Blefaroplastica Verona
La chirurgia delle palpebre, o blefaroplastica, è uno degli interventi più efficaci per intervenire sui segni del tempo che si concentrano nell’area perioculare. Agendo sulla lassità cutanea delle palpebre superiori e ridefinendo il profilo del contorno occhi inferiore — con la correzione delle borse adipose e del solco lacrimale — questo intervento permette di restituire allo sguardo leggerezza e definizione, donando al volto un aspetto più riposato e armonioso. Non un’altra persona, ma una versione più fresca e in pace con il proprio tempo della stessa persona di sempre.
Oltre 100 interventi eseguiti con successo a Verona
Cos’è la blefaroplastica?
La blefaroplastica è uno degli interventi di chirurgia estetica del viso più richiesti, e la ragione è semplice: lo sguardo è la parte del volto a cui ci si rivolge per prima quando si parla con qualcuno, ed è anche la zona in cui i segni del tempo si manifestano più precocemente. Con questo intervento è possibile correggere il cedimento cutaneo delle palpebre, eliminare o riposizionare le borse adipose e asportare la pelle in eccesso che si accumula con l’invecchiamento, l’esposizione solare e l’azione progressiva della gravità, restituendo alla regione perioculare un aspetto più fresco, riposato e in armonia con il resto del volto. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, la blefaroplastica viene eseguita con tecniche chirurgiche precise e mini-invasive, sempre calibrate sulla morfologia, sull’età anagrafica e sulle aspettative del singolo paziente.
L’intervento può coinvolgere le palpebre superiori, le palpebre inferiori o entrambe — in quest’ultimo caso si parla di blefaroplastica completa o combinata — e permette di agire in modo selettivo su tre componenti anatomiche differenti: la cute, il tessuto adiposo periorbitale e, quando necessario, la componente muscolare dell’orbicolare. La scelta del piano d’azione non è mai standardizzata, ma è il risultato di una valutazione clinica accurata, perché ogni sguardo invecchia in modo proprio: c’è chi accumula prima la lassità cutanea, chi sviluppa borse adipose, chi presenta una combinazione delle due condizioni. Una buona blefaroplastica non rimuove “tutto ciò che si può rimuovere”, ma agisce solo dove è effettivamente necessario, preservando l’identità dello sguardo.
Blefaroplastica superiore
La blefaroplastica superiore è indicata per correggere la dermatocalasi, ovvero la ridondanza e il cedimento della cute delle palpebre superiori. Si tratta di una condizione che si sviluppa progressivamente con il passare degli anni, accelerata dall’esposizione solare cumulativa, dalla forza di gravità e dalla predisposizione genetica individuale. La cute palpebrale superiore, tra le più sottili dell’intero corpo, è particolarmente vulnerabile a questo processo: con il tempo tende a “scivolare” sul margine palpebrale, appesantendo lo sguardo, riducendo l’apertura naturale dell’occhio e, nei casi più avanzati, limitando il campo visivo superiore. Quando ciò avviene, la blefaroplastica supera la dimensione puramente estetica e assume valore funzionale, recuperando una visione periferica compromessa.
L’intervento viene eseguito in regime di day surgery, in anestesia locale con eventuale sedazione cosciente, e ha una durata media di 30-45 minuti. Il chirurgo pratica un’incisione che segue scrupolosamente la piega naturale della palpebra, una linea anatomica che maschera la futura cicatrice in modo estremamente efficace: già dopo poche settimane risulta praticamente invisibile, fondendosi con la fisiologica plica palpebrale. Attraverso questa via di accesso vengono asportati la cute in eccesso e, quando presente, il grasso erniato a livello dei compartimenti orbitali. Il risultato è uno sguardo più aperto, definito e leggero, in cui la palpebra recupera la sua geometria naturale senza alcuna alterazione dell’espressione: l’occhio è lo stesso di sempre, semplicemente liberato dal peso dei tessuti rilassati.
Blefaroplastica inferiore
La blefaroplastica inferiore è una procedura tecnicamente più articolata rispetto a quella della palpebra superiore, e per questo richiede particolare esperienza e prudenza. La palpebra inferiore presenta infatti una struttura anatomica più delicata, una minore tolleranza alle tensioni tissutali e un equilibrio tra cute, muscolo orbicolare e supporto tarsale che, se alterato, può portare a esiti come la retrazione della palpebra o l’ectropion (la rotazione del margine palpebrale verso l’esterno). Per questo motivo, la blefaroplastica inferiore si basa più sulla sottrazione misurata che sulla rimozione abbondante. L’intervento si svolge in regime di day surgery, in anestesia locale o generale a seconda della complessità del caso e delle preferenze del paziente.
L’accesso chirurgico più frequente avviene attraverso un’incisione subciliare, praticata appena al di sotto del margine delle ciglia inferiori, che consente di trattare contemporaneamente la cute in eccesso e le borse adipose periorbitali. In alternativa, quando il problema è limitato alla sola componente adiposa e la cute è ancora tonica, è possibile utilizzare un accesso transcongiuntivale, completamente interno, che evita ogni cicatrice esterna sul volto.
Una tecnica sempre più impiegata, e particolarmente apprezzata per i risultati naturali che produce, è quella del riposizionamento del grasso periorbitale anziché della sua rimozione: invece di asportare le borse, il Dott. Genzano le ridistribuisce verso il solco lacrimale e la regione zigomatica superiore, riempiendo le aree che con l’invecchiamento tendono a svuotarsi. Il risultato è correggere lo sguardo “stanco” senza sottrarre volumi, evitando l’effetto cavo che le blefaroplastiche tradizionali talvolta producono nel lungo periodo. È una scelta tecnica che valorizza la fisiologia del volto anziché impoverirla, e che si rivela particolarmente vincente nei pazienti con cerchi scuri associati a un solco lacrimale marcato.
