Mastoplastica Additiva Verona

La mastoplastica additiva è una delle soluzioni chirurgiche più richieste per valorizzare il seno, restituirgli pienezza dopo gravidanza, allattamento o dimagrimento, correggere asimmetrie o ridefinire la proporzione tra décolleté e silhouette. Attraverso l’inserimento di protesi mammarie certificate, il Dott. Genzano a Verona costruisce un percorso chirurgico personalizzato sull’anatomia di ogni paziente, con un obiettivo preciso: non un seno “rifatto”, ma una versione più armoniosa e proporzionata dello stesso corpo.

Oltre 350 interventi eseguiti con successo a Verona

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Mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia plastica femminile più richiesti: consente di aumentare il volume del seno, migliorarne la forma e ripristinare un volume perduto dopo gravidanza, allattamento o dimagrimento, attraverso l’inserimento di protesi mammarie. A Verona, il Dott. Lorenzo Genzano esegue la mastoplastica additiva con un approccio personalizzato e conservativo, scegliendo la protesi, la tecnica di posizionamento e la via di accesso più adatte all’anatomia e agli obiettivi reali di ogni singola paziente: non un seno “diverso”, ma una versione più armoniosa e proporzionata dello stesso corpo.

Cos’è la mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva — chiamata anche aumento del seno con protesi — è un intervento di chirurgia plastica che permette di aumentare il volume, migliorare la forma e ridefinire il profilo del seno mediante l’inserimento di protesi mammarie in gel di silicone coesivo. Le protesi utilizzate sono dispositivi medici certificati CE, progettate per offrire una consistenza naturale al tatto e standard di sicurezza elevati: il gel coesivo moderno mantiene la sua integrità anche in caso di rottura dell’involucro, senza migrare nei tessuti circostanti.

L’intervento non è un semplice “aumento di volume”: è un rimodellamento estetico complessivo del seno, in cui volume, forma, simmetria e proiezione vengono valutati come elementi di un equilibrio armonioso con il resto del corpo. Nei casi in cui al desiderio di aumento si associ un cedimento cutaneo o ghiandolare, la mastoplastica additiva può essere abbinata a una mastopessi in un’unica seduta operatoria, per correggere contestualmente volume e ptosi.

Va chiarito un punto importante fin dalla prima consulenza: le protesi mammarie non sono dispositivi “a vita”. Hanno una durata che si estende mediamente per molti anni, ma nel corso della vita della paziente potrebbe rendersi necessaria una sostituzione per ragioni cliniche (rottura, contrattura capsulare, modifiche dei tessuti) o per scelta personale (cambio di volume, cambio di forma). Inoltre, ogni protesi è accompagnata da un “passaporto” del dispositivo, documento che certifica la tracciabilità dell’impianto e che il Dott. Genzano consegna sempre alla paziente al termine dell’intervento. È un’informazione che la paziente ha il diritto di ricevere prima di procedere, perché un consenso davvero informato si costruisce sulla conoscenza completa del percorso, anche a distanza di anni.

A chi si rivolge la mastoplastica additiva a Verona

La mastoplastica additiva è indicata per le donne che desiderano migliorare il volume, la forma o la simmetria del seno — per ragioni estetiche o per correggere condizioni strutturali legate allo sviluppo, all’invecchiamento o a significativi cambiamenti corporei. Si tratta spesso di condizioni determinate da fattori genetici o fisiologici, non legate allo stile di vita, che nessun programma di allenamento o integratore può modificare.

I profili di paziente che traggono maggiori benefici dalla mastoplastica additiva includono:

  • Donne con seno ipoplasico (ridotto in modo sproporzionato rispetto alla corporatura), che desiderano un volume più armonioso e proporzionato alla silhouette
  • Donne nel post-gravidanza e post-allattamento con seno svuotato e privo di tonicità, che non si è ripristinato spontaneamente nei mesi successivi
  • Donne che hanno subito un dimagrimento significativo (anche dopo chirurgia bariatrica), con perdita di volume mammario e alterazione della forma del seno
  • Donne con asimmetria mammaria: differenza di volume, forma o posizione tra i due seni — congenita o acquisita — correggibile con protesi di dimensioni differenziate
  • Donne con perdita di tonicità e volume legata all’invecchiamento, con seno che ha progressivamente perso proiezione anteriore e pienezza del polo superiore

Quando al desiderio di aumento di volume si associa un cedimento cutaneo o ghiandolare significativo, la mastoplastica additiva può essere abbinata a una mastopessi in un’unica seduta operatoria, per correggere contestualmente volume e ptosi.

Prima di sottoporsi all’intervento è necessario aver compiuto i 18 anni e aver completato lo sviluppo della ghiandola mammaria. È inoltre importante che il peso sia stabile da almeno 3 mesi e che eventuali gravidanze future non siano pianificate nel breve periodo, perché una gravidanza successiva può modificare il risultato. La valutazione preoperatoria con il Dott. Genzano a Verona è il momento fondamentale per definire la soluzione chirurgica più adatta.

È altrettanto importante chiarire chi non è un candidato ideale alla mastoplastica additiva, perché un’indicazione corretta è il primo strumento di prevenzione delle insoddisfazioni: pazienti con aspettative di trasformazione radicale della propria fisionomia (la chirurgia armonizza, non sostituisce); donne con patologie sistemiche non compensate, importanti disturbi della coagulazione o controindicazioni cardiovascolari; pazienti con patologie mammarie attive non chiarite (lesioni sospette, alterazioni recenti del tessuto mammario), per le quali è necessario completare prima l’iter diagnostico-clinico; fumatrici non disposte a sospendere il fumo nelle settimane perioperatorie. In tutti questi casi, il Dott. Genzano illustra con onestà i limiti dell’intervento e, quando opportuno, propone di posticipare la procedura o di valutare percorsi alternativi: una buona consulenza si misura anche dalla capacità di riconoscere quando l’intervento non è la scelta giusta, oggi o in assoluto.

