Lifting braccia Verona

La brachioplastica rappresenta la principale soluzione chirurgica per intervenire sulla lassità della parte interna delle braccia, una condizione che né la dieta né il tonificamento muscolare possono correggere quando i tessuti hanno ormai perso la loro elasticità originaria. Attraverso una combinazione mirata di asportazione della cute in eccesso ed eventuale liposuzione contestuale, l’intervento permette di ridisegnare il profilo degli arti superiori, restituendo armonia e proporzione tra braccio e tronco. Un percorso sicuro e personalizzato, che il Dott. Genzano costruisce su misura del singolo paziente, valutando insieme benefici, tecnica più adatta e implicazioni dell’atto chirurgico.

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brachioplastica

Cos’è la brachioplastica

La brachioplastica, conosciuta anche come lifting delle braccia, è un intervento di chirurgia plastica finalizzato a rimodellare il profilo della parte interna delle braccia quando questa zona presenta un cedimento cutaneo importante, una perdita di tonicità o accumuli di tessuto adiposo che non rispondono né a un’alimentazione equilibrata né all’attività fisica. Si tratta di una condizione che ha cause ben precise — dimagrimenti significativi, predisposizione genetica, naturale processo di invecchiamento, riduzione dell’elasticità cutanea — e che, una volta strutturata, non può essere modificata se non attraverso un intervento chirurgico. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, l’intervento viene programmato sempre su misura del paziente, con un’attenta valutazione del rapporto tra benefici attesi e implicazioni dell’atto chirurgico.

L’obiettivo della brachioplastica è restituire al braccio un aspetto più tonico, asciutto e proporzionato al resto della figura, eliminando la cute in eccesso che tende a cedere verso il basso — un inestetismo che molti pazienti descrivono come “ali di pipistrello” — e che spesso comporta anche disagio funzionale: difficoltà a indossare alcuni capi d’abbigliamento, sensazione di pesantezza nei movimenti, irritazioni cutanee da sfregamento nelle pliche, limitazioni nelle attività sportive. Quando alla lassità cutanea si associa anche una componente adiposa significativa, l’intervento può essere integrato con una liposuzione mirata della stessa zona, per ottenere un risultato omogeneo che agisca contemporaneamente sul piano cutaneo e su quello volumetrico.

Va però chiarito un punto importante fin dalla prima informazione: la brachioplastica è un intervento profondamente personalizzabile nelle sue varianti tecniche — dall’incisione contenuta nella zona dell’ascella, indicata nei casi più lievi, fino all’incisione estesa lungo la faccia interna del braccio nei quadri più importanti — ma comporta sempre un esito cicatriziale, che varia in lunghezza e visibilità in base alla tecnica scelta. Per questa ragione, la decisione richiede una consulenza preoperatoria approfondita in cui il chirurgo illustra in modo trasparente sia i benefici dell’intervento sia le sue implicazioni, perché solo da un’informazione completa nasce una scelta consapevole e duratura nella propria soddisfazione.

A chi si rivolge

La brachioplastica è un intervento indicato per uomini e donne che presentano un rilassamento cutaneo della faccia interna del braccio, eventualmente associato a un accumulo adiposo localizzato non correggibile con mezzi conservativi. Questa condizione può svilupparsi per cause diverse: nella maggioranza dei casi è la conseguenza di un dimagrimento importante — anche post-bariatrico — di oscillazioni significative del peso corporeo, della naturale perdita di elasticità della cute con l’avanzare dell’età, o di una predisposizione genetica alla scarsa tonicità dei tessuti molli. In tutti questi quadri, né la dieta né il tonificamento muscolare possono recuperare un tessuto che ha perso la propria elasticità strutturale: l’unica strada percorribile è quella chirurgica.

I profili che traggono i maggiori benefici da questa procedura sono in particolare:

  • Persone reduci da un calo ponderale importante, sia attraverso un percorso nutrizionale sia in seguito a chirurgia bariatrica, che si ritrovano con braccia “svuotate” e una pelle ridondante che non si retrae spontaneamente
  • Pazienti con cedimento cutaneo legato all’invecchiamento, che desiderano restituire al braccio un profilo più tonico e proporzionato al resto del corpo
  • Soggetti con accumulo adiposo persistente nella faccia interna del braccio, accompagnato da una qualità cutanea ridotta che renderebbe insufficiente la sola liposuzione
  • Persone con disagio funzionale dovuto al cedimento cutaneo: irritazioni cutanee da sfregamento, sensazione di pesantezza, difficoltà nella scelta dell’abbigliamento, limitazioni nelle attività sportive

Per affrontare l’intervento con i migliori presupposti, è importante che il paziente:

  • sia maggiorenne e in buone condizioni di salute generale, senza patologie croniche non compensate
  • abbia stabilizzato il proprio peso corporeo da almeno 6-12 mesi, perché variazioni significative dopo l’intervento possono compromettere il risultato
  • non fumi oppure sia disposto a sospendere il fumo nelle settimane perioperatorie e fino a guarigione completa
  • abbia aspettative realistiche, con piena consapevolezza che la brachioplastica comporta sempre un esito cicatriziale, di entità variabile in base alla tecnica scelta

Esistono anche situazioni in cui è opportuno posticipare o evitare l’intervento: peso non ancora stabilizzato, programmi di ulteriore dimagrimento, importanti disturbi della coagulazione, patologie croniche non compensate, presenza di linfedema o problemi vascolari significativi degli arti superiori, e — non ultimo — aspettative non compatibili con la realtà della procedura. Va chiarito un principio decisivo: la brachioplastica non è un intervento per dimagrire, ma una procedura ricostruttivo-estetica che agisce sull’eccesso cutaneo e adiposo localizzato di una zona specifica. Inoltre, è una scelta che richiede una piena accettazione del compromesso tra il beneficio estetico e la cicatrice residua: chi non è disposto a convivere con questa traccia inevitabile dell’intervento dovrebbe valutare con il Dott. Genzano a Verona alternative meno invasive — come trattamenti di rassodamento cutaneo non chirurgici o, nei casi adatti, una sola liposuzione — anche se queste opzioni offrono risultati di entità più contenuta.