Blefaroplastica transcongiuntivale
La blefaroplastica transcongiuntivale è una variante della tecnica inferiore caratterizzata da un accesso esclusivamente interno: l’incisione viene praticata sulla congiuntiva palpebrale, ovvero la mucosa che riveste internamente la palpebra, senza alcuna apertura della cute. Il vantaggio più evidente è l’assenza completa di cicatrici esterne sul volto, un beneficio che rende questa tecnica particolarmente apprezzata da chi desidera un cambiamento estetico discreto e non riconoscibile.
L’indicazione ideale è rappresentata da pazienti con borse adipose prominenti ma cute ancora tonica ed elastica: tipicamente soggetti relativamente giovani, in cui il problema è puramente volumetrico e non legato alla lassità cutanea. Attraverso l’accesso congiuntivale, il Dott. Genzano può rimuovere o riposizionare in modo selettivo il grasso periorbitale in eccesso, ottenendo un profilo palpebrale inferiore più liscio e armonioso. Va però chiarito un punto importante: questa via d’accesso, proprio per le sue caratteristiche, non permette di trattare la pelle in eccesso. Quando alla componente adiposa si associa anche un cedimento cutaneo, è necessario ricorrere alla via subciliare oppure integrare la procedura con trattamenti complementari di rassodamento cutaneo, come laser o peeling specifici, valutati caso per caso. Un’analisi accurata in fase di consulenza è quindi indispensabile per stabilire se la transcongiuntivale sia davvero la tecnica più adatta o se il quadro richieda un approccio differente.
A chi si rivolge la blefaroplastica
La blefaroplastica è indicata per uomini e donne che presentano un cedimento cutaneo, un accumulo adiposo o alterazioni morfologiche nella zona perioculare non correggibili con trattamenti estetici non invasivi. Va chiarito un punto importante in fase di valutazione: i trattamenti come radiofrequenza, ultrasuoni focalizzati, peeling o filler possono migliorare alcuni aspetti superficiali, ma non sono in grado di modificare strutturalmente né la quantità di pelle in eccesso né le borse adipose vere e proprie. Quando il problema ha una componente strutturale, solo la chirurgia può intervenire in modo efficace e duraturo. Il profilo più frequente è quello di chi desidera restituire freschezza e leggerezza allo sguardo, indipendentemente dall’età anagrafica: la blefaroplastica può essere indicata già a partire dai 30-35 anni in presenza di una predisposizione precoce alle borse, fino ai 70 anni e oltre nei casi in cui l’invecchiamento abbia compromesso la funzionalità della palpebra.
Tra i profili che traggono benefici più significativi da questo intervento rientrano in particolare:
- Persone con cedimento cutaneo della palpebra superiore che appesantisce lo sguardo e conferisce al viso un’espressione di stanchezza, anche dopo un buon riposo
- Pazienti con borse adipose inferiori persistenti, di origine costituzionale o legate all’invecchiamento, che producono un aspetto perennemente affaticato indipendentemente dalle abitudini di vita
- Soggetti con dermatocalasi avanzata della palpebra superiore, in cui la cute ridondante arriva a coprire parzialmente il margine palpebrale e a ridurre il campo visivo superiore: in questi casi l’indicazione si fa funzionale, e non solo estetica
- Pazienti con solco lacrimale marcato e cerchi scuri di natura strutturale, in cui il riposizionamento del grasso periorbitale può ridare continuità al passaggio tra palpebra inferiore e zigomo
- Persone con piega epicantica pronunciata — la conformazione tipica della cosiddetta “palpebra orientale” — che desiderano un’apertura dell’occhio più ampia e definita: in questi casi la blefaroplastica può essere associata a una specifica tecnica di rimodellamento del canto interno (epicantoplastica), valutata con cura caso per caso
- Soggetti con ptosi palpebrale di grado lieve o moderato, in cui un cedimento del muscolo elevatore contribuisce alla riduzione dell’apertura oculare. La ptosi vera e propria richiede una correzione chirurgica specifica, che può essere eseguita contestualmente alla blefaroplastica per restituire allo sguardo simmetria e apertura naturale
Esistono anche situazioni in cui è opportuno posticipare o evitare l’intervento: patologie oculari attive, sindrome dell’occhio secco di grado moderato-severo, alterazioni significative della funzionalità tiroidea non compensate, importanti disturbi della coagulazione o aspettative non realistiche rispetto a ciò che la chirurgia può offrire. La visita preliminare con il Dott. Genzano, presso lo studio di Verona, rappresenta proprio il momento in cui questi aspetti vengono analizzati in modo approfondito: vengono valutati la qualità della cute, la posizione delle sopracciglia, l’equilibrio tra palpebra superiore e inferiore, lo stato delle ghiandole lacrimali e la coerenza tra il quadro anatomico e gli obiettivi del paziente. Solo al termine di questa analisi si stabilisce con precisione quale variante dell’intervento — blefaroplastica superiore, inferiore, transcongiuntivale o combinata — sia davvero la più adatta, oppure se il paziente possa beneficiare di un percorso integrato con altri trattamenti del volto.
Caratteristiche Intervento
Durata del trattamento
La blefaroplastica è un intervento relativamente rapido: la durata media in sala operatoria varia tra i 20 minuti e l’ora, in base alla tipologia di procedura e alla complessità del singolo caso. La blefaroplastica della sola palpebra superiore è la più breve, mentre l’intervento sulla palpebra inferiore richiede in genere tempi leggermente maggiori per via della delicatezza anatomica della zona; la blefaroplastica combinata (superiore + inferiore) può estendersi fino a 75-90 minuti, soprattutto quando viene associato il riposizionamento del grasso periorbitale o tecniche di sostegno del margine palpebrale. La brevità non è mai un obiettivo in sé: il Dott. Genzano privilegia sempre la precisione del gesto chirurgico, perché in una zona così sottile e delicata come quella perioculare, la qualità delle suture e il rispetto dei tessuti sono ciò che davvero determina la naturalezza del risultato.