Caratteristiche Intervento

Durata del trattamento

La durata della mastoplastica additiva dipende da diversi fattori: la tecnica chirurgica scelta, la via di accesso, la complessità del caso e l’eventuale associazione con altre procedure. In linea indicativa, una mastoplastica additiva standard si svolge in 1-2 ore; quando viene associata a una mastopessi per correggere contestualmente cedimento e volume, i tempi si estendono in genere alle 3-4 ore. Il Dott. Genzano privilegia sempre la precisione del gesto chirurgico, perché in un intervento dove la naturalezza del risultato dipende dal corretto posizionamento della protesi e dalla cura della tasca chirurgica, è la qualità dell’esecuzione a fare la differenza tra un seno armonioso e uno con effetto “rifatto” o irregolarità percepibili.

Anestesia

La mastoplastica additiva viene eseguita nella maggior parte dei casi in anestesia generale, modalità che garantisce un completo riposo della paziente per tutta la durata dell’intervento e permette al chirurgo di lavorare con la massima precisione sui piani profondi. La presenza di un anestesista dedicato assicura il monitoraggio continuo dei parametri vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno) durante tutta la procedura. In situazioni selezionate — interventi più contenuti, ritocchi o casi specifici — può essere considerata l’anestesia locale con sedazione profonda, sempre con la presenza di un anestesista esperto. La scelta viene definita in fase preoperatoria con la paziente.

L’intervento si svolge in genere in regime di day surgery, con rientro a casa nella stessa giornata dopo un periodo di osservazione adeguato. Solo nei casi più complessi o quando associato a mastopessi può essere indicato un breve ricovero di una notte per garantire un monitoraggio più attento nelle prime ore post-operatorie.

Mastoplastica additiva

Prima & Dopo

Mastoplastica additiva prima Mastoplastica additiva dopo

Preparazione

Preparazione

La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia estetica che richiede una preparazione accurata, pianificata insieme al Dott. Genzano nelle settimane che precedono l’operazione. Una buona preparazione non è una formalità burocratica: incide concretamente sulla sicurezza dell’intervento, sulla scelta della protesi e sulla qualità del risultato a distanza di anni.

La visita preoperatoria

Il primo passaggio è una visita specialistica, durante la quale il chirurgo valuta diversi aspetti per definire un piano personalizzato:

  • le dimensioni e la forma del seno, dell’areola e del capezzolo, con misurazione delle proporzioni del torace
  • la qualità della pelle, dei tessuti mammari e della muscolatura sottostante
  • l’eventuale presenza di ptosi mammaria, per valutare se associare una mastopessi all’intervento
  • le condizioni di salute generali e la presenza di fattori di rischio (ipertensione non controllata, disturbi della coagulazione, problemi di cicatrizzazione)
  • la prescrizione di ecografia mammaria e/o mammografia, esami diagnostici fondamentali per chirurgia del seno: consentono di studiare la ghiandola prima dell’intervento e di disporre di un riferimento di base per i controlli futuri
  • la scelta della protesi più adatta: forma (rotonda o anatomica), dimensione, proiezione, profilo. È una decisione che si costruisce insieme alla paziente, contemperando le sue aspettative con la coerenza anatomica e i limiti reali dei suoi tessuti
  • il dialogo aperto sui risultati realmente ottenibili e sulle eventuali alternative

Indicazioni preoperatorie per la paziente

Per affrontare l’intervento nelle migliori condizioni, la paziente è tenuta a seguire alcune indicazioni nelle settimane precedenti:

  • Sospendere il fumo almeno 2-4 settimane prima dell’intervento e mantenere l’astensione fino alla guarigione completa: la nicotina riduce l’arrivo di sangue ai tessuti, rallenta la cicatrizzazione e aumenta il rischio di sofferenza cutanea, infezione e contrattura capsulare attorno alla protesi
  • Stabilizzare il peso nei mesi precedenti, evitando oscillazioni significative
  • Sospendere antiaggreganti e anticoagulanti (acido acetilsalicilico, ticlopidina, warfarin, NAO) secondo le indicazioni concordate con il chirurgo e il medico curante. La sospensione non va mai effettuata in autonomia
  • Evitare farmaci antinfiammatori (FANS) e integratori ad azione fluidificante nei 7-10 giorni precedenti: vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng, aglio in capsule e curcuma in formulazioni concentrate possono interferire con la coagulazione, anche se sono percepiti come “naturali”
  • Sospendere i contraccettivi orali estro-progestinici nei tempi indicati dal chirurgo, perché la combinazione tra ormoni e l’immobilità relativa post-operatoria aumenta il rischio di trombosi venosa profonda
  • Comunicare al chirurgo e all’équipe ogni terapia in corso, ogni allergia (in particolare a farmaci, lattice, cerotti adesivi) e ogni integratore alimentare assunto, anche occasionalmente
  • Curare l’alimentazione nelle settimane precedenti, privilegiando proteine, ferro, vitamina C e zinco, che sostengono la rigenerazione dei tessuti
  • Organizzare il rientro a casa: prevedere la presenza di una persona di fiducia per le prime 24-48 ore, procurarsi in anticipo il reggiseno post-operatorio indicato dal chirurgo e indumenti facili da indossare con apertura frontale (per non sollevare le braccia)

