Lifting Viso Verona

L’intervento di ritidectomia (lifting facciale) è una delle procedure più efficaci per intervenire in modo strutturale sul rilassamento cutaneo e sullo svuotamento dei volumi che, con il tempo, modificano l’architettura del viso e del collo. Agendo non solo sulla pelle ma sulla struttura profonda dei tessuti — il sistema muscolo-aponeurotico che li sostiene — il lifting permette di ridefinire la linea mandibolare, attenuare i solchi più marcati e restituire al volto un equilibrio più tonico e armonioso. Non un’altra persona, ma una versione più riposata e coerente con il proprio tempo della stessa persona di sempre.

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Lifting Viso Firenze

Cos’è il Lifting Viso

Il lifting viso, noto in ambito specialistico come facelift o ritidectomia, è un intervento di chirurgia estetica del volto finalizzato a contrastare in modo strutturale i segni dell’invecchiamento — rilassamento cutaneo, perdita di tono dei tessuti, comparsa di rughe profonde, scivolamento dei volumi verso il basso. Con il passare degli anni, infatti, l’azione combinata di gravità, perdita progressiva di collagene ed elastina e graduale assottigliamento dei tessuti di sostegno fa sì che il volto perda i propri contorni naturali, alterando l’equilibrio tra le diverse aree del viso e generando quell’aspetto stanco e affaticato che molti pazienti riconoscono guardandosi allo specchio anche dopo un buon riposo.

L’obiettivo del lifting non è “tirare” la pelle, come a lungo immaginato in passato, ma riposizionare i tessuti profondi nella loro corretta sede anatomica e distendere la cute solo nella misura necessaria a seguirne il nuovo equilibrio. Una tecnica chirurgica eseguita correttamente — come quella praticata dal Dott. Genzano a Verona — restituisce al viso e al collo un aspetto più tonico, riposato e armonioso, senza alterare l’espressività e senza creare quell’effetto innaturalmente “stirato” che è il vero campanello d’allarme di un lifting mal eseguito. Il risultato non è un’altra persona, ma una versione più fresca e in pace con il proprio tempo della stessa persona di sempre.

In base alle esigenze del singolo paziente, l’intervento può essere strutturato come lifting mirato su una specifica area del volto — quando il cedimento è limitato a un distretto particolare — oppure come lifting completo, quando l’invecchiamento ha interessato in modo armonico tutto il volto. La scelta non viene fatta in modo standardizzato, ma nasce da una valutazione approfondita della morfologia, della qualità dei tessuti, dell’età anagrafica e — non meno importante — degli obiettivi reali della persona, affinché il piano operatorio risulti coerente con la storia e l’identità del singolo viso.

L’intervento di lifting viso può interessare diverse zone, ciascuna con tecniche e finalità specifiche:

  • Lifting frontale: distende la pelle della regione frontale e attenua le rughe orizzontali, restituendo apertura allo sguardo
  • Lifting temporale: solleva la coda del sopracciglio, particolarmente utile quando l’abbassamento di questa zona contribuisce a un’espressione affaticata o severa
  • Lifting cervicale (collo): corregge il rilassamento cutaneo del collo, ridefinisce la linea mandibolare e tratta le bande verticali del platisma
  • Lifting delle guance (terzo medio): ridefinisce i volumi della parte centrale del viso e contrasta il cedimento di zigomi e regione mediofacciale

Lifting del volto o lifting cervico-facciale

Il lifting cervico-facciale è la procedura più completa per il ringiovanimento del volto e rappresenta, ancora oggi, lo standard di riferimento quando il cedimento dei tessuti coinvolge contemporaneamente il viso e il collo. L’intervento agisce in profondità sul sistema muscolo-aponeurotico superficiale (SMAS), la struttura connettivale che sostiene i tessuti del volto: è la dissezione e il riposizionamento di questo strato — e non la semplice trazione cutanea — a determinare la qualità e la naturalezza del risultato a distanza di anni.

Attraverso il riposizionamento dei tessuti profondi sulla loro corretta sede anatomica, la rimozione della cute in eccesso solo nella misura necessaria e il trattamento delle bande del platisma a livello cervicale, si ottiene un risultato che recupera la geometria del volto giovane senza alterarne i tratti distintivi. La cicatrice, posizionata strategicamente nelle pieghe naturali — davanti e dietro al padiglione auricolare e parzialmente nel cuoio capelluto — si mimetizza con grande efficacia, ma è un esito inevitabile dell’atto chirurgico che è giusto conoscere fin dalla prima consulenza.