Anestesia
La blefaroplastica può essere eseguita in anestesia locale oppure in anestesia locale con sedazione cosciente, sempre con la presenza di un anestesista dedicato. La scelta non è puramente tecnica, ma viene calibrata sul singolo paziente in fase di valutazione preoperatoria: l’anestesia locale pura è in genere sufficiente per la blefaroplastica della palpebra superiore o per gli interventi più contenuti, e permette al paziente di rimanere sveglio e collaborante; la sedazione cosciente viene affiancata quando la procedura è più articolata, quando il paziente è particolarmente ansioso o quando si interviene contemporaneamente su entrambe le palpebre. In quest’ultimo caso, il paziente vive un’esperienza di rilassamento profondo, priva di dolore e di stress emotivo, pur conservando la capacità di rispondere a semplici comandi se necessario. Durante tutto l’intervento i parametri vitali — frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno — sono monitorati in continuo dall’anestesista, che resta presente in sala dall’inizio fino al risveglio. Al termine della procedura il paziente può rientrare a casa già dopo poche ore di osservazione, senza necessità di ricovero notturno.
Prima & Dopo
Preparazione
La fase preoperatoria è uno dei momenti più importanti dell’intero percorso, e la sua cura accurata incide in modo concreto sulla riuscita dell’intervento. Prima di procedere con la blefaroplastica a Verona, il Dott. Genzano raccoglie un’anamnesi approfondita, sia sul piano patologico che su quello farmacologico, per individuare eventuali condizioni che potrebbero influenzare il decorso chirurgico o la qualità della cicatrizzazione: alterazioni della coagulazione, ipertensione non compensata, allergie, malattie autoimmuni, patologie oculari pregresse e tutte le terapie in corso, comprese quelle apparentemente “minori” o stagionali. Questa fotografia complessiva permette di personalizzare il piano operatorio e di intercettare per tempo eventuali criticità.
Per ottimizzare il risultato e ridurre al minimo il rischio di complicanze, il paziente è tenuto a seguire alcune indicazioni preoperatorie precise:
- Sospendere il fumo almeno due settimane prima dell’intervento e proseguire l’astensione fino a guarigione completa: la nicotina contrae i piccoli vasi sanguigni della cute, riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti palpebrali — già naturalmente molto sottili — e si associa a una maggiore incidenza di edema persistente, infezioni e cicatrici di scarsa qualità
- Interrompere antiaggreganti e anticoagulanti (acido acetilsalicilico, ticlopidina, warfarin, NAO) secondo lo schema temporale concordato con il chirurgo e con il proprio medico curante: la regione palpebrale, ricca di piccoli vasi, è particolarmente esposta alla formazione di ematomi periorbitali, che possono prolungare i tempi di recupero e influire sull’aspetto del risultato nei primi mesi
- Evitare alimenti, integratori e sostanze ad azione fluidificante nella settimana che precede l’intervento, tra cui vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng, aglio e zenzero in concentrazioni elevate, curcuma in formulazioni concentrate. Anche prodotti percepiti come “naturali” possono interferire con la coagulazione
- Astenersi dall’alcol nei giorni precedenti e per almeno 7 giorni nel post-operatorio: l’alcol favorisce la vasodilatazione, accentua l’edema palpebrale e interferisce con i naturali processi rigenerativi dei tessuti
- Comunicare in modo completo al chirurgo e all’anestesista ogni terapia in corso, anche occasionale, ogni allergia nota (in particolare a farmaci, lattice e collirio anestetico) e ogni integratore alimentare assunto
- Sospendere temporaneamente l’uso di lenti a contatto nei giorni indicati prima dell’intervento e nelle prime 2-3 settimane successive, privilegiando gli occhiali: la manipolazione della palpebra durante l’applicazione delle lenti può interferire con la cicatrizzazione
- Presentarsi in clinica struccati, senza trucco residuo né lozioni o creme sulla zona perioculare, per garantire le condizioni di asepsi richieste dalla sala operatoria
Esami pre-operatori
Prima di procedere con la blefaroplastica, viene richiesta una serie di accertamenti clinici che permettono di verificare l’idoneità del paziente alla procedura e di pianificare l’intervento nelle condizioni di massima sicurezza. Gli esami di base includono:
- Emocromo completo con formula leucocitaria e profilo coagulativo (PT, PTT, INR), per valutare il rischio emorragico e l’idoneità alla chirurgia
- Pannello biochimico: glicemia, azotemia, creatininemia, transaminasi (GOT, GPT) e gamma-GT, per la valutazione della funzionalità epatica e renale
- Elettrocardiogramma a riposo con referto cardiologico, integrato — quando indicato dall’età o dal profilo di rischio — da una visita cardiologica specifica
- Misurazione della pressione arteriosa e valutazione clinica generale
Accanto agli accertamenti di routine, per la blefaroplastica viene fortemente raccomandata una visita oftalmologica preoperatoria. Si tratta di un passaggio molto più importante di quanto comunemente si pensi: durante questo esame vengono valutati la funzionalità visiva, la motilità oculare, la qualità del film lacrimale e l’eventuale presenza di una sindrome dell’occhio secco — condizione anche subclinica che, se non gestita adeguatamente nel perioperatorio, può accentuarsi temporaneamente dopo la chirurgia, generando fastidio, lacrimazione paradossa o sensazione
Come avviene l’intervento di blefaroplastica a Verona
La blefaroplastica può essere eseguita selettivamente sulla palpebra superiore, sulla palpebra inferiore o su entrambe nella stessa seduta — in quest’ultimo caso si parla di blefaroplastica completa o combinata. La scelta non è arbitraria, ma dipende da una valutazione preoperatoria che analizza in dettaglio la zona perioculare di ciascun paziente: trovano indicazione la pseudoptosi palpebrale dovuta alla cute in eccesso che ricade sul margine, le borse adipose inferiori che generano il caratteristico aspetto di occhi gonfi e affaticati, il solco lacrimale marcato e l’aspetto incavato della regione periorbitale.