Esami pre-operatori

Prima dell’intervento è necessario eseguire una serie di accertamenti per verificare l’idoneità della paziente e affrontare l’operazione nelle migliori condizioni di sicurezza:

  • Esami del sangue: emocromo completo, profilo della coagulazione (PT, PTT, INR, fibrinogeno), elettroliti, glicemia, funzionalità epatica e renale (azotemia, creatininemia, transaminasi)
  • Sierologia: epatite B, epatite C, HIV — accertamenti standard di sicurezza per la chirurgia
  • Esame chimico-fisico delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo, con eventuale visita cardiologica nei pazienti con fattori di rischio
  • Visita senologica con ecografia mammaria e/o mammografia: esami diagnostici specifici per la chirurgia del seno, indispensabili per valutare lo stato del tessuto mammario prima di un intervento con inserimento di protesi
  • Misurazione della pressione arteriosa e valutazione clinica generale
  • Visita anestesiologica: incontro dedicato durante il quale viene illustrata la modalità anestesiologica (in genere anestesia generale per la mastoplastica additiva), il digiuno e la gestione delle terapie domiciliari

Come avviene l’intervento di mastoplastica additiva a Verona

L’intervento di mastoplastica additiva ha una durata media di 1-2 ore e si svolge in sala operatoria, in anestesia generale. Consiste nel posizionare le protesi mammarie in gel di silicone all’interno del seno, attraverso una via di accesso e una sede di posizionamento scelte dal Dott. Genzano in base alle caratteristiche anatomiche della paziente e al risultato concordato in fase di consulenza.

Tecniche di posizionamento della protesi

Tecnica Dual Plane

La Dual Plane prevede un posizionamento misto della protesi: parzialmente in sede retromuscolare e parzialmente sotto la ghiandola mammaria. È la tecnica più versatile e largamente utilizzata, perché consente un décolleté dall’aspetto naturale, valorizzando la parte inferiore del seno (che acquisisce la forma a goccia) e garantendo una buona copertura tissutale nei diversi quadranti. È l’opzione più frequente con la via di accesso sottomammaria.

Tecnica retromuscolare

Con la tecnica retromuscolare la protesi viene posizionata completamente sotto il muscolo grande pettorale. Questa sede offre la massima copertura tissutale dell’impianto, riducendo il rischio di percepire i margini della protesi attraverso la cute. È la scelta preferita nei casi in cui il tessuto sottocutaneo mammario sia particolarmente sottile.

Tecnica sottoghiandolare

Con la tecnica sottoghiandolare la protesi viene posizionata tra la ghiandola mammaria e il muscolo pettorale. È una soluzione che esalta volume e proiezione dell’impianto e viene riservata ai casi con tessuto sottocutaneo abbondante e di buona qualità: in pazienti con tessuto sottile può comportare una maggiore visibilità dei margini della protesi e un effetto meno naturale.

Tecnica Hybrid — protesi e lipofilling

La tecnica Hybrid combina l’impianto della protesi con un lipofilling mammario contestuale: il grasso prelevato dalle zone donatrici viene purificato e re-iniettato attorno alla protesi per rifinire i contorni e ammorbidire i passaggi tra impianto e tessuto naturale. È particolarmente apprezzata dalle pazienti che desiderano volumi importanti senza rinunciare alla naturalezza del risultato. Va precisato che, come ogni lipofilling, una parte del grasso reimpiantato viene fisiologicamente riassorbita nei mesi successivi e in alcuni casi può rendersi utile una piccola seduta di ritocco.

Le protesi mammarie: tipologie e criteri di scelta

La selezione della protesi è una delle fasi più delicate dell’intero percorso. È una scelta clinica condivisa: il Dott. Genzano indica la protesi più indicata sulla base di una valutazione anatomica accurata (struttura corporea, larghezza della base mammaria, qualità della cute e dei tessuti, proporzioni del torace), tenendo conto delle aspettative estetiche della paziente e dei limiti reali della sua anatomia. Quando il desiderio della paziente eccede ciò che la sua anatomia può sostenere in modo armonioso, è dovere del chirurgo segnalarlo apertamente: una protesi sproporzionata rispetto ai tessuti rischia di produrre un risultato innaturale, complicanze a distanza e una sofferenza dei tessuti.

Protesi rotonde

Le protesi rotonde sono indicate per le pazienti che desiderano un aumento di volume mantenendo una forma armoniosa del seno. Sono frequentemente adottate anche nei casi di seno svuotato dopo gravidanza e allattamento, per ripristinare la pienezza del polo superiore.

Protesi anatomiche a goccia

Le protesi anatomiche, dette a goccia, riproducono il profilo naturale della mammella, con una proiezione maggiore nella porzione inferiore e più contenuta in quella superiore. Sono spesso scelte dalle pazienti con seno piccolo o poco sviluppato che cercano un aumento di volume dall’effetto particolarmente naturale. Per approfondire: Seno rifatto a goccia: protesi anatomiche, ergonomiche e costi.