Caratteristiche Intervento

Durata del trattamento

La durata della brachioplastica varia in base alla quantità di pelle in eccesso, alla presenza di grasso localizzato e alla tecnica chirurgica utilizzata. In linea generale, l’intervento ha una durata compresa tra 1 e 3 ore. Nei casi più complessi o quando viene associata una liposuzione, i tempi possono estendersi leggermente per garantire un risultato più preciso e armonioso.

Anestesia

La brachioplastica viene generalmente eseguita in anestesia generale, per assicurare il massimo comfort durante l’intervento. In casi selezionati, è possibile ricorrere all’anestesia locale con sedazione, in base alla valutazione del chirurgo e alle caratteristiche del paziente.

L’intervento di lifting delle braccia si svolge solitamente in regime di day hospital, consentendo al paziente di rientrare a casa lo stesso giorno. Tuttavia, in presenza di condizioni specifiche o interventi più complessi, può essere previsto un breve ricovero per monitorare il decorso post-operatorio in totale sicurezza.

lifting braccia

Prima & Dopo

brachioplastica prima brachioplastica dopo

Preparazione

Il lifting delle braccia è un intervento di chirurgia plastica che richiede una preparazione accurata e personalizzata, costruita insieme al chirurgo nelle settimane che precedono la procedura. Una preparazione attenta non è una formalità: incide in modo concreto sia sulla sicurezza dell’atto chirurgico, sia sulla qualità della cicatrizzazione, sia sulla stabilità del risultato a distanza di mesi.

Il primo passo è la visita specialistica pre-operatoria con il Dott. Genzano a Verona, durante la quale viene definito il piano chirurgico personalizzato attraverso una valutazione strutturata su più piani:

  • Analisi delle braccia in tutte le proiezioni: con il paziente in piedi e con gli arti in posizioni diverse, il chirurgo esamina la quantità di cute in eccesso, lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo, la qualità ed elasticità della pelle, l’eventuale presenza di asimmetrie e la conformazione del braccio nel suo insieme
  • Selezione della tecnica chirurgica più adatta: a seconda dell’estensione della lassità, della quantità di tessuto da rimuovere e dell’obiettivo estetico, viene scelta la variante più appropriata (mini-brachioplastica con incisione ascellare, brachioplastica completa con incisione lungo la faccia interna del braccio, eventuale liposuzione associata)
  • Valutazione dello stato di salute generale, attraverso un’anamnesi accurata che comprende patologie pregresse, terapie in corso, allergie, abitudini di vita e precedenti chirurgici
  • Identificazione di condizioni che potrebbero influire sull’intervento, come ipertensione non controllata, disturbi della coagulazione, alterazioni del drenaggio linfatico degli arti superiori, problemi di cicatrizzazione documentati o predisposizione a cicatrici ipertrofiche o cheloidee
  • Documentazione fotografica pre-operatoria standardizzata, utile per pianificare l’intervento e per il successivo confronto con il risultato post-operatorio
  • Spazio dedicato alle domande del paziente: dubbi sulla tecnica, sulla cicatrice, sul decorso e sulle aspettative vengono affrontati apertamente, in coerenza con il principio del consenso informato

Per ottimizzare il risultato della brachioplastica e ridurre al minimo il rischio di complicanze, il paziente è tenuto a seguire alcune indicazioni nelle settimane precedenti l’intervento:

  • Stabilizzare il peso corporeo nei mesi precedenti, evitando oscillazioni significative: il rimodellamento dei tessuti viene calibrato sulla conformazione attuale del paziente
  • Sospendere il fumo almeno 2-4 settimane prima dell’intervento e proseguire l’astensione fino alla guarigione completa: la nicotina contrae i piccoli vasi sanguigni della pelle, riduce l’ossigenazione dei tessuti e aumenta in modo significativo il rischio di sofferenza cutanea, infezioni e cicatrici di scarsa qualità — eventualità particolarmente rilevante in un intervento dove la cicatrice è già di estensione importante
  • Interrompere antiaggreganti e anticoagulanti (acido acetilsalicilico, ticlopidina, warfarin, NAO) secondo lo schema temporale concordato con il chirurgo e con il proprio medico curante. La sospensione non va mai effettuata in autonomia
  • Sospendere i contraccettivi orali estro-progestinici nel periodo concordato, in quanto la combinazione tra ormoni e l’immobilità relativa del post-operatorio aumenta il rischio di trombosi venosa profonda
  • Evitare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e integratori ad azione fluidificante nei 7-10 giorni precedenti: vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng, aglio in capsule e curcuma in formulazioni concentrate possono interferire con la coagulazione
  • Comunicare al chirurgo e all’équipe anestesiologica ogni terapia in corso, ogni allergia nota (in particolare a farmaci, lattice e disinfettanti) e ogni integratore alimentare assunto, anche se occasionale
  • Curare l’alimentazione e l’idratazione nelle settimane precedenti, privilegiando un apporto adeguato di proteine, ferro e vitamina C, che sostengono la fase rigenerativa dei tessuti
  • Organizzare la fase domestica del recupero: prevedere la presenza di una persona di fiducia nelle prime 48 ore dopo il rientro a casa, predisporre abbigliamento facile da indossare senza dover sollevare le braccia (capi ad apertura frontale, vestaglie larghe), procurarsi in anticipo eventuali presidi consigliati dal chirurgo