Lifting del terzo medio del volto

Il lifting del terzo medio del volto, o midface lift, è un intervento mirato a recuperare volume e proiezione della regione zigomatica e della guancia, una delle prime aree del viso a perdere tono con l’invecchiamento. Con il tempo, infatti, gli zigomi tendono a “svuotarsi” — perdendo il loro effetto di sostegno strutturale — e i tessuti scivolano verso il basso, creando il classico aspetto stanco e affilato in cui le palpebre inferiori sembrano accorciarsi e i solchi naso-genieni si approfondiscono.

Questa tecnica consente di sollevare e rimodellare i tessuti molli del terzo medio, ricreando una transizione armoniosa tra la palpebra inferiore e la guancia e restituendo proiezione naturale alla regione zigomatica. È particolarmente indicato in pazienti relativamente giovani, in cui il problema è circoscritto alla zona centrale del viso, oppure può essere integrato in un lifting più ampio per completare il rimodellamento del volto. In alcuni casi selezionati, il midface lift può essere associato a tecniche di lipofilling per restituire ulteriormente volume in modo del tutto naturale, sfruttando il tessuto adiposo dello stesso paziente.

Lifting della fronte e del sopracciglio

Il lifting della fronte (browlift) è indicato per correggere il cedimento della parte superiore del volto: con il tempo, le sopracciglia tendono ad abbassarsi sul margine palpebrale, le rughe orizzontali della fronte si approfondiscono e la zona perioculare assume un aspetto pesante e affaticato che condiziona l’intera espressione del volto, anche quando il resto del viso ha mantenuto un buon tono.

L’intervento permette di sollevare e ridefinire la posizione delle sopracciglia, attenuare le rughe frontali e le rughe glabellari (quelle tra le sopracciglia, comunemente chiamate “rughe del leone”) e riaprire lo sguardo, restituendo al volto un’espressione più riposata e luminosa. Esistono diverse tecniche operatorie — lifting endoscopico con incisioni minime nel cuoio capelluto, lifting tradizionale, browpexy temporale — la cui scelta dipende dall’entità del cedimento, dalla conformazione della fronte e dall’altezza della linea di attaccatura dei capelli. Il Dott. Genzano seleziona la variante più adatta in fase di consulenza, valutando attentamente sia il risultato estetico atteso, sia l’impatto sull’altezza frontale e sulla naturalezza dell’espressione: un sopracciglio sollevato in modo eccessivo o spostato in posizione non coerente con la fisionomia individuale è infatti uno dei segnali più riconoscibili di un lifting non riuscito.

A chi si rivolge il lifting del viso a Verona

Il lifting del viso è indicato per uomini e donne che avvertono un progressivo cedimento dei tessuti facciali e cervicali — con comparsa di rughe profonde, ridondanza cutanea e perdita di definizione dell’ovale — e la cui cute conserva ancora una sufficiente elasticità di base, condizione importante per ottenere un risultato naturale e duraturo. Va chiarito un punto centrale fin dalla consulenza: il lifting non è un intervento legato a un’età anagrafica precisa. Il Dott. Genzano valuta caso per caso la qualità dei tessuti, la morfologia del viso, lo stile di vita e le aspettative reali del paziente, perché due persone della stessa età possono presentare quadri completamente diversi e richiedere indicazioni opposte.

Il profilo che trae maggiori benefici dal lifting del viso a Verona è quello di chi desidera un ringiovanimento strutturale e duraturo non ottenibile con trattamenti non invasivi come filler, tossina botulinica, radiofrequenza, ultrasuoni focalizzati o biostimolatori. Questi presidi possono offrire miglioramenti reali nelle fasi iniziali dell’invecchiamento, ma quando il cedimento ha interessato i tessuti profondi solo la chirurgia è in grado di intervenire in modo efficace. Le condizioni più frequenti che giustificano l’indicazione al lifting comprendono:

  • Lassità cutanea diffusa del volto, con pelle che ha perso tonicità e capacità di aderire alle strutture sottostanti
  • Pieghe cutanee facciali profonde e marcate, in particolare a livello delle guance e del terzo medio del viso
  • Ridondanza cutanea con formazione di pliche e accumuli di tessuto in eccesso
  • Profilo mandibolare indefinito con perdita della linea jawline e comparsa di “giogaie” laterali (jowls), uno dei segni più caratteristici dell’invecchiamento del terzo inferiore
  • Collo cadente con cute ridondante, bande platismatiche evidenti o accumulo adiposo sottomentoniero che altera il profilo cervicale
  • Sopracciglia ptosiche che conferiscono allo sguardo un aspetto appesantito, non correggibile con la sola blefaroplastica perché il problema origina dalla zona soprastante
  • Solchi naso-genieni e marionette severamente marcati, non responsivi a trattamenti con filler o biostimolatori e tali da alterare in modo significativo l’armonia del terzo medio e inferiore del viso
  • Svuotamento volumetrico delle regioni zigomatiche e periorbitali, in cui il riposizionamento dei tessuti profondi può recuperare proiezione e armonia complessiva

È altrettanto importante definire chi non è un candidato ideale al lifting, perché un’indicazione corretta è il primo strumento di prevenzione delle insoddisfazioni: pazienti con aspettative di trasformazione radicale della propria fisionomia (il lifting valorizza i tratti distintivi, non li sostituisce); persone con patologie sistemiche non compensate (cardiovascolari, metaboliche, autoimmuni); soggetti con importanti disturbi della coagulazione; pazienti con qualità cutanea severamente compromessa da fotoesposizione cronica, fumo intenso o pregressi danni dermatologici, in cui la pelle non offre più il sostegno necessario al riposizionamento; fumatori che non sono disposti a sospendere il fumo nelle settimane perioperatorie e fino a guarigione completa, perché la nicotina aumenta in modo concreto il rischio di sofferenza cutanea, infezioni e cicatrici di scarsa qualità; pazienti che non sono nelle condizioni di rispettare il periodo di recupero post-operatorio, che per il lifting richiede tempo e attenzione. In tutte queste situazioni, il Dott. Genzano ritiene proprio dovere etico illustrare con onestà i limiti dell’intervento e, quando opportuno, indirizzare il paziente verso percorsi alternativi — combinazioni di trattamenti meno invasivi, lipofilling mirato, blefaroplastica isolata, o semplicemente un differimento della decisione fino a una piena maturazione del progetto. Una buona consulenza chirurgica si misura anche dalla capacità di riconoscere quando l’intervento non è la scelta giusta, oggi o in assoluto.

Caratteristiche Intervento

Durata del trattamento

La durata del lifting del viso varia in base alla tipologia di intervento e alle aree trattate. Un lifting mirato a una singola zona (frontale, midface, cervicale isolato) si svolge in genere in 1,5-2 ore, mentre un lifting cervico-facciale completo richiede 3-4 ore. Quando si associano procedure complementari — blefaroplastica, lipofilling, dermoabrasione — i tempi possono allungarsi proporzionalmente. Il Dott. Genzano privilegia sempre la precisione del gesto rispetto alla velocità: in un intervento dove la naturalezza del risultato dipende dal corretto riposizionamento dei tessuti profondi, è la qualità della tecnica a fare la differenza tra un lifting riconoscibile come tale e un risultato armonioso che valorizza il volto.

Anestesia

Il lifting del viso viene eseguito in anestesia generale nei casi più articolati — modalità più frequente per il lifting cervico-facciale completo — oppure in anestesia locale con sedazione profonda nei lifting più contenuti, sempre con la presenza di un anestesista dedicato. La scelta viene definita in fase preoperatoria, in base alla complessità dell’intervento, al profilo clinico del paziente e alle sue preferenze. L’operazione si svolge in regime di day surgery, con rientro a casa nella stessa giornata dopo un periodo di osservazione adeguato. In casi selezionati — lifting più estesi, pazienti con fattori di rischio specifici, interventi in tarda giornata — può essere indicato un breve ricovero di una o due notti per garantire un monitoraggio più attento nella fase più delicata dell’edema acuto.

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Prima & Dopo

Lifting Viso Firenze Dopo del trattamento lifting al viso

Preparazione

Il lifting del viso è un intervento di chirurgia maggiore che richiede una fase preparatoria accurata, pianificata insieme al Dott. Genzano durante la visita specialistica preoperatoria presso lo studio di Verona. Una preparazione costruita con metodo nelle settimane che precedono l’intervento è il presupposto indispensabile non solo per affrontare l’operazione in piena sicurezza, ma anche per ottimizzare la qualità del risultato estetico e la stabilità del lifting nel tempo. Anamnesi patologica e farmacologica approfondita, valutazione dei tessuti in dettaglio e dialogo aperto sulle aspettative sono i tre pilastri di questa fase iniziale.