Conformazione e materiali

Le protesi utilizzate sono costituite da un involucro esterno in silicone e da un nucleo in gel di silicone coesivo: un materiale uniforme, morbido e resistente, con una consistenza simile al tessuto mammario naturale. Il gel coesivo è disponibile in diversi gradi di densità (morbido, leggermente denso, molto denso), che permettono di personalizzare il risultato in base ai tessuti della paziente. In caso di rottura dell’involucro, il gel coesivo moderno non migra nei tessuti circostanti, un vantaggio significativo rispetto alle protesi di precedente generazione. Le marche utilizzate sono Mentor, Motiva e Polytech, tra i produttori di riferimento a livello internazionale.

Le incisioni nella mastoplastica additiva

Una premessa onesta: la mastoplastica additiva esita sempre in una cicatrice cutanea, e nessuna tecnica può evitarla. La differenza sta nella sua posizione strategica e nella sua qualità di maturazione. Le incisioni utilizzate sono di dimensioni contenute — generalmente non superiori ai 4 centimetri — e vengono posizionate in zone anatomicamente discrete. Le tre vie di accesso disponibili sono:

Accesso dal solco sottomammario

L’incisione viene praticata nel solco naturale sotto il seno, dove rimane nascosta dalla porzione inferiore della mammella. Garantisce il massimo rispetto del tessuto ghiandolare — un aspetto importante per le pazienti che desiderano preservare la capacità di allattamento futura — ed è la via più frequente per il posizionamento Dual Plane.

Accesso periareolare

L’incisione viene praticata lungo il bordo inferiore dell’areola, dove si mimetizza grazie alla transizione di pigmentazione tra areola e cute circostante. La cicatrice tende a diventare poco percettibile una volta completata la maturazione, ma — come ogni incisione — non è “invisibile”. È adatta al posizionamento retromuscolare e sottoghiandolare, e va valutata con attenzione nelle pazienti che pianificano gravidanze, perché può comportare un coinvolgimento più diretto dei dotti galattofori.

Accesso dal cavo ascellare

L’incisione viene praticata a livello dell’ascella, senza cicatrice sulla mammella. Grazie alle tecniche endoscopiche, l’esecuzione è precisa e il risultato estetico è apprezzabile, ma questa via richiede esperienza specifica del chirurgo e viene adottata in casi selezionati, in base al profilo anatomico della paziente.

Mastoplastica additiva e allattamento

La mastoplastica additiva preserva nella maggior parte dei casi la capacità di allattamento, soprattutto quando viene adottata una via di accesso rispettosa del tessuto ghiandolare (in primo luogo quella sottomammaria, che non interessa direttamente i dotti galattofori). Va detto in modo onesto, però, che nessun intervento sul seno può garantire al 100% la conservazione della funzione lattea, e la scelta della via di accesso e del posizionamento incide concretamente su questa variabile. Le pazienti che pianificano gravidanze nei mesi successivi all’intervento dovrebbero discuterne apertamente con il chirurgo, che può orientare la scelta tecnica nella direzione più rispettosa.

Per le donne che hanno appena concluso un periodo di allattamento è invece consigliabile attendere almeno 6 mesi dal termine prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva, per consentire ai tessuti mammari di completare il proprio assestamento post-allattamento e permettere una pianificazione chirurgica più precisa.

Le cicatrici

Una premessa di onestà clinica è doverosa: ogni mastoplastica additiva esita in una cicatrice, e nessuna tecnica può evitarla. La differenza non sta nell’assenza di segni chirurgici, ma nella loro posizione strategica e nella qualità di maturazione nel tempo. Grazie alle tecniche di sutura a più strati e all’utilizzo di materiali moderni, le cicatrici della mastoplastica additiva risultano in genere contenute e poco percettibili una volta completata la maturazione, soprattutto quando il paziente segue scrupolosamente le indicazioni post-operatorie.

Il Dott. Genzano pianifica le incisioni in zone anatomiche dove possono integrarsi naturalmente con le pieghe della pelle o con le transizioni di pigmentazione:

  • Solco sottomammario: l’incisione viene effettuata nella piega naturale sotto la mammella, dove rimane in larga parte coperta dalla porzione inferiore del seno. È la via più frequente, particolarmente discreta nella vista frontale
  • Zona periareolare: la cicatrice viene posizionata lungo il bordo inferiore dell’areola, dove la transizione di colore tra areola e cute circostante contribuisce a mimetizzare il segno
  • Via ascellare: l’accesso avviene attraverso una piccola piega all’interno dell’ascella, lasciando il seno privo di cicatrici cutanee dirette. La cicatrice ascellare resta comunque presente e va trattata come ogni altra

La maturazione di una cicatrice è un processo graduale: nei primi mesi appare arrossata e leggermente in rilievo, poi schiarisce progressivamente fino a stabilizzarsi tra i 12 e i 18 mesi. Per ottimizzare la qualità del risultato, il Dott. Genzano consegna a ogni paziente un protocollo dedicato di cura cicatriziale che include in genere cerotti o gel al silicone, massaggio cicatriziale dopo la chiusura completa della ferita, idratazione regolare e protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) per almeno 12 mesi: l’esposizione al sole nei mesi successivi è il principale fattore esterno che può scurire la cicatrice in modo permanente.

Nei rari casi in cui, per predisposizione individuale o per fattori di guarigione (cicatrici ipertrofiche o, in pazienti predisposti, cheloidee), i segni dovessero risultare più evidenti del previsto, è possibile correggerle attraverso trattamenti specifici di chirurgia estetica — protocolli laser, infiltrazioni di cortisonici, piccole revisioni — disponibili a Verona presso lo studio del Dott. Genzano.

