa quasi sempre da qui. Domande da porre sempre al chirurgo:

  • Quanti interventi di lengthening eseguite all’anno? (Centri di riferimento: 100-300/anno)
  • Quale tasso di complicanze maggiori e minori registrate?
  • Chi mi segue nel post-operatorio e quali sono le modalità di follow-up?
  • Quale dispositivo utilizzate e perché? Stato regolatorio aggiornato?
  • Avete pubblicazioni scientifiche o partecipate a registri internazionali?
  • Posso parlare con pazienti già operati?
  • Cosa succede se si presenta una complicanza?

La trasparenza dei dati è il primo indicatore di affidabilità.

Alternative all’intervento chirurgico per sembrare più alti

Per chi non desidera affrontare un percorso così impegnativo, esistono opzioni non chirurgiche sicure:

  • Scarpe con rialzo interno di alta qualità (fino a +7-10 cm in modo invisibile)
  • Ginnastica posturale e stretching mirato per recuperare i centimetri “persi” da una postura cifotica
  • Solette ortopediche personalizzate per piccole dismetrie
  • Rialzi esterni per casi selezionati

Queste alternative non sostituiscono la chirurgia in caso di bassa statura patologica o dismetria severa, ma offrono risposte concrete al disagio estetico senza rischi operatori.

L’aspetto psicologico: quando l’intervento non è la risposta

La richiesta di diventare più alti nasce spesso da motivazioni profonde: disagio sociale, difficoltà lavorative percepite, senso di inadeguatezza. È però fondamentale escludere forme di disturbo da dismorfismo corporeo (BDD): in questi casi l’intervento non risolve il disagio e può anzi peggiorarlo. Una valutazione psicologica preoperatoria approfondita è parte integrante di un percorso serio.

A chi rivolgersi per l’intervento di allungamento arti e aumento dell’altezza a Firenze e in Italia

Decidere di sottoporsi a un intervento di allungamento degli arti per aumentare la propria altezza è una scelta che richiede attenzione, tempo e affidamento a un’équipe medica realmente esperta. Non si tratta solo di “guadagnare qualche centimetro”, ma di intraprendere un percorso lungo, impegnativo e delicato che coinvolge ossa, muscoli, tendini, nervi e, non ultimo, l’equilibrio psicologico della persona.

Per questo motivo è fondamentale rivolgersi a un chirurgo ortopedico specializzato in chirurgia ricostruttiva e lengthening, capace di valutare con rigore la maturità scheletrica, la qualità ossea, la proporzione degli arti, le condizioni dei tessuti molli, l’idoneità psicologica e le aspettative realistiche del paziente.

A Firenze, presso la Clinica Ireos, il Dott. Nicola Monteleone, chirurgo ortopedico specializzato in chirurgia ricostruttiva degli arti e allungamento osseo, accompagna i pazienti in un percorso strutturato, multidisciplinare e altamente personalizzato.

Durante la prima visita specialistica vengono analizzati con attenzione:

  • la maturità scheletrica e l’età biologica dell’osso,
  • le radiografie panoramiche sotto carico degli arti inferiori,
  • la proporzione tronco-arti e l’allineamento assiale di femori e tibie,
  • gli esami strumentali preoperatori (TC, RM se necessarie, esami ematochimici completi),
  • lo stato di salute generale, la presenza di eventuali patologie metaboliche, vascolari o della coagulazione,
  • la valutazione psicologica e le motivazioni profonde che portano il paziente alla scelta dell’intervento,
  • gli obiettivi estetici e funzionali, con una stima realistica dei centimetri raggiungibili.

Solo al termine di questa valutazione approfondita viene proposta la soluzione più adatta al singolo caso: allungamento con chiodo endomidollare magnetico Precice 2, metodo LON combinato, fissatore esterno circolare di Ilizarov o fissatore monolaterale, a seconda del segmento osseo da trattare (femore, tibia o omero) e delle caratteristiche individuali del paziente. L’approccio è sempre prudente, orientato al risultato naturale, alla sicurezza nel lungo periodo e al rispetto dei tempi biologici di rigenerazione ossea.

Alla Clinica Ireos di Firenze ogni intervento di allungamento arti viene eseguito in sale operatorie autorizzate, con équipe anestesiologica dedicata, tecnologie radiografiche intraoperatorie e protocolli di controllo post-operatorio rigorosi. Il paziente viene seguito passo dopo passo in tutte le quattro fasi del percorso: valutazione preoperatoria, chirurgia, distrazione progressiva (circa 1 mm al giorno) e consolidazione ossea, con fisioterapia specialistica quotidiana e controlli radiografici seriati per monitorare la formazione del rigenerato osseo. Il follow-up si estende ben oltre l’intervento, fino al momento della rimozione del chiodo endomidollare o dei fissatori esterni, e alla completa ripresa delle attività quotidiane e sportive.