Esami pre-operatori

Per garantire la massima sicurezza in sala operatoria e individuare per tempo eventuali condizioni che richiedano ulteriori approfondimenti, è previsto un protocollo di accertamenti clinici che include:

  • Esami ematochimici completi: emocromo con formula leucocitaria, profilo coagulativo (PT, PTT, INR, fibrinogeno), elettroliti, glicemia, azotemia, creatininemia, transaminasi e funzionalità epato-renale
  • Sierologia: epatite B, epatite C, HIV — accertamenti standard per la sicurezza intra-operatoria
  • Esame chimico-fisico delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo con eventuale referto cardiologico, integrato da una visita cardiologica nei pazienti sopra una certa soglia di età o con fattori di rischio cardiovascolare
  • Misurazione della pressione arteriosa e valutazione clinica generale
  • Valutazione senologica (visita senologica, ecografia mammaria e/o mammografia, secondo età e indicazioni cliniche): nelle pazienti, in particolare se reduci da importante calo ponderale, è opportuno valutare la regione ascellare e la mammella perché la brachioplastica si svolge in stretta vicinanza al sistema linfatico drenante il seno
  • Visita anestesiologica: incontro dedicato durante il quale viene scelta la tecnica di anestesia più adatta (in genere generale o tronculare con sedazione), illustrate le indicazioni specifiche sul digiuno e definita la gestione delle terapie domiciliari nelle ore immediatamente precedenti l’intervento

Come avviene un intervento di Lifting alle braccia

L’intervento di lifting delle braccia, o brachioplastica, viene eseguito in sala operatoria con i tempi e le modalità anestesiologiche descritte nei paragrafi precedenti. Si tratta di una procedura tecnicamente articolata, in cui ogni passaggio — dal disegno preoperatorio fino alla sutura finale — incide direttamente sulla qualità del risultato e, soprattutto, sull’aspetto della cicatrice residua. Il Dott. Genzano imposta l’intervento come una sequenza ordinata di gesti, dove la precisione vale più della velocità.

Il primo passaggio, eseguito a paziente sveglio e in posizione eretta o seduta, è il disegno preoperatorio: con un pennarello dermografico vengono tracciate sulla cute la linea dell’incisione, l’estensione dell’area da trattare, la posizione dell’eventuale liposuzione e gli assi di simmetria tra i due arti. Questa fase, che potrebbe sembrare puramente preparatoria, è in realtà una delle più determinanti, perché permette di leggere correttamente i tessuti in condizioni di gravità — informazione che si perderebbe parzialmente con il paziente sdraiato sul lettino operatorio.

Una volta in sala, e dopo l’induzione dell’anestesia, il chirurgo procede in più fasi:

  • Eventuale liposuzione della faccia interna del braccio, quando indicata: viene eseguita prima dell’asportazione cutanea, per ridurre lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo e ottenere un risultato più armonioso anche dal punto di vista volumetrico
  • Incisione cutanea, la cui lunghezza ed estensione vengono modulate in base al quadro clinico:
    • nei casi più contenuti, con lieve lassità cutanea localizzata alla porzione superiore del braccio, può essere sufficiente una mini-brachioplastica con incisione limitata al cavo ascellare, con cicatrice nascosta nella plica ascellare e dunque praticamente invisibile
    • nei quadri più importanti, l’incisione si estende lungo la faccia interna del braccio, dal cavo ascellare fino in prossimità della piega del gomito, posizionata strategicamente nella zona meno esposta alla vista frontale ma comunque presente come cicatrice lineare visibile in maglietta o in costume
    • in casi selezionati di lassità estrema, può rendersi necessaria un’incisione a “L” o a “T” con un’estensione anche nella regione del cavo ascellare, per gestire l’eccesso cutaneo in entrambe le direzioni
  • Asportazione del lembo cutaneo-adiposo in eccesso, eseguita con strumenti dedicati e con la massima attenzione alla preservazione delle strutture vascolari e nervose della regione, in particolare al rispetto dei nervi cutanei e del sistema linfatico drenante
  • Verifica dell’emostasi in tutti i piani profondi, fattore decisivo per ridurre il rischio di ematomi e sieromi nel post-operatorio
  • Sutura a più strati (piano profondo, sottocute, derma, cute), tecnica che distribuisce la tensione sui piani profondi e mantiene la cute superficiale in condizioni di rilassamento, contribuendo a ottenere una cicatrice più sottile e di migliore qualità nel tempo
  • Eventuale posizionamento di drenaggi in aspirazione, che restano in sede per i primi giorni post-operatori, e applicazione della medicazione e della guaina compressiva specifica per gli arti superiori, da indossare nelle settimane successive secondo lo schema concordato

Esiste infine una variante non chirurgica nel senso classico del termine: nei pazienti più giovani o con qualità cutanea particolarmente buona, in cui la lassità è limitata e la cute conserva una buona capacità di retrazione, può essere indicata la sola liposuzione della regione brachiale, senza asportazione cutanea e dunque senza l’esito cicatriziale tipico della brachioplastica. È una scelta che il Dott. Genzano propone nei casi adatti, valutando con attenzione che la sola riduzione volumetrica produca un risultato realmente soddisfacente: in caso contrario, è meglio orientarsi sulla brachioplastica completa fin dal primo intervento, evitando il rischio di un risultato sub-ottimale che porterebbe in seguito a una nuova procedura.

I primi miglioramenti del profilo del braccio sono visibili già nelle settimane successive all’intervento, sebbene attraversati dal velo dell’edema post-operatorio. Il risultato si affina progressivamente nei mesi successivi, man mano che il gonfiore si riassorbe, i tessuti si stabilizzano e la cicatrice completa la propria maturazione.