Fase post operatoria e recupero

Il decorso della mastoplastica additiva è in genere ben tollerato. Le prime settimane sono però determinanti per la qualità della guarigione, l’integrazione della protesi e la stabilità del risultato: seguire con attenzione le indicazioni del Dott. Genzano non è una formalità, ma una parte integrante del percorso terapeutico.

Nelle prime 48 ore

È raccomandato il riposo, evitando sforzi fisici. È del tutto normale avvertire indolenzimento, sensazione di tensione e una percezione di “pesantezza” al seno: sono risposte fisiologiche all’inserimento della protesi, ben gestite dalla terapia analgesica prescritta. Il reggiseno post-operatorio applicato al termine dell’intervento va indossato continuativamente, giorno e notte, per sostenere il seno nella nuova posizione e ridurre la tensione sulle suture.

Dal terzo giorno

È possibile riprendere le attività quotidiane leggere, evitando: sforzi che coinvolgano la muscolatura pettorale (sollevare pesi, portare borse pesanti, alzare le braccia sopra il capo), esposizione solare diretta sul seno, ambienti caldo-umidi come saune, bagni turchi e piscine. Il reggiseno post-operatorio (senza ferretto, con apertura frontale) va indossato continuativamente nelle prime 3-4 settimane.

Dopo 10-14 giorni

La paziente può tornare al lavoro sedentario, salvo che l’attività non comporti sforzi fisici importanti o movimenti che coinvolgano la regione pettorale. Le suture esterne, se presenti, vengono rimosse durante una visita di controllo programmata (le interne sono in genere riassorbibili).

Dalla terza-sesta settimana

La ripresa dell’attività fisica è graduale: camminate strutturate dalle 2-3 settimane, attività cardiovascolari moderate (cyclette, nuoto leggero) dalla 4ª settimana, sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (palestra con pesi, corsa intensa, nuoto, tennis) solo dopo le 4-6 settimane e sempre con conferma del chirurgo. Forzare i tempi può compromettere la qualità delle cicatrici e il corretto posizionamento della protesi nella sua tasca.

Stabilizzazione del risultato

Il seno attraversa un naturale processo di assestamento: nelle prime settimane appare ancora “alto” e leggermente edematoso, poi i tessuti si rilassano e la protesi assume gradualmente la sua posizione definitiva (fenomeno chiamato “drop and fluff”). Il risultato definitivo si stabilizza in genere tra il 3° e il 6° mese, mentre le cicatrici proseguono la loro maturazione fino ai 12-18 mesi. Per questo motivo non è opportuno valutare l’esito dell’intervento sulle foto delle prime settimane.

Nonostante il decorso sia, nella maggioranza dei casi, regolare, è importante saper riconoscere alcuni segnali che richiedono una valutazione tempestiva: dolore acuto in aumento non controllato dagli analgesici, gonfiore asimmetrico che cresce dopo i primi giorni, arrossamento e calore localizzato lungo le cicatrici, fuoriuscita di secrezioni anomale, febbre superiore a 38°C, alterazioni evidenti del colore della cute o del capezzolo, sviluppo di cicatrici cheloidee. Una alterazione transitoria della sensibilità del capezzolo e dell’areola può presentarsi nei primi mesi ed è in genere reversibile. In presenza di sintomi anomali o persistenti è essenziale contattare lo studio: un controllo precoce risolve nella quasi totalità dei casi situazioni che, se trascurate, potrebbero compromettere il risultato.

Rischi e complicazioni

La mastoplastica additiva è un intervento sicuro e ampiamente collaudato quando eseguita da un chirurgo plastico esperto in una struttura accreditata, ma — come ogni atto chirurgico — comporta un margine di rischio che è importante conoscere prima di prendere una decisione consapevole. Operare nel rispetto dei protocolli sanitari ministeriali e affidarsi a un professionista con esperienza specifica nella chirurgia del seno riduce in modo significativo l’incidenza di queste evenienze, ma non può azzerarla: nessun chirurgo onesto potrebbe affermarlo. Per questa ragione il Dott. Genzano illustra in fase di consulenza, in modo trasparente, sia i fenomeni post-operatori attesi sia le complicanze possibili.

Fenomeni attesi nel decorso post-operatorio

Si tratta di reazioni fisiologiche che fanno parte della normale guarigione e non costituiscono complicanze:

  • Edema (gonfiore) e sensazione di tensione nella zona operata, particolarmente nella prima settimana
  • Ecchimosi (lividi), che si riassorbono spontaneamente in 2-3 settimane
  • Indolenzimento nei primi giorni, ben gestito dalla terapia analgesica
  • Riduzione transitoria della sensibilità del seno, del capezzolo o dell’areola, con recupero graduale nei mesi successivi
  • Aspetto inizialmente arrossato delle cicatrici, parte fisiologica della maturazione