Nel post-operatorio immediato è del tutto fisiologico osservare un lieve edema, alcune ecchimosi e, più raramente, un aumento transitorio della lacrimazione dovuto alla temporanea reattività delle ghiandole lacrimali. Già dopo pochi giorni è possibile utilizzare un make-up correttivo dermatologicamente idoneo per attenuare visivamente i segni dell’intervento, e le incisioni — scelte in posizioni anatomicamente discrete — diventano sostanzialmente impercettibili nel volgere di circa un mese, per poi continuare a maturare nei mesi successivi fino alla loro forma definitiva.
Procedura della blefaroplastica superiore
- Disegno preoperatorio: con il paziente in posizione seduta, in modo che la gravità lasci leggere correttamente il cedimento dei tessuti, il Dott. Genzano traccia con un pennarello dermografico la linea di incisione a circa 7-11 mm dal margine ciliare, posizionandola con precisione all’interno della piega palpebrale naturale. È in questo passaggio che si decide gran parte dell’invisibilità della futura cicatrice
- Anestesia locale infiltrativa, eventualmente integrata da una sedazione cosciente, che insensibilizza completamente la regione palpebrale per tutta la durata dell’intervento
- Calcolo della quantità di tessuto da rimuovere, modulato sulla morfologia individuale dell’occhio: una rimozione eccessiva produrrebbe difficoltà alla chiusura palpebrale, una insufficiente non offrirebbe il risultato atteso
- Asportazione della cute ridondante e — quando indicato — del grasso erniato dai compartimenti orbitali, eseguita con strumenti dedicati e con la massima attenzione alla preservazione della funzione palpebrale
- Sutura con fili molto sottili, in genere non riassorbibili, che vengono rimossi dopo circa 4-5 giorni dall’intervento durante una breve visita di controllo ambulatoriale
- Cicatrice filiforme, posizionata strategicamente nella plica palpebrale, che entro un mese risulta estremamente discreta e che continua a maturare progressivamente fino al suo aspetto definitivo
Procedura della blefaroplastica inferiore
- Disegno preoperatorio con il paziente in posizione seduta, e tracciamento della linea subciliare a circa 2 mm dal margine delle ciglia inferiori, in modo da nascondere la futura cicatrice nella zona di transizione cute-ciglia
- Anestesia locale con eventuale sedazione cosciente, calibrata sulla complessità del caso e sulla preferenza del paziente
- Asportazione delle ernie adipose attraverso l’incisione subciliare e, quando indicato, della cute ridondante. In questa fase il chirurgo opera con grande delicatezza sui fasci del muscolo orbicolare, struttura fondamentale per la dinamica della palpebra: un’eccessiva manipolazione potrebbe alterare il sostegno del margine palpebrale
- Riposizionamento del grasso: in molti casi, anziché rimuovere semplicemente il tessuto adiposo, il Dott. Genzano lo riposiziona verso il tear trough (il solco lacrimale) e la regione zigomatica superiore, riempiendo le aree che con il tempo tendono a svuotarsi. Si tratta di una tecnica di lipofilling contestuale che permette di correggere l’aspetto incavato senza ricorrere a materiali sintetici e che produce risultati particolarmente naturali e duraturi
- Eventuale sostegno del margine palpebrale mediante piccoli accorgimenti tecnici (cantopessi laterale) nei casi in cui la lassità dei tessuti renda necessario rinforzare l’appoggio della palpebra inferiore
- Sutura con fili sottili, rimossi dopo circa 4-5 giorni
- Cicatrice filiforme subciliare, sostanzialmente impercettibile già nelle prime settimane post-operatorie
Blefaroplastica laser a Verona
Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona è disponibile anche la blefaroplastica laser, una variante tecnica che utilizza un laser a CO₂ al posto del bisturi tradizionale per eseguire le incisioni e per il trattamento dei tessuti. Si tratta di un’evoluzione tecnologica che, nei casi in cui sia indicata, offre alcuni vantaggi concreti rispetto alla tecnica convenzionale. È importante chiarire fin da subito che non si tratta di una procedura “senza chirurgia” — esiste comunque un atto chirurgico — ma di un metodo che modifica lo strumento attraverso il quale tale atto viene eseguito.
I vantaggi clinicamente documentati della blefaroplastica laser comprendono:
- Effetto emostatico immediato: il laser sigilla i piccoli vasi sanguigni nel momento stesso in cui esegue l’incisione, riducendo in modo significativo il sanguinamento intraoperatorio
- Minore comparsa di ecchimosi ed edema post-operatorio, conseguenza diretta dell’effetto emostatico, che si traduce in un decorso più rapido e meno “visibile” nelle prime giornate
- Tempi di recupero ridotti: molti pazienti rientrano alle attività sociali e lavorative qualche giorno prima rispetto alla tecnica con bisturi tradizionale
- Precisione del taglio e ridotto trauma sui tessuti circostanti, particolarmente vantaggiosa in una regione delicata come quella palpebrale
- Maggiore comfort post-operatorio, riferito da una parte significativa dei pazienti rispetto alla tecnica convenzionale
Va precisato che la blefaroplastica laser non è automaticamente indicata in tutti i casi: l’utilizzo del laser è particolarmente vantaggioso in determinate situazioni, mentre in altre la tecnica con bisturi tradizionale resta la scelta più appropriata. La decisione viene presa caso per caso durante la consulenza preoperatoria, valutando attentamente le caratteristiche anatomiche delle palpebre, l’entità della correzione necessaria, lo stato dei tessuti e gli obiettivi estetici del paziente. Esistono inoltre situazioni in cui la combinazione di due tecniche — ad esempio l’accesso transcongiuntivale per il compartimento adiposo inferiore associato a un trattamento laser frazionato della cute palpebrale — può offrire il risultato più completo, ed è proprio l’esperienza del chirurgo a guidare la scelta più adatta al singolo paziente.