Le cicatrici

Una premessa di onestà clinica è doverosa, soprattutto per la brachioplastica: l’intervento comporta sempre un esito cicatriziale. Trattandosi di una procedura che richiede un’incisione cutanea per rimuovere la pelle in eccesso, le cicatrici sono parte integrante del risultato e non possono essere eliminate, ma solo posizionate strategicamente, eseguite con tecnica raffinata e accompagnate nella loro maturazione per ottenere il miglior aspetto possibile a distanza di mesi. Conoscere questo punto fin dalla consulenza preoperatoria è ciò che permette di affrontare la brachioplastica con aspettative coerenti e di apprezzarne il risultato in modo realistico.

La lunghezza e la posizione delle cicatrici variano in base alla tecnica scelta:

  • Brachioplastica tradizionale: l’incisione percorre la faccia interna del braccio dall’ascella in prossimità del gomito. È la tecnica indicata in presenza di un’importante eccedenza di pelle. La cicatrice è collocata sul versante interno-mediale, in una posizione meno esposta alla vista frontale e per questo relativamente discreta quando il braccio resta lungo il corpo, ma è comunque visibile sollevando le braccia, indossando capi senza maniche o costumi da bagno. È un dato che il paziente deve conoscere fin dall’inizio.
  • Brachioplastica con incisione limitata (mini-brachioplastica): indicata quando l’eccesso cutaneo è modesto e localizzato alla porzione superiore del braccio. L’incisione è confinata al cavo ascellare, dove la cicatrice si nasconde nelle pieghe naturali della zona e risulta praticamente invisibile anche con le braccia sollevate. È la variante esteticamente più favorevole, ma è praticabile solo nei casi di lassità contenuta.

In entrambe le tecniche, il Dott. Genzano esegue la sutura con un approccio microchirurgico a più strati, distribuendo la tensione sui piani profondi e mantenendo la cute superficiale rilassata: questa scelta tecnica è uno dei fattori che più incidono sulla qualità definitiva della cicatrice. Quando, in casi rari e in pazienti predisposti, la cicatrice dovesse evolvere in modo non ottimale — in forma ipertrofica o iperpigmentata — è possibile intervenire con trattamenti correttivi specifici di chirurgia estetica, dalle infiltrazioni di cortisonici alle terapie laser fino, nei casi adatti, a piccole revisioni chirurgiche.

Per accompagnare la maturazione cicatriziale e ottenere il miglior risultato estetico possibile, è fondamentale seguire con costanza il protocollo di cura post-operatoria. Le indicazioni che il Dott. Genzano a Verona consegna ai propri pazienti includono in genere:

  • Cerotti di carta a bassa adesività applicati lungo la linea di incisione per i primi 3 mesi dopo l’intervento. Questi presidi riducono la tensione meccanica sulla cute, prevenendo l’allargamento della cicatrice — fenomeno particolarmente rilevante nella brachioplastica, dove la zona è soggetta a continui movimenti dell’arto. I cerotti vengono sostituiti ogni 7-10 giorni, durante la doccia, mantenendo la zona sempre coperta e protetta
  • Gel o cerotti al silicone applicati a partire dal quarto mese, per un periodo di almeno 3-6 mesi. Il silicone agisce mantenendo la cicatrice idratata, ben ossigenata e in condizioni di pressione costante: meccanismi che contribuiscono a renderla più sottile, più chiara e meno rilevata nel tempo. È uno dei presidi cicatriziali più documentati dalla letteratura scientifica
  • Massaggio cicatriziale, da introdurre una volta che la ferita è completamente chiusa, con movimenti circolari delicati eseguiti quotidianamente: aiuta ad ammorbidire il tessuto, a prevenire le aderenze e a uniformare l’aspetto della cicatrice
  • Protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) sulla cicatrice ogni volta che la zona è esposta, per almeno 12 mesi dall’intervento e idealmente anche oltre. Una cicatrice esposta ai raggi UV nei mesi della maturazione tende a iperpigmentarsi in modo permanente, restando scura e visibile anche quando il resto della pelle si schiarisce: la protezione solare è quindi non un’opzione, ma una vera e propria parte del trattamento
  • Astensione dal fumo per tutta la fase di guarigione: la nicotina riduce l’ossigenazione dei tessuti e peggiora in modo concreto la qualità della cicatrizzazione
  • Controlli periodici con il chirurgo a 7 giorni, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi, per monitorare l’evoluzione del tessuto e intercettare per tempo eventuali cicatrici in evoluzione anomala

Il risultato definitivo della cicatrice si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento: nei primi mesi può apparire arrossata e in lieve rilievo (comportamento del tutto fisiologico), per poi schiarirsi, appiattirsi e diventare progressivamente più sottile. Considerare la cicatrice nei suoi primi mesi come “il risultato finale” è uno degli errori più comuni: l’aspetto a 30 giorni e quello a un anno sono profondamente diversi, e la pazienza nei tempi di maturazione è un alleato fondamentale del risultato.

Fase post operatoria e recupero

Il decorso post-operatorio della brachioplastica richiede un’attenzione particolare nei primi giorni, perché la zona trattata — la faccia interna del braccio — è soggetta a continui movimenti che possono mettere in tensione la linea di sutura. Per questa ragione, le indicazioni post-operatorie del Dott. Genzano a Verona sono pensate non solo per la sicurezza clinica della paziente, ma anche per proteggere la qualità della cicatrice, che in questo intervento rappresenta una delle variabili più importanti del risultato finale.