Complicazioni possibili

  • Ematoma o sanguinamento: in genere di piccola entità e auto-risolutivo; quando esteso può richiedere un piccolo intervento di evacuazione
  • Sieroma: raccolta di liquido, gestibile con aspirazioni ambulatoriali
  • Infezione: poco frequente grazie alla profilassi antibiotica e alla cura igienica delle ferite, gestibile con terapia mirata; nelle infezioni più severe può rendersi necessaria la rimozione temporanea della protesi
  • Sofferenza cutanea o, raramente, sofferenza del complesso areola-capezzolo: dovuta a un’alterazione dell’apporto sanguigno, strettamente legata al fumo e alla qualità della cute
  • Alterazione persistente della sensibilità del capezzolo o dell’areola, che può non recuperare completamente
  • Asimmetria residua tra i due seni, in genere correggibile con piccoli ritocchi a distanza
  • Contrattura capsulare: formazione di una capsula fibrosa attorno alla protesi che ne può alterare forma e consistenza, fino a renderla dolente. È la complicanza tipica della chirurgia con impianti, che può comparire anche a distanza di anni
  • Simmastia: avvicinamento eccessivo delle protesi al centro del torace, complicanza estetica che richiede un intervento correttivo
  • Visibilità o palpabilità dei margini della protesi (“rippling”), più frequente in pazienti con tessuto sottocutaneo sottile
  • Malposizionamento della protesi (rotazione, scivolamento), eventualità che può richiedere un intervento correttivo
  • Cicatrici di qualità non ottimale e, in pazienti predisposti, cicatrici cheloidee
  • Compromissione della funzione lattea in eventuali gravidanze future: possibile, in particolare nelle vie di accesso che coinvolgono i dotti galattofori
  • Eventi tromboembolici (trombosi venosa profonda, embolia polmonare): rari ma seri, prevenibili con la mobilizzazione precoce e — quando indicato — la profilassi farmacologica
  • Reazioni avverse all’anestesia o ai farmaci, rare grazie alla valutazione anestesiologica preoperatoria
  • BIA-ALCL (linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi): una forma di linfoma raro ma riconosciuto a livello internazionale (FDA, EMA), associato in particolare ad alcune tipologie di protesi a superficie testurizzata. È una complicanza estremamente rara ma è dovere informativo del chirurgo segnalarla, e va inclusa nel consenso informato
  • “Breast Implant Illness” (BII): insieme di sintomi sistemici (stanchezza cronica, dolori articolari, “nebbia mentale”) riferiti da una percentuale di pazienti portatrici di protesi mammarie. È un quadro la cui correlazione con le protesi è ancora oggetto di studio scientifico, ma che è dovere clinico riconoscere e prendere sul serio quando segnalato dalla paziente
  • Insoddisfazione rispetto alle aspettative: una consulenza preoperatoria approfondita, in cui aspettative reali e limiti dell’intervento vengono condivisi con onestà, è il principale strumento di prevenzione

Rottura della protesi e durata nel tempo

Le protesi mammarie, come tutti i dispositivi medici impiantabili, sono soggette nel tempo a usura e, in alcuni casi, a rottura. È un punto importante da chiarire fin dalla prima consulenza: le protesi non sono dispositivi “a vita”. La durata delle protesi dipende da diversi fattori:

  • qualità e tipologia dell’impianto
  • tecnica chirurgica e sede di posizionamento
  • caratteristiche dei tessuti della paziente
  • stile di vita e possibili traumi nel tempo

In linea generale, le protesi mammarie moderne hanno una durata media compresa tra 10 e 20 anni, ma non è raro che restino in sede anche più a lungo senza segni di problematiche. Dopo questo periodo, la sostituzione può essere indicata per ragioni cliniche (rottura, contrattura capsulare, modifiche dei tessuti) o per scelta della paziente (cambio di volume o di forma). In caso di sospetta rottura, gli accertamenti di riferimento sono l’ecografia mammaria e la risonanza magnetica; quando confermata, la rottura richiede un intervento di mastoplastica secondaria per la sostituzione dell’impianto. Per approfondire: quando sostituire le protesi mammarie e quali sono i costi.

Una parte importante della prevenzione delle complicanze dipende dalla paziente: smettere di fumare nelle settimane perioperatorie (la nicotina è il principale fattore evitabile di sofferenza cutanea e di aumento del rischio di contrattura capsulare), stabilizzare il peso, rispettare scrupolosamente le indicazioni post-operatorie ed eseguire i controlli periodici consigliati dal chirurgo (in genere ecografia o risonanza ogni alcuni anni a partire dal 5°-7° anno) sono le variabili che più incidono sulla sicurezza a lungo termine dell’impianto. Diffidare di chi presenta la chirurgia estetica come priva di rischi è il primo passo verso una scelta responsabile.

Risultati

I primi cambiamenti del seno sono percepibili già nelle ore successive all’intervento, anche se in queste fasi l’aspetto è ancora condizionato dall’edema iniziale e dal naturale “assestamento” del posizionamento della protesi. Il risultato attendibile si apprezza tra il 1° e il 2° mese, mentre il risultato definitivo — con le protesi completamente assestate nei tessuti, l’edema riassorbito e il fenomeno fisiologico del “drop and fluff” completato — si stabilizza tra il 3° e il 6° mese. Le cicatrici proseguono la loro maturazione fino ai 12-18 mesi.

I principali benefici estetici della mastoplastica additiva includono:

  • Aumento di volume calibrato sulla morfologia individuale, per un risultato proporzionato all’anatomia della paziente
  • Ripristino di volume e forma del seno svuotato dopo gravidanza, allattamento o dimagrimento
  • Correzione di asimmetrie mammarie con protesi di dimensioni differenziate
  • Valorizzazione del polo superiore e ridefinizione della curva del seno

Grazie alla tecnica Dual Plane, è possibile ottenere contestualmente un aumento volumetrico dei quadranti superiori del seno e un effetto naturale di sollevamento del décolleté, riducendo l’aspetto eccessivamente prominente tipico dei posizionamenti più superficiali in pazienti con tessuti sottili.

Per preservare il risultato nel tempo è importante mantenere un peso stabile, evitare variazioni significative ed eseguire i controlli periodici programmati con il Dott. Genzano per monitorare lo stato degli impianti — pratica raccomandata in genere a partire dal 5°-7° anno dall’intervento, con cadenza periodica successiva.