Le cicatrici
Una premessa di onestà clinica è doverosa: ogni intervento chirurgico esita in una cicatrice, e la blefaroplastica non fa eccezione. La differenza tra un risultato di qualità e uno mediocre non sta quindi nell’assenza di cicatrici, ma nella loro posizione, finezza e mimetizzazione naturale con i tessuti circostanti. Nella blefaroplastica le cicatrici residue sono filiformi e posizionate strategicamente lungo le pieghe anatomiche delle palpebre, in modo da risultare estremamente discrete già nelle prime settimane di guarigione, fino a diventare praticamente impercettibili a maturazione completata.
- Nella blefaroplastica superiore la cicatrice si nasconde all’interno del solco palpebrale superiore, la piega naturale che si forma quando l’occhio è aperto. Si tratta di una delle zone del corpo che cicatrizza con i risultati estetici migliori in assoluto, grazie alla sottigliezza della cute e all’eccellente vascolarizzazione locale: nella maggior parte dei pazienti la cicatrice è già scarsamente percepibile a partire dai 30 giorni dall’intervento, e prosegue il proprio processo di schiaritura nei mesi successivi
- Nella blefaroplastica inferiore transcutanea la cicatrice si sviluppa lungo il bordo subciliare, immediatamente al di sotto delle ciglia, dove si mimetizza con il margine palpebrale e con la naturale ombra prodotta dalle ciglia stesse. Anche in questo caso, l’aspetto definitivo si raggiunge progressivamente, in genere entro i primi 3-6 mesi
- Nella blefaroplastica transcongiuntivale non vi è alcuna cicatrice cutanea esterna: l’accesso avviene interamente attraverso la mucosa congiuntivale interna, che guarisce rapidamente grazie alle proprie caratteristiche rigenerative, lasciando il volto del tutto privo di segni visibili dell’intervento
Il Dott. Genzano adotta tecniche di sutura microchirurgica con fili molto sottili, che minimizzano la reazione tissutale e favoriscono una cicatrizzazione rapida ed esteticamente raffinata. La qualità del risultato dipende però anche da fattori che riguardano direttamente il paziente: la predisposizione genetica alla cicatrizzazione, l’esposizione solare nei mesi successivi, l’astensione dal fumo durante la guarigione e il rispetto puntuale delle indicazioni post-operatorie sono variabili che incidono in modo concreto sull’esito finale.
Per accompagnare la maturazione cicatriziale, dopo l’intervento viene fornito un protocollo personalizzato che include in genere l’applicazione di creme cicatrizzanti specifiche, l’utilizzo di cerotti o gel al silicone nei casi indicati, una protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) sull’area perioculare ogni volta che viene esposta — anche con cieli coperti — e controlli periodici per monitorare l’evoluzione del tessuto. Il risultato definitivo della cicatrice si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento, periodo in cui il colore e la consistenza si avvicinano completamente a quelli della pelle circostante.
Fase post operatoria e recupero
Il decorso post-operatorio della blefaroplastica è generalmente rapido e ben tollerato, soprattutto se confrontato con altri interventi di chirurgia del volto. Trattandosi di una procedura ambulatoriale eseguita in anestesia locale o in sedazione cosciente, il paziente può lasciare lo studio del Dott. Genzano a Verona già nelle ore successive all’intervento, accompagnato da una persona di fiducia, con un foglio di indicazioni dettagliate per la gestione domiciliare delle prime giornate.
Nell’immediato post-operatorio è del tutto fisiologico osservare la comparsa di ecchimosi periorbitali e gonfiore delle palpebre: si tratta di una risposta normale dei tessuti all’intervento chirurgico, e non di una complicanza. Il picco dell’edema si raggiunge in genere tra la seconda e la terza giornata, per poi ridursi progressivamente nelle settimane successive. Per contenere l’entità del gonfiore e accelerarne il riassorbimento, il Dott. Genzano raccomanda alcune attenzioni nelle prime giornate:
- Applicazione locale di ghiaccio sulle palpebre nelle prime 24-48 ore, alternando 15-20 minuti di applicazione a brevi pause, sempre con un panno frapposto per proteggere la cute
- Posizione di riposo con il capo sollevato, anche durante il sonno, mediante l’utilizzo di uno o due cuscini in più: questa postura riduce sensibilmente il ristagno di liquidi nella regione perioculare
- Utilizzo dei colliri lubrificanti prescritti, per mantenere la corretta idratazione della superficie oculare e contenere il temporaneo senso di secchezza che può accompagnare il decorso
- Evitare di sforzare gli occhi nei primi giorni: lettura prolungata, schermi del computer, smartphone e televisione vanno limitati, perché l’affaticamento oculare può accentuare il gonfiore
- Astenersi dal piegarsi in avanti, dal sollevare pesi e da qualsiasi sforzo che aumenti la pressione nella regione del capo nelle prime due settimane
I punti di sutura vengono rimossi dopo circa 4-5 giorni in una breve visita di controllo ambulatoriale, momento in cui il chirurgo verifica anche l’evoluzione iniziale della cicatrizzazione. Il recupero funzionale avviene in circa una settimana: la maggior parte dei pazienti torna a un lavoro d’ufficio o a una vita sociale ordinaria già dal settimo-decimo giorno, momento in cui le ecchimosi residue possono essere efficacemente coperte con un make-up correttivo dermatologicamente idoneo.
Vanno invece evitati per più tempo alcuni comportamenti specifici: l’esposizione solare diretta sulle palpebre per almeno 4-6 settimane (con SPF alto anche dopo); l’attività fisica intensa, in particolare sollevamento pesi, corsa intensa e sport di contatto, per 3-4 settimane; l’uso delle lenti a contatto per le prime 2-3 settimane, privilegiando gli occhiali; saune, bagno turco, piscina e mare per almeno 3 settimane, perché calore e batteri presenti in queste acque possono interferire con la guarigione. È inoltre importante avere aspettative realistiche sui tempi: i primi miglioramenti estetici sono visibili già dopo la prima settimana, ma il risultato definitivo, con tessuti completamente assestati e cicatrici stabilizzate, si apprezza pienamente tra il 3° e il 6° mese, periodo in cui il volto continua a evolvere in modo graduale fino alla sua forma stabile.