Nelle prime 48 ore successive all’operazione è prevista una fase di riposo relativo, con le braccia mantenute in posizione di lieve elevazione (sostenute da cuscini quando si è sdraiati, o appoggiate su superfici a livello del cuore quando si è seduti) per favorire il drenaggio dei liquidi e contenere il gonfiore. È del tutto normale, in questa fase iniziale, osservare:

  • Edema (gonfiore) e lievi ecchimosi nella zona trattata, manifestazioni fisiologiche della risposta dei tessuti all’intervento, destinate a ridursi progressivamente nelle 2-3 settimane successive
  • Indolenzimento e senso di tensione nei primi giorni, ben controllati dalla terapia analgesica prescritta, da assumere in via preventiva e non solo al bisogno
  • Lieve riduzione della sensibilità cutanea nella zona della cicatrice, dovuta al transitorio coinvolgimento di piccole terminazioni nervose: si tratta di un fenomeno temporaneo, con recupero progressivo nelle settimane successive
  • Una limitata mobilità delle braccia nei primi giorni, che migliora rapidamente con la riduzione dell’edema

Per accompagnare la guarigione e ottimizzare il risultato, il Dott. Genzano consegna alla paziente un protocollo dettagliato che, in linea generale, prevede:

  • Guaina compressiva specifica per gli arti superiori, da indossare giorno e notte per almeno 30 giorni, e in alcuni casi fino a 4-6 settimane secondo l’indicazione clinica. Questo presidio sostiene i tessuti, riduce l’edema, favorisce la corretta adesione della cute alla parete profonda e contribuisce alla qualità della cicatrizzazione
  • Astensione dal fumo per almeno 30 giorni, e idealmente fino alla guarigione completa: la nicotina riduce drasticamente l’ossigenazione dei tessuti e aumenta il rischio di sofferenza cutanea lungo la linea di sutura, infezioni e cicatrici di scarsa qualità — eventualità particolarmente critica in un intervento dove la cicatrice è già di estensione importante
  • Limitazione dei movimenti del braccio nelle prime 2-3 settimane: vanno evitati movimenti ampi, sollevamenti di pesi superiori a 2-3 kg e qualsiasi attività che metta in tensione la linea di sutura. La normale gestualità quotidiana (vestirsi, mangiare, scrivere) può essere ripresa già dai primi giorni con cautela
  • Posizione di riposo notturno con le braccia leggermente sollevate: dormire con un cuscino sotto ciascun braccio nelle prime due settimane riduce il ristagno di liquidi e il senso di pesantezza al risveglio
  • Igiene e cura della medicazione secondo le indicazioni del chirurgo: i punti vengono in genere rimossi tra il 10° e il 14° giorno, durante una visita di controllo ambulatoriale
  • Astensione da attività fisica intensa per almeno 4-6 settimane, con una ripresa graduale: camminate leggere già dai primi giorni, attività cardiovascolare moderata dalla quarta settimana, sport che coinvolgono attivamente le braccia (palestra, nuoto, tennis, sport di contatto) solo dopo le 6-8 settimane
  • Astensione da saune, bagni turchi, piscine e mare per almeno 4 settimane, perché calore e contaminazione batterica possono interferire con la guarigione
  • Eventuale linfodrenaggio manuale, indicato in alcuni casi a partire dalla seconda-terza settimana per accelerare il riassorbimento dell’edema e migliorare il drenaggio della regione brachiale
  • Cura della cicatrice con il protocollo specifico (cerotti di carta, gel al silicone, protezione solare ad alto fattore) descritto nella sezione dedicata

Sebbene il decorso sia, nella maggior parte dei casi, regolare, è importante che la paziente sappia riconoscere alcuni segnali che richiedono una valutazione tempestiva: dolore acuto e in aumento non controllato dagli analgesici, gonfiore che cresce dopo i primi giorni invece di ridursi, arrossamento e calore localizzato lungo la cicatrice, fuoriuscita di secrezioni anomale, febbre superiore a 38°C, comparsa di chiazze cutanee scure o di colorazione anomala. In questi casi è essenziale contattare immediatamente lo studio del Dott. Genzano a Verona: un controllo precoce risolve nella quasi totalità dei casi, in modo semplice, situazioni che — se trascurate — potrebbero richiedere interventi più complessi. In casi rari, e in pazienti predisposti geneticamente, possono inoltre svilupparsi cicatrici cheloidee o ipertrofiche, evenienza per la quale esistono protocolli di trattamento dedicati.

Il rispetto attento di queste indicazioni nelle prime settimane è il vero alleato del risultato chirurgico: in nessun altro intervento, forse, il modo in cui la paziente vive il post-operatorio incide tanto direttamente sulla qualità del risultato come accade nella brachioplastica, dove la qualità della cicatrice è centrale e dove il rispetto del periodo di compressione e di riposo fa una differenza concreta a distanza di mesi.

Rischi e complicazioni

La brachioplastica è un intervento sicuro quando eseguita da un chirurgo plastico esperto in una struttura accreditata, ma — come ogni atto chirurgico — comporta un margine di rischio che è importante conoscere prima di prendere una decisione consapevole. Operare presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, nel rispetto rigoroso dei protocolli sanitari ministeriali, riduce in modo significativo la probabilità di complicanze, ma non può azzerarla: nessun chirurgo onesto potrebbe affermarlo. Per questa ragione, in fase di consulenza, ogni paziente viene informato in modo trasparente sia sui fenomeni post-operatori attesi, sia sulle complicanze possibili.