Perché scegliere il Dott. Genzano a Verona per la mastoplastica additiva

Con oltre 350 interventi di mastoplastica additiva eseguiti con successo, il Dott. Lorenzo Genzano — chirurgo plastico con esperienza specifica nella chirurgia estetica del seno — segue personalmente ogni paziente in tutte le fasi del percorso: dalla prima consulenza alla selezione della protesi, dall’intervento ai controlli post-operatori. Un approccio che garantisce continuità di cura e un dialogo trasparente sulle aspettative.

Gli interventi vengono eseguiti in strutture accreditate a Verona, attrezzate per la chirurgia in regime di day surgery, con anestesista dedicato per tutta la durata della procedura. Le protesi utilizzate — Mentor, Motiva e Polytech — sono dispositivi medici con marcatura CE, tra i produttori di riferimento a livello internazionale, ciascuno con i propri programmi di garanzia del produttore (in genere a copertura della rottura, con condizioni che variano per modello e linea: i dettagli vengono illustrati alla paziente al momento della scelta dell’impianto).

Un approccio personalizzato per un risultato che dura nel tempo

La filosofia chirurgica del Dott. Genzano nella mastoplastica additiva si fonda su tre elementi:

Il primo è la selezione della protesi come atto clinico, non commerciale: la scelta di forma, volume, proiezione e marca viene definita sulla base delle misurazioni morfologiche della paziente (base mammaria, distanza sternale, qualità della cute, proporzioni del torace) prima ancora che delle preferenze di catalogo. L’obiettivo non è il seno più grande possibile, ma il seno più armonioso possibile rispetto alla struttura corporea individuale.

Il secondo è la disponibilità, nei casi indicati, della tecnica Hybrid (combinazione di protesi e lipofilling mammario contestuale) per le pazienti che desiderano volumi importanti senza rinunciare alla naturalezza del risultato.

Il terzo è la trasparenza sui rischi: dalla contrattura capsulare al BIA-ALCL al cosiddetto Breast Implant Illness, ogni complicanza riconosciuta dalla letteratura scientifica viene illustrata e discussa durante la consulenza, senza minimizzazioni. Una paziente correttamente informata è una paziente che fa scelte consapevoli e che, anche a distanza di anni, conserva piena fiducia nel percorso intrapreso.

I preventivi sono all-inclusive, formulati dopo la prima visita, e comprendono visita chirurgica, valutazione anestesiologica, intervento, esami pre-operatori richiesti, protesi e controlli post-operatori. Per iniziare il percorso è sufficiente prenotare una prima consulenza personalizzata con il Dott. Genzano: il momento in cui ogni dubbio trova risposta e ogni aspettativa trova la sua dimensione concreta.

Mastoplastica Additiva Verona
Verona

Dove viene eseguito l'intervento

La Clinica Ireos esegue interventi di Mastoplastica Additiva Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.

  • Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
  • 055.332595
  • info@clinicaireos.com
  • Orario di apertura
    dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00

Come raggiungerci

Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.

In auto

Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).

Autobus

Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.

In treno

La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.

Aereo

L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).

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Quanto costa la mastoplastica additiva a Verona

Il costo di un mastoplastica additiva nella Clinica Ireos parte da 4800€, i nostri prezzi sono tutti all-inclusive e comprendono:

  • Consulto gratuito
  • Protesi Garantite a Vita
  • Visita chirurgica
  • Visita anestesiologia
  • Possibilità di esami clinici pre intervento in sede (extra)
  • Intervento in Clinica Day-Surgery
  • Controlli post intervento


Desideri avere un seno voluminoso, alto e sodo? Realizza il tuo sogno con l’intervento di mastoplastica additiva!

Contattaci per ricevere il tuo preventivo personalizzato.

Domande Frequenti

Il Dott. Genzano utilizza protesi Mentor, Motiva e Polytech, tra i produttori di riferimento a livello internazionale, dispositivi medici con marcatura CE. La selezione della marca e del modello specifico viene effettuata caso per caso, in base alla morfologia della paziente e all’obiettivo estetico concordato in fase di consulenza.

Oltre agli esami del sangue (emocromo, profilo coagulativo, glicemia, funzionalità epatica e renale, sierologia per epatite B, C e HIV), all’esame delle urine e all’elettrocardiogramma, è sempre richiesto uno studio della ghiandola mammaria: ecografia per le pazienti più giovani, mammografia per le pazienti sopra una certa soglia di età o con familiarità per patologie mammarie. È inoltre prevista una visita anestesiologica dedicata.

Una premessa onesta: ogni mastoplastica additiva esita in una cicatrice. Le incisioni utilizzate (in genere fino a 4 cm) vengono però posizionate in zone anatomicamente discrete: nel solco sottomammario, lungo il bordo dell’areola o nel cavo ascellare. Con un corretto protocollo cicatriziale (cerotti o gel al silicone, SPF 50+ per almeno 12 mesi), le cicatrici tendono a diventare poco percettibili una volta completata la maturazione, che si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale nella maggior parte dei casi, modalità che garantisce un completo riposo della paziente e permette al chirurgo di lavorare con la massima precisione. La presenza di un anestesista dedicato assicura il monitoraggio continuo dei parametri vitali. Si svolge in regime di day surgery, con rientro a casa nella stessa giornata.