Rischi e complicazioni
La blefaroplastica è una procedura chirurgica sicura e ampiamente collaudata, con un profilo di rischio contenuto quando viene eseguita da un chirurgo plastico esperto, in un contesto clinico certificato e con il rispetto rigoroso dei protocolli sanitari vigenti. È però giusto chiarire un principio che vale per ogni atto chirurgico: nessun intervento può essere considerato del tutto privo di rischi. Per questo, presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, ogni paziente viene informato in modo trasparente sia sui fenomeni post-operatori attesi — che fanno parte del normale decorso — sia sulle complicanze possibili, perché una scelta consapevole nasce sempre da un’informazione completa e non edulcorata.
Fenomeni attesi nel decorso post-operatorio
Si tratta di reazioni fisiologiche dei tessuti, parte integrante del processo di guarigione, che non costituiscono complicanze ma manifestazioni temporanee e auto-risolutive:
- Edema e gonfiore periorbitale nelle prime due-tre settimane, con un picco tra la seconda e la terza giornata e una progressiva riduzione nelle settimane successive
- Ecchimosi nelle aree trattate, dovute alla naturale risposta dei piccoli vasi sanguigni al trauma chirurgico e destinate a risolversi spontaneamente in 7-14 giorni
- Lieve dolorabilità o senso di tensione nelle palpebre, ben controllato dalla terapia antinfiammatoria prescritta dal chirurgo
- Secchezza oculare transitoria o, al contrario, un’iperlacrimazione paradossa nelle prime settimane: entrambe sono espressioni dello stato di adattamento temporaneo della superficie oculare e si risolvono con l’utilizzo di colliri lubrificanti specifici
- Sensazione di “occhio impacciato” nei movimenti delle palpebre, dovuta al gonfiore profondo, che migliora nettamente nelle prime due settimane
Possibili complicazioni
Le complicanze vere e proprie sono poco frequenti, soprattutto in mani esperte, e quando si verificano sono nella stragrande maggioranza dei casi gestibili con un intervento tempestivo. È comunque importante conoscerle:
- Infezione della ferita chirurgica, eventualità infrequente grazie alla profilassi antibiotica e all’utilizzo di colliri antibiotici prescritti, gestibile con una terapia mirata se si presenta
- Ematoma periorbitale: raccolta di sangue nei tessuti, in genere di piccola entità e auto-risolutiva. Nei casi più estesi può richiedere un piccolo intervento di evacuazione
- Alterazione temporanea della sensibilità nella regione palpebrale, dovuta al transitorio coinvolgimento di piccole terminazioni nervose, con recupero spontaneo in alcune settimane
- Lagoftalmo transitorio: lieve difficoltà alla chiusura completa dell’occhio nelle prime settimane, dovuta all’edema e alla temporanea retrazione cutanea, che si risolve con il riassorbimento del gonfiore
- Asimmetria palpebrale residua, che diventa valutabile solo dopo la completa stabilizzazione del risultato (3-6 mesi). Piccole asimmetrie possono essere corrette con ritocchi ambulatoriali a distanza di tempo
- Cicatrice di qualità non ottimale: nei pazienti predisposti possono comparire cicatrici lievemente ipertrofiche o iperpigmentate, trattabili con cerotti al silicone, infiltrazioni di cortisonici o piccole revisioni nei rari casi in cui non si risolvano spontaneamente
- Ectropion o retrazione della palpebra inferiore: rotazione del margine palpebrale verso l’esterno o suo abbassamento. È una complicanza specifica della blefaroplastica inferiore, prevenibile attraverso una rimozione conservativa dei tessuti e l’eventuale utilizzo di tecniche di sostegno del margine palpebrale (cantopessi)
- Lagoftalmo persistente o difficoltà permanente alla chiusura dell’occhio: complicanza rara, in genere associata a una rimozione eccessiva di cute durante la blefaroplastica superiore. È la ragione clinica più importante per cui un chirurgo esperto privilegia sempre un approccio prudente
- Diplopia (visione doppia transitoria) o disturbi della motilità oculare, eventi estremamente rari e nella quasi totalità dei casi temporanei
Una parte importante della prevenzione dipende anche dal paziente: smettere di fumare nelle settimane perioperatorie, seguire scrupolosamente le indicazioni post-operatorie, proteggere le cicatrici dal sole nei mesi successivi e presentarsi a tutti i controlli programmati sono i comportamenti che più incidono sulla riduzione del rischio. Il Dott. Genzano dedica sempre una parte sostanziale della consulenza preoperatoria all’illustrazione dettagliata dei rischi e delle complicanze, rispondendo a ogni domanda del paziente in modo trasparente: la firma del consenso informato non è mai una formalità, ma il punto di arrivo di un dialogo consapevole. Diffidare di chi presenta la chirurgia estetica come priva di rischi è un primo passo concreto per scegliere bene il proprio chirurgo.
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La blefaroplastica è uno degli interventi di chirurgia estetica con il più elevato indice di soddisfazione dei pazienti, e la ragione è clinica oltre che psicologica: ridefinendo lo sguardo — la parte del volto a cui ci si rivolge per prima quando si parla con qualcuno — l’intervento produce un effetto di ringiovanimento percepito che spesso supera, in proporzione, l’entità dell’atto chirurgico. Il risultato è uno sguardo più aperto, fresco e leggero, capace di mantenere la propria stabilità nel tempo e di integrarsi armoniosamente con il resto del volto.