Fenomeni attesi nel decorso post-operatorio

Si tratta di reazioni fisiologiche che fanno parte del normale processo di guarigione e non costituiscono complicanze, ma manifestazioni temporanee e auto-risolutive:

  • Edema e gonfiore nella zona operata, particolarmente evidenti nelle prime 2-3 settimane e progressivamente decrescenti
  • Lievi ecchimosi lungo la linea della cicatrice e nella regione brachiale, dovute alla naturale risposta dei piccoli vasi al gesto chirurgico, che si riassorbono spontaneamente in 2-3 settimane
  • Indolenzimento, senso di tensione e ridotta mobilità del braccio nei primi giorni, ben gestiti dalla terapia analgesica programmata
  • Riduzione transitoria della sensibilità della cute lungo la cicatrice, dovuta al coinvolgimento di piccole terminazioni nervose, con recupero graduale nelle settimane successive
  • Aspetto inizialmente arrossato e in rilievo della cicatrice, parte fisiologica del processo di maturazione cicatriziale

Complicazioni possibili

Le complicanze vere e proprie sono poco frequenti, soprattutto in mani esperte e con il rispetto puntuale del protocollo post-operatorio, e quando si verificano sono nella stragrande maggioranza dei casi gestibili con un intervento tempestivo. È comunque opportuno conoscerle:

  • Sieroma: raccolta di liquido sieroso nello spazio sottocutaneo, una delle complicanze locali più frequenti dopo brachioplastica. Viene gestito con semplici aspirazioni ambulatoriali; l’utilizzo costante della guaina compressiva ne riduce significativamente l’incidenza
  • Ematoma: raccolta di sangue nella zona trattata, in genere di piccola entità. Nei casi più estesi può richiedere un piccolo intervento di evacuazione
  • Infezione della ferita chirurgica: poco frequente grazie alla profilassi antibiotica perioperatoria e alle indicazioni di igiene domiciliare, gestibile con una terapia antibiotica mirata e medicazioni dedicate
  • Ritardo di cicatrizzazione o deiscenza (riapertura parziale della ferita): più frequente nei pazienti fumatori o con tessuti fragili dopo importanti dimagrimenti. Richiede medicazioni avanzate e, raramente, una piccola revisione
  • Sofferenza cutanea ai margini della cicatrice: una piccola area di pelle può non ricevere apporto sanguigno sufficiente, soprattutto quando la tensione sulla sutura è importante. È un’eventualità strettamente legata al fumo e alla qualità dei tessuti, e si risolve in genere con medicazioni locali
  • Linfedema dell’arto superiore: gonfiore persistente legato a un’alterazione del drenaggio linfatico. È una complicanza rara ma specifica della brachioplastica, perché la regione interna del braccio è ricca di vasi linfatici drenanti dal cavo ascellare; il rispetto delle strutture linfatiche durante la chirurgia e l’eventuale linfodrenaggio post-operatorio sono i principali strumenti di prevenzione
  • Alterazione persistente della sensibilità di una porzione cutanea della faccia interna del braccio, dovuta al transitorio o, più raramente, prolungato coinvolgimento del nervo cutaneo mediale: il recupero, quando avviene, può richiedere alcuni mesi
  • “Dog ears”: piccole pieghe cutanee alle estremità della cicatrice (in genere in prossimità del cavo ascellare o del gomito), correggibili con piccole revisioni ambulatoriali se persistenti
  • Asimmetria tra le due braccia: piccole differenze residue nel volume o nel profilo, correggibili con ritocchi mirati a distanza di tempo dalla stabilizzazione del risultato
  • Cicatrici allargate, ipertrofiche o iperpigmentate: evoluzione anomala della cicatrice, più frequente in pazienti predisposti geneticamente o quando la zona è soggetta a tensione meccanica importante. Esistono trattamenti dedicati — cerotti al silicone, infiltrazioni di cortisonici, sedute laser, piccole revisioni — e, nei rari casi di vere e proprie cicatrici cheloidee, protocolli specifici di gestione clinica
  • Reazioni avverse ai farmaci (anestetici, antibiotici): rare grazie alla raccolta accurata dell’anamnesi allergologica in fase preoperatoria e al monitoraggio durante l’intervento
  • Trombosi venosa profonda: complicanza sistemica rara, prevenuta attraverso la mobilizzazione precoce, le calze elastiche graduate e — quando indicato — la profilassi anticoagulante
  • Insoddisfazione rispetto alle aspettative: come per ogni intervento di chirurgia ricostruttiva, possono esistere differenze tra il risultato atteso e quello effettivamente ottenuto. Una consulenza preoperatoria approfondita, con piena consapevolezza del compromesso tra beneficio estetico e cicatrice residua, è il principale strumento di prevenzione

Una parte importante della prevenzione delle complicanze dipende anche dal paziente: smettere di fumare nelle settimane perioperatorie, stabilizzare il peso prima dell’intervento, rispettare scrupolosamente il protocollo post-operatorio (guaina compressiva, limitazioni dei movimenti, cura della cicatrice, controlli programmati) e presentarsi a tutte le visite di controllo sono i comportamenti che più incidono sulla riduzione del rischio. Diffidare di chi presenta la chirurgia estetica come priva di rischi è il primo passo verso una scelta consapevole e responsabile.

Risultati

Braccia più toniche, snelle e proporzionate rappresentano il risultato principale della brachioplastica. Il miglioramento estetico diventa percepibile già nelle prime settimane successive all’intervento, anche attraverso il velo dell’edema post-operatorio iniziale. Le modifiche più significative si osservano tra il secondo e il terzo mese, quando il gonfiore si è riassorbito in modo importante e i tessuti iniziano ad assestarsi nella nuova architettura. Il risultato definitivo — con l’edema profondo completamente riassorbito, i tessuti consolidati e la cicatrice nella sua fase avanzata di maturazione — si stabilizza tra il terzo e il sesto mese, mentre la cicatrice continua a evolvere e a schiarirsi fino ai 12-18 mesi. Per questa ragione, è importante non valutare l’esito complessivo dell’intervento sulle foto delle prime settimane, ma attendere il pieno completamento del processo di guarigione.