Il recupero è graduale. Nelle prime 48 ore è raccomandato il riposo. Dal 3° giorno si riprendono le attività quotidiane leggere. Il reggiseno post-operatorio senza ferretto va indossato per circa 4 settimane. Si torna al lavoro sedentario dopo 10-14 giorni. La camminata strutturata si riprende dopo 2-3 settimane; per gli sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (palestra, corsa, nuoto, tennis) è consigliabile attendere 4-6 settimane, sempre con conferma del chirurgo.

Più che dolore vero e proprio, le pazienti descrivono una sensazione di tensione e di pressione al petto, simile a un forte indolenzimento muscolare — più evidente nelle tecniche Dual Plane o retromuscolare, dove il muscolo pettorale viene coinvolto nel posizionamento. Il fastidio si riduce progressivamente nei primi 3-4 giorni ed è ben gestibile con la terapia analgesica prescritta dal Dott. Genzano.

Il costo dipende dalla tecnica scelta, dalla protesi selezionata, dall’eventuale associazione con altre procedure (ad esempio mastopessi o lipofilling) e dalla complessità del caso. Il prezzo di partenza si colloca intorno ai 4.800€. Il preventivo personalizzato, formulato dopo la prima consulenza con il Dott. Genzano a Verona, è in genere all-inclusive e comprende visita chirurgica, valutazione anestesiologica, protesi, intervento, esami pre-operatori e controlli post-operatori. Diffidare di preventivi telefonici o di cifre comunicate senza un’effettiva visita è una regola di buon senso.

Nella maggior parte dei casi sì: la mastoplastica additiva tende a preservare la capacità di allattamento, soprattutto quando viene adottata una via di accesso rispettosa del tessuto ghiandolare (in primo luogo quella sottomammaria). Va detto in modo onesto, però, che nessun intervento sul seno può garantire al 100% la conservazione della funzione lattea: la scelta della via di accesso e del posizionamento incide concretamente. Le pazienti che pianificano gravidanze nei mesi successivi all’intervento dovrebbero discuterne apertamente in fase di consulenza. Per chi ha appena concluso un periodo di allattamento, è consigliabile attendere almeno 6 mesi prima dell’intervento.

Le protesi mammarie moderne hanno una durata media compresa tra 10 e 20 anni, ma non sono dispositivi “a vita”: è un’informazione importante da conoscere fin dalla prima consulenza. Non esiste una scadenza biologica che imponga la sostituzione obbligatoria se le protesi sono integre e non causano problemi, ma la sostituzione può rendersi necessaria per ragioni cliniche (rottura, contrattura capsulare, modifiche dei tessuti) o per scelta della paziente (cambio di volume o di forma). I controlli periodici con ecografia o risonanza, raccomandati a partire dal 5°-7° anno, permettono di monitorare lo stato degli impianti nel tempo.

La contrattura capsulare è una delle complicanze più caratteristiche della chirurgia con protesi mammarie. Il corpo forma fisiologicamente una sottile capsula fibrosa attorno a ogni impianto; in alcuni casi questa capsula si ispessisce e si contrae, alterando forma e consistenza del seno e talvolta causando dolore. Il rischio si riduce con la scelta di protesi di qualità, una tecnica chirurgica meticolosa, l’astensione dal fumo (fattore di rischio documentato) e il rispetto del protocollo post-operatorio. Il Dott. Genzano discute con ogni paziente le misure preventive in fase di consulenza.

Dipende dall’obiettivo estetico e dalla morfologia di partenza. Le protesi rotonde sono indicate per chi desidera un aumento di volume con piena rotondità del seno, ed efficaci per ripristinare la pienezza del polo superiore dopo gravidanza o allattamento. Le protesi anatomiche a goccia riproducono il profilo naturale della mammella e sono spesso scelte da chi parte da un seno piccolo o poco sviluppato e cerca un effetto particolarmente naturale. La scelta clinica viene definita dal Dott. Genzano in fase di consulenza, sulla base delle misurazioni morfologiche e degli obiettivi della paziente.

Perché scegliere la Clinica Ireos

Esperienza

In Clinica abbiamo selezionato per te solo Chirurghi Plastici di comprovata esperienza, al tuo servizio h24 prima, dopo e durante l’intervento, perché la tua sicurezza è per noi la prima priorità

Sicurezza

Struttura completamente attrezzata per Day Surgery e Degenza; siamo preparati per qualunque tipo di evenienza. Gli interventi vengono realizzati nel rispetto dei più alti standard di sicurezza

Sala attrezzata

Centro Multi Sala Operatoria: abbiamo la sala operatoria per qualunque tipo di intervento, dal più semplice al più complesso fino a Sale di Livello ISO 5

Prezzi Accessibili

Prezzi competitivi: lavoriamo al meglio e cerchiamo sempre di offrire un ottimo risultato a prezzi accessibili. Come ci riusciamo? Grazie alla nostra passione, alla nostra esperienza e alla dedizione dei nostri chirurghi.

Assistenza h24

Assistenza h24: il fatto di avere costantemente il tuo medico sempre accanto a te dovrebbe essere una sicurezza ed è proprio per questo che noi della Clinica Ireos siamo sempre a disposizione, perché il trattamento non si conclude con l’uscita dalla Clinica

Qualità

Controllo qualità: ogni particolare viene gestito e preparato minuziosamente senza lasciare nulla al caso perché la sicurezza non è mai troppa! Ferri chirurgici sterili e di qualità con sistema digitalizzato di controllo sterilizzazione e tracciamento, personale costantemente aggiornato e preparato per tutte le evenienze. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del nostro successo.


Non sei ancora convinto, allora leggi cosa dicono di noi i nostri pazienti.

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