I primi miglioramenti diventano percepibili già nelle ore successive all’intervento, anche attraverso il velo del gonfiore iniziale. Il risultato comincia ad apprezzarsi in modo significativo dopo le prime due-tre settimane, quando l’edema acuto si è riassorbito e la palpebra recupera la propria mobilità naturale. La forma definitiva si stabilizza in un arco di tempo che va dai 3 ai 6 mesi dall’intervento, periodo durante il quale la cute riacquista piena elasticità, le cicatrici completano la propria maturazione e i tessuti si assestano nella nuova architettura. È bene, per questo, non valutare l’esito del lavoro chirurgico sulle foto delle prime settimane, ma attendere il pieno completamento del processo rigenerativo.
I principali benefici estetici e funzionali della blefaroplastica comprendono:
- Sguardo più aperto, luminoso e riposato, con la riduzione del cedimento palpebrale che conferiva al volto un’espressione di stanchezza cronica
- Riduzione visibile delle borse adipose inferiori, per un aspetto fresco e armonioso indipendente dalla qualità del riposo notturno
- Miglioramento del campo visivo nei casi di blefaroplastica superiore con valore funzionale, in cui la dermatocalasi limitava la visione periferica superiore
- Maggiore continuità tra palpebra inferiore e zigomo, particolarmente evidente nei casi in cui sia stato eseguito il riposizionamento del grasso periorbitale a livello del solco lacrimale
- Risultato naturale e fedele all’identità del paziente: la blefaroplastica ben eseguita non altera l’espressione né l’individualità dei lineamenti, ma li valorizza in una versione più riposata
- Durata nel tempo: i risultati della blefaroplastica sono particolarmente longevi, con un orizzonte stimato di 10-15 anni per la palpebra superiore e leggermente inferiore per la palpebra inferiore. Va ricordato che il processo fisiologico di invecchiamento continua naturalmente, ma la “linea di partenza” del volto resta significativamente più giovane di quella che si avrebbe senza intervento
Il Dott. Genzano segue personalmente l’evoluzione del risultato attraverso visite di controllo programmate e una documentazione fotografica comparativa, strumento clinicamente utile non solo per il chirurgo ma anche per il paziente: spesso, infatti, i cambiamenti vissuti dall’interno appaiono meno marcati di quanto siano in realtà, e il confronto fotografico permette di apprezzarli in modo oggettivo.
Perché scegliere il Dott. Genzano a Verona per la blefaroplastica
Con oltre 100 interventi di blefaroplastica eseguiti con successo, il Dott. Lorenzo Genzano è oggi un riferimento per la chirurgia palpebrale a Verona e nel territorio circostante. Chirurgo plastico con comprovata esperienza nella chirurgia estetica e ricostruttiva del viso, segue personalmente ogni paziente in tutte le fasi del percorso — dalla prima consulenza fino alle visite di controllo post-operatorie a distanza di mesi — garantendo continuità di cura, coerenza dell’approccio e un piano realmente personalizzato per ogni singolo caso.
La sede in cui vengono eseguiti gli interventi è una struttura accreditata e completamente attrezzata per la chirurgia in regime di day surgery, con sale operatorie conformi ai più alti standard di sterilità e dotata di strumentazione laser a CO₂ di ultima generazione per la variante laser della blefaroplastica. La posizione, facilmente raggiungibile dal centro di Verona e dalle principali vie di comunicazione
Blefaroplastica Verona
Verona
Dove viene eseguito l'intervento
La Clinica Ireos esegue interventi di Blefaroplastica Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.
- Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
- 055.332595
- info@clinicaireos.com
-
Orario di apertura
dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00
Come raggiungerci
Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.
In auto
Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).
Autobus
Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.
In treno
La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.
Aereo
L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).
Apri la mappaCosto di un intervento di blefaroplastica
Il costo di una blefaroplastica varia da 1500€ per un intervento solo superiore o inferiore fino a 3500€ per una blefaroplastica completa superiore e inferiore.
Questo prezzo include:
- Consulto gratuito
- Visita chirurgica
- Possibilità di esami clinici pre intervento in sede (extra)
- Intervento in Clinica Day-Surgery
- Controlli post intervento
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Domande Frequenti
Sì, in larga misura. La blefaroplastica permette di intervenire in modo efficace sulle palpebre superiori cadenti, che con il tempo appesantiscono lo sguardo e contribuiscono a un’espressione affaticata. Per quanto riguarda le occhiaie, è importante fare un chiarimento clinico: il termine “occhiaie” comprende in realtà tre componenti diverse, e non tutte rispondono alla chirurgia. La componente strutturale — borse adipose, solco lacrimale marcato, aspetto incavato della regione periorbitale inferiore — è quella su cui la blefaroplastica inferiore agisce in modo eccellente, anche grazie a tecniche evolute come il riposizionamento del grasso. La componente pigmentaria (pelle naturalmente più scura) e quella vascolare (trasparenza dei vasi sanguigni superficiali) non sono invece modificabili con l’intervento e richiedono trattamenti dermatologici dedicati. La valutazione del Dott. Genzano in fase di consulenza serve proprio a distinguere queste componenti e a indirizzare verso la soluzione più adatta.
Le borse sotto gli occhi compaiono in seguito all’erniazione del tessuto adiposo perioculare attraverso un setto orbitale che ha perso tonicità: si tratta quindi di un fenomeno strutturale, di origine genetica o legato all’invecchiamento, non riducibile con creme, massaggi o trattamenti non invasivi. La correzione efficace e duratura si ottiene attraverso la blefaroplastica inferiore, che può essere eseguita con due tecniche differenti: l’accesso transcongiuntivale (interno alla palpebra, senza alcuna cicatrice esterna), indicato quando la cute è ancora tonica, e l’accesso subciliare (un’incisione molto fine appena sotto le ciglia), quando alla componente adiposa si associa anche un eccesso di pelle. In molti casi, anziché rimuovere semplicemente il grasso, il Dott. Genzano lo riposiziona verso il solco lacrimale per riempire l’aspetto incavato e ottenere un risultato più naturale.