I risultati del lifting delle braccia sono duraturi nel tempo: la cute asportata non si riforma e la nuova architettura tissutale resta stabile. Va però chiarito un aspetto importante: il corpo continua a vivere e a cambiare, e diversi fattori possono influenzare il profilo delle braccia anche dopo l’intervento. Oscillazioni significative del peso, l’invecchiamento fisiologico della pelle, l’azione cumulativa della gravità, l’esposizione solare e lo stile di vita complessivo incidono sul mantenimento del risultato a distanza di anni. Mantenere il peso entro un intervallo stabile (idealmente con oscillazioni inferiori a 5 chili), praticare attività fisica regolare con esercizi di tonificazione, seguire un’alimentazione equilibrata, idratare la pelle quotidianamente e proteggere la cicatrice dal sole nei primi 12-18 mesi sono i comportamenti che più concorrono a preservare a lungo i benefici ottenuti. La brachioplastica, in sintesi, offre una nuova condizione di partenza ottimale, ma è il modo in cui la persona vive il proprio corpo nei mesi e negli anni successivi a determinare la durata effettiva del risultato.

Perché affidarsi al Dott. Genzano a Verona per la brachioplastica

Scegliere a chi affidarsi per una brachioplastica a Verona è un passaggio decisivo, perché in questo intervento — più che in molti altri — l’esperienza del chirurgo, l’accuratezza della pianificazione e la qualità del percorso post-operatorio incidono direttamente sul risultato finale, e in particolare sulla qualità della cicatrice, che resta l’elemento più visibile e duraturo dell’esito. Il Dott. Lorenzo Genzano, chirurgo plastico con comprovata esperienza nella chirurgia estetica e ricostruttiva del corpo, segue personalmente ogni paziente in tutte le fasi del percorso, dalla prima consulenza fino alle visite di controllo a distanza di mesi, garantendo continuità di cura e un piano realmente personalizzato.

Ogni intervento di lifting delle braccia viene impostato a partire da una valutazione approfondita della qualità della cute, della quantità di tessuto adiposo, delle proporzioni corporee, della storia clinica del paziente e dei suoi obiettivi reali. È solo da questa analisi che nasce la scelta della tecnica più adatta — mini-brachioplastica, brachioplastica completa, eventuale liposuzione associata — e che si costruisce un piano coerente con la persona, non con un canone estetico standardizzato.

  • Esperienza specialistica nel rimodellamento del corpo: la brachioplastica richiede una conoscenza tecnica raffinata, in particolare per quanto riguarda la gestione della cicatrice e il rispetto del sistema linfatico drenante l’arto superiore
  • Approccio personalizzato: ogni intervento viene calibrato sull’anatomia, sulle aspettative e sulla storia di vita del singolo paziente, senza protocolli standardizzati
  • Onestà clinica: in fase di consulenza vengono illustrati con trasparenza sia i benefici sia le implicazioni dell’intervento, in particolare l’esito cicatriziale, perché solo da un’informazione completa nasce una scelta consapevole e duratura nella propria soddisfazione
  • Struttura accreditata: gli interventi vengono eseguiti in sale operatorie certificate, dotate degli standard di sicurezza richiesti per la chirurgia in regime di day surgery
  • Percorso continuo: dalla prima visita al follow-up a distanza di mesi, ogni fase è seguita personalmente dal chirurgo, in un rapporto diretto con il paziente
  • Supporto post-operatorio dedicato: protocolli specifici per la cura della cicatrice (cerotti di carta, gel al silicone, massaggio cicatriziale, protezione solare), per la gestione della guaina compressiva e — quando indicato — per il linfodrenaggio post-operatorio

Affidarsi al Dott. Genzano a Verona per la brachioplastica significa scegliere un percorso costruito su competenza tecnica, trasparenza informativa e attenzione continua al paziente: tre elementi che, insieme, fanno la differenza in un intervento dove la cura del dettaglio nella fase chirurgica e nelle settimane successive determina la qualità del risultato a distanza di anni.

Lifting braccia Verona
Verona

Dove viene eseguito l'intervento

La Clinica Ireos esegue interventi di Lifting braccia Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.

  • Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
  • 055.332595
  • info@clinicaireos.com
  • Orario di apertura
    dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00

Come raggiungerci

Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.

In auto

Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).

Autobus

Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.

In treno

La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.

Aereo

L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).

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Quanto costa il lifting alle braccia a Verona

Il costo di un lifting alle braccia nella Clinica Ireos parte da 4500€, i nostri prezzi sono tutti all-inclusive e comprendono:

  • Consulto gratuito
  • Visita chirurgica
  • Visita anestesiologia
  • Possibilità di esami clinici pre intervento in sede (extra)
  • Intervento in Clinica Day-Surgery
  • Controlli post intervento

Desideri avere braccia più snelle e toniche? Realizza il tuo sogno con l’intervento di brachioplastica!