Un buon chirurgo ortopedico non promette miracoli né tempi di recupero irrealistici: ascolta, spiega con trasparenza rischi, benefici e complicanze possibili, chiarisce ogni dubbio e aiuta a capire se il momento, l’età e le condizioni cliniche sono davvero quelli giusti per affrontare un percorso così impegnativo. In molti casi, al termine della valutazione, si può anche decidere insieme di rimandare o escludere l’intervento, qualora i rischi superino i benefici attesi o le aspettative non siano allineate alla realtà clinica.

Se stai valutando un percorso di allungamento degli arti per finalità estetiche o per la correzione di una dismetria, il primo passo è un colloquio informativo con uno specialista in chirurgia ricostruttiva ortopedica, seguito da una valutazione multidisciplinare completa di esami radiografici sotto carico, analisi cliniche e valutazione psicologica.

Richiedi una valutazione preliminare per capire se sei un candidato idoneo e ricevere tutte le informazioni necessarie su tecniche, tempistiche, costi e percorso riabilitativo.

Fonti scientifiche e bibliografia

  • Cornacchini J., Sillmann Y.M., Kostyra D. et al. Aesthetic lower limb lengthening techniques: a systematic review of efficacy, complications, and patient satisfaction. Journal of Orthopaedic Surgery and Research, 2025 Apr 24;20:415. DOI: 10.1186/s13018-025-05808-x.
  • Al Ramlawi A., Over D.J., Assayag M., McClure P. Complications after cosmetic limb lengthening, a specialized center experience. Journal of Orthopaedics, 2024 Sep 11;61:7-11. DOI: 10.1016/j.jor.2024.09.011 (pubblicazione: marzo 2025).
  • Giorgino R. et al. Patient satisfaction and quality of life after cosmetic limb lengthening procedures. Dati citati in systematic review 2025.
  • Hosny G.A. Limb lengthening history, evolution, complications and current concepts. Journal of Orthopaedics and Traumatology, 2020;21(1):3. DOI: 10.1186/s10195-019-0541-3.
  • Morrison S.G. et al. Complications of limb lengthening with motorized intramedullary nails. Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons, 2020;28(18):e803-e809. DOI: 10.5435/JAAOS-D-20-00064.
  • Linee guida e protocolli ASAMI (Association for the Study and Application of the Method of Ilizarov) – consensus internazionale su tecniche di distrazione osteogenica.
  • Dati regolatori FDA – U.S. Food and Drug Administration su approvazione e richiamo Classe 2 (2024) del sistema PRECICE MAX.

Articolo a scopo informativo, redatto secondo criteri e sottoposto a revisione clinica dal Dott. Nicola Monteleone, chirurgo ortopedico specializzato in chirurgia ricostruttiva e allungamento degli arti. Le informazioni riportate non sostituiscono il parere specialistico. Ultimo aggiornamento: aprile 2026.

Domande Frequenti

Domande Frequenti

In media si guadagnano 5-8 cm per segmento osseo trattato. Sommando femori e tibie in due tempi chirurgici si può arrivare a 12-14 cm complessivi.

Serve aver completato la maturazione scheletrica, quindi generalmente dopo i 18-20 anni. L’età massima consigliata è intorno ai 50 anni, anche se pazienti più anziani in ottima salute possono essere valutati singolarmente.

Sì, soprattutto nei primi giorni e durante la fase di distrazione. Il dolore è gestibile con terapia analgesica e fisioterapia e tende a ridursi nettamente nella fase di consolidazione.

In Italia mediamente da €20.000 a oltre €90.000 in base alla tecnica e ai segmenti trattati. In Turchia i pacchetti partono da circa €15.000 per il metodo LON, con valori medi reali più spesso tra €18.000 e €30.000.

Infezioni, ritardo di consolidazione, rigidità articolare, lesioni nervose, deviazioni assiali, dolore cronico. Le complicanze complessive possono superare il 30% secondo le review più recenti.

Sì, ma non prima di 9-12 mesi per attività leggere e 12-18 mesi per sport di impatto, sempre con conferma radiografica e parere del chirurgo.

Per indicazioni mediche documentate (dismetrie gravi, nanismo) può esserlo in parte. Per finalità estetiche no: l’intervento è interamente a carico del paziente.

L’osso rigenerato, una volta consolidato, è stabile. Non si assiste a una “riduzione” dei centimetri guadagnati.