Sì, almeno in parte. La blefaroplastica permette di intervenire sui contorni e sull’apertura della palpebra, restituendo allo sguardo un’apertura più ampia e una linea più definita. Per modifiche più mirate dell’angolo esterno dell’occhio — ad esempio per ridare sostegno a una palpebra inferiore lassa o per correggere una piega epicantica — esistono tecniche specifiche complementari come la cantopessi (rinforzo del legamento cantale) e la cantoplastica (rimodellamento dell’angolo laterale dell’occhio), che possono essere associate alla blefaroplastica nello stesso intervento o eseguite in modo indipendente. Va però chiarito che queste procedure non trasformano radicalmente la fisionomia dello sguardo: l’obiettivo è valorizzare la struttura naturale, non sostituirla con un canone estetico standardizzato.
La durata media dell’intervento varia tra i 20 minuti e l’ora, con tempi diversi a seconda della procedura: la sola palpebra superiore richiede in genere 20-30 minuti, la sola inferiore 30-45 minuti, mentre la blefaroplastica combinata (superiore + inferiore) può estendersi fino a 75-90 minuti, soprattutto quando si associa il riposizionamento del grasso periorbitale o tecniche di sostegno del margine palpebrale. L’intervento si svolge in anestesia locale, con la possibilità di affiancare una sedazione cosciente quando il caso lo richiede o quando il paziente la preferisce.
Il costo dipende dalla tipologia di intervento e dalla complessità del singolo caso. Le tariffe di partenza sono indicativamente di 1.200€ per la sola blefaroplastica superiore e di 2.000€ per la blefaroplastica inferiore; gli interventi combinati o quelli che prevedono tecniche aggiuntive (riposizionamento del grasso, cantopessi, accesso transcongiuntivale, blefaroplastica laser) hanno una quotazione personalizzata, definita dopo la valutazione clinica. Il preventivo all-inclusive comprende in genere visita specialistica, onorario del chirurgo, intervento in day surgery e controlli post-operatori programmati. È sempre opportuno diffidare di preventivi telefonici o di cifre fornite senza un’effettiva visita: solo dopo un’analisi clinica del paziente è possibile costruire una proposta seria e realistica.
Il gonfiore segue una progressione fisiologica: raggiunge il picco tra la seconda e la terza giornata, per poi ridursi sensibilmente nel corso della prima settimana. Le ecchimosi, in particolare, tendono a riassorbirsi entro 7-14 giorni, momento in cui il volto torna esteticamente presentabile e — con l’aiuto di un make-up correttivo — la maggior parte dei pazienti può riprendere la vita sociale senza che l’intervento sia visibilmente percepibile. Va però precisato che il gonfiore profondo, meno visibile esternamente, può persistere ancora per qualche settimana, e che il risultato definitivo si stabilizza in genere tra il 3° e il 6° mese, quando i tessuti hanno completato il loro assestamento.
Sì. La blefaroplastica è a tutti gli effetti un intervento chirurgico e richiede una forma di anestesia, anche se molto contenuta rispetto agli interventi di chirurgia maggiore. Si esegue in genere in anestesia locale, con un anestetico infiltrato direttamente nella regione palpebrale, sufficiente a garantire un’esperienza priva di dolore in chi affronta procedure brevi e ben tollerate. Quando il paziente è particolarmente ansioso, quando l’intervento riguarda entrambe le palpebre o quando il quadro clinico lo suggerisce, all’anestesia locale può essere affiancata una sedazione cosciente, somministrata da un anestesista dedicato che monitora i parametri vitali per tutta la durata della procedura.
L’intervento di chirurgia plastica delle palpebre si chiama blefaroplastica, dal greco blepharon (palpebra) e plassein (modellare). Permette di correggere il cedimento cutaneo della palpebra superiore, le borse adipose della palpebra inferiore e il solco lacrimale marcato, restituendo allo sguardo un aspetto più riposato e fresco. A seconda della zona trattata, si distingue in blefaroplastica superiore, inferiore o combinata, e a seconda della via di accesso può essere transcutanea (incisione esterna nascosta nelle pieghe naturali) o transcongiuntivale (accesso interno alla palpebra, senza alcuna cicatrice esterna).
La blefaroplastica può essere richiesta da uomini e donne adulti che presentano cedimento cutaneo, borse adipose o alterazioni morfologiche della regione perioculare. La fascia in cui si esegue più frequentemente è quella tra i 35 e i 70 anni, ma il momento più indicato dipende molto più dalla situazione clinica del singolo paziente che dall’età anagrafica: una persona di 40 anni con dermatocalasi avanzata può essere un candidato ideale, mentre una di 60 con tessuti ancora tonici potrebbe non averne bisogno. Sono invece da escludere o da rinviare le situazioni con patologie oculari attive non compensate, sindrome dell’occhio secco severa, alterazioni della funzionalità tiroidea non controllate, importanti disturbi della coagulazione o aspettative non realistiche rispetto a ciò che la chirurgia può offrire. La valutazione preoperatoria con il Dott. Genzano serve proprio a distinguere chi può sottoporsi all’intervento con piena sicurezza da chi è meglio orientare verso percorsi alternativi.
La blefaroplastica può essere eseguita in qualunque periodo dell’anno, ma i mesi autunnali e invernali rappresentano in genere la finestra più favorevole. Le ragioni sono concrete: il clima fresco riduce la formazione di edema, la minore esposizione al sole protegge naturalmente le cicatrici dal rischio di iperpigmentazione (uno dei principali fattori che possono peggiorare l’aspetto definitivo dei segni chirurgici) e l’utilizzo di occhiali da sole — utili per nascondere ecchimosi residue e proteggere l’area trattata — è socialmente più discreto. Detto questo, una buona pianificazione personale e il rispetto delle indicazioni post-operatorie permettono di affrontare l’intervento anche in primavera o in tarda estate, organizzando il recupero in modo da arrivare alla stagione calda con la fase più delicata della cicatrizzazione già superata.
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