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Domande Frequenti

Il costo della brachioplastica ha un punto di partenza all-inclusive di 4.500€ presso lo studio del Dott. Genzano a Verona. Il preventivo personalizzato comprende in genere la visita chirurgica e quella anestesiologica, l’intervento in regime di day surgery, gli esami pre-operatori richiesti, i controlli post-operatori programmati e, su richiesta, la possibilità di valutare formule di finanziamento personalizzato dell’intero importo. La cifra esatta viene definita solo dopo la visita preliminare, perché varia in base alla tipologia di brachioplastica scelta (mini-brachioplastica con incisione ascellare, brachioplastica completa o intervento associato a liposuzione), alla complessità del caso e all’estensione del lavoro chirurgico richiesto. È sempre opportuno diffidare di preventivi telefonici o di cifre comunicate senza un’effettiva visita: in chirurgia, ogni quotazione seria nasce dopo un’analisi clinica del paziente.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale — modalità più frequente, che garantisce un completo riposo del paziente — oppure in anestesia locale con sedazione cosciente nei casi più contenuti, come la mini-brachioplastica con incisione limitata al cavo ascellare. In nessuno di questi due regimi il paziente percepisce dolore durante la procedura. Nel post-operatorio è del tutto normale avvertire una sensazione di tensione e di “pelle che tira” nella faccia interna del braccio, soprattutto nei primi 3-4 giorni, accompagnata da un lieve indolenzimento. Si tratta di sintomi facilmente controllabili con la terapia analgesica prescritta dal Dott. Genzano, da assumere preferibilmente in via preventiva nelle prime 48 ore anziché solo al bisogno. Il fastidio si riduce progressivamente nel corso della prima settimana e scompare in genere prima della rimozione dei punti.

La brachioplastica comporta sempre un esito cicatriziale: è la condizione che permette di asportare la pelle in eccesso, e nessuna tecnica chirurgica può evitarla del tutto. L’estensione della cicatrice dipende dalla quantità di tessuto da rimuovere e dalla tecnica scelta: nella mini-brachioplastica è limitata al cavo ascellare e risulta praticamente invisibile, nella brachioplastica completa percorre la faccia interna del braccio dall’ascella in prossimità del gomito ed è collocata nella zona meno esposta alla vista frontale, ma comunque visibile sollevando le braccia o indossando capi smanicati e costumi. Nei primi mesi la cicatrice appare arrossata e in lieve rilievo, poi inizia un graduale processo di schiaritura e assottigliamento che si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi. Il Dott. Genzano consegna a ogni paziente un protocollo dedicato di cura della cicatrice — cerotti di carta nei primi 3 mesi, gel o cerotti al silicone, massaggio cicatriziale, protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) per almeno 12 mesi — che incide in modo concreto sulla qualità del risultato definitivo. È importante affrontare l’intervento con piena consapevolezza di questo aspetto: la valutazione del rapporto tra il beneficio estetico e l’esito cicatriziale è uno dei punti centrali della consulenza preoperatoria.

Per affrontare l’intervento in piena sicurezza vengono richiesti gli esami ematici di routine (emocromo completo, profilo coagulativo, glicemia, funzionalità epatica e renale, sierologia per epatite B, epatite C, HIV), l’esame chimico-fisico delle urine, un elettrocardiogramma a riposo con referto ed eventualmente una visita cardiologica per pazienti sopra una certa soglia di età o con fattori di rischio. È inoltre prevista una visita anestesiologica dedicata, in cui viene scelta la tecnica di anestesia più adatta. Durante la visita preliminare a Verona, il Dott. Genzano valuta la storia clinica del paziente e può prescrivere accertamenti supplementari quando il quadro lo richiede (ad esempio una valutazione senologica nelle pazienti, in particolare se reduci da importanti dimagrimenti, perché la brachioplastica si svolge in stretta vicinanza al sistema linfatico drenante il seno).

La maggior parte dei pazienti torna a un’attività lavorativa sedentaria già dopo 7-10 giorni dall’intervento, in concomitanza con la rimozione dei punti. Se il lavoro comporta sforzi fisici, sollevamento di pesi, movimenti ampi delle braccia o esposizione a polveri (cantieri, magazzini, lavori manuali pesanti), è opportuno attendere almeno 3-4 settimane, e in alcuni casi anche oltre, secondo l’indicazione del chirurgo. Le attività sportive vanno riprese in modo graduale: camminate leggere già dai primi giorni, attività cardiovascolare moderata dalla quarta settimana, sport che coinvolgono attivamente le braccia (palestra, nuoto, tennis) solo dopo le 6-8 settimane. Forzare i tempi è uno dei principali fattori che possono compromettere la qualità della cicatrice o favorire la formazione di sieromi.

Sì, ed è anzi una scelta molto frequente. Il Dott. Genzano valuta caso per caso se associare una liposuzione mirata della faccia interna del braccio — e talvolta anche del cavo ascellare — al gesto di asportazione cutanea. Questa tecnica combinata permette di agire contemporaneamente sui due piani anatomici interessati, riducendo lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo prima di rimuovere la cute eccedente, e producendo un risultato esteticamente più armonioso e proporzionato, sia in vista frontale sia in proiezione laterale. È particolarmente indicata nei pazienti che presentano sia lassità cutanea sia un accumulo adiposo localizzato. Esiste inoltre una situazione opposta: nei pazienti più giovani o con cute particolarmente elastica, in cui la lassità è limitata, può essere indicata la sola liposuzione della regione brachiale, senza asportazione cutanea e dunque senza cicatrice estesa. La scelta tra le diverse opzioni dipende dalla qualità dei tessuti e dagli obiettivi del singolo paziente, e viene definita con accuratezza in fase di consulenza.

Perché scegliere la Clinica Ireos

Esperienza

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Prezzi competitivi: lavoriamo al meglio e cerchiamo sempre di offrire un ottimo risultato a prezzi accessibili. Come ci riusciamo? Grazie alla nostra passione, alla nostra esperienza e alla dedizione dei nostri chirurghi.

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Qualità

Controllo qualità: ogni particolare viene gestito e preparato minuziosamente senza lasciare nulla al caso perché la sicurezza non è mai troppa! Ferri chirurgici sterili e di qualità con sistema digitalizzato di controllo sterilizzazione e tracciamento, personale costantemente aggiornato e preparato per tutte le evenienze. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del nostro successo.


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