La visita preoperatoria

Durante la consulenza il paziente viene valutato seduto, frontalmente a uno specchio, perché solo in questa posizione la gravità mostra in modo realistico la distribuzione del cedimento dei tessuti. Il Dott. Genzano analizza diversi parametri: la qualità e l’elasticità della cute, la distribuzione del cedimento cutaneo e profondo, lo stato del sistema muscolo-aponeurotico sottostante (lo SMAS), la conformazione della struttura ossea, l’eventuale necessità di trattamenti complementari (blefaroplastica, lipofilling, lifting cervicale isolato) e la coerenza tra il quadro anatomico e gli obiettivi del paziente.

Con un pennarello dermografico sottile vengono tracciate le linee di incisione personalizzate: il percorso parte dalla regione temporale, preservando l’attaccatura naturale dei capelli per non alterare la linea frontale, scorre lungo la piega cutanea anteriore al padiglione auricolare, passa sotto il lobo dell’orecchio e prosegue posteriormente fino all’attaccatura dei capelli nella regione retroauricolare. Questa mappatura permette al chirurgo di visualizzare in anticipo l’esito cicatriziale e di eseguire una simulazione manuale delle zone di trazione, sulla base della quale viene concordato con il paziente l’approccio chirurgico definitivo. È in questa fase che vengono esplicitate anche le aspettative reali: il lifting può ottenere un effetto di ringiovanimento di 8-12 anni, ma non può modificare la fisionomia individuale né arrestare l’invecchiamento futuro, e la consapevolezza di questi limiti è ciò che permette di affrontare l’intervento con serenità.

Indicazioni preoperatorie per il paziente

Per ridurre il rischio di complicanze e garantire una guarigione ottimale, nelle settimane precedenti il lifting del viso a Verona il paziente è tenuto a seguire alcune indicazioni precise:

  • Sospendere il fumo almeno 2-4 settimane prima dell’intervento e proseguire l’astensione fino alla guarigione completa: la nicotina contrae i piccoli vasi sanguigni della cute, riduce drasticamente l’ossigenazione dei tessuti scollati durante l’intervento e si associa a un rischio significativamente maggiore di sofferenza cutanea, infezioni e cicatrici di scarsa qualità — complicanza particolarmente critica nel lifting, dove vengono trattate estese aree cutanee del viso e del collo che dipendono dal microcircolo per guarire correttamente
  • Interrompere antiaggreganti e anticoagulanti (acido acetilsalicilico, ticlopidina, warfarin, NAO) secondo lo schema temporale concordato con il chirurgo e con il proprio medico curante, per minimizzare il rischio emorragico in una regione anatomicamente molto vascolarizzata. La sospensione non va mai effettuata in autonomia
  • Evitare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e integratori ad azione fluidificante nei 7-10 giorni precedenti: vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng, aglio in capsule e curcuma in formulazioni concentrate possono interferire con la coagulazione, anche quando sono percepiti come “naturali”
  • Sospendere i contraccettivi orali estro-progestinici nel periodo concordato, in quanto la combinazione tra ormoni e l’immobilità relativa del post-operatorio aumenta il rischio di trombosi venosa profonda
  • Comunicare al chirurgo e all’équipe anestesiologica ogni terapia in corso, ogni allergia nota (in particolare a farmaci, lattice, cerotti adesivi e mezzi di contrasto) e ogni integratore alimentare o fitoterapico assunto, anche occasionalmente
  • Curare l’alimentazione e l’idratazione nelle settimane precedenti, privilegiando un apporto adeguato di proteine, ferro, zinco e vitamina C, che sostengono la fase rigenerativa dei tessuti e la qualità della cicatrizzazione
  • Evitare l’esposizione solare intensa sul volto nelle settimane precedenti l’intervento: una pelle abbronzata o infiammata è meno gestibile chirurgicamente e tende a sviluppare cicatrici più visibili
  • Programmare la fase domestica del recupero: prevedere la presenza di una persona di fiducia almeno per le prime 48 ore dopo il rientro a casa, organizzare un periodo di riservatezza sociale di 2-3 settimane (durante le quali volto e collo restano edematosi e segnati da ecchimosi), procurarsi indumenti facili da indossare senza dover sollevare il capo (apertura frontale)

Esami pre-operatori

Per garantire la massima sicurezza in sala operatoria e individuare per tempo eventuali condizioni che richiedano ulteriori approfondimenti, è previsto un protocollo di accertamenti clinici che include:

  • Esame emocromocitometrico completo con formula leucocitaria e profilo coagulativo (PT, PTT, INR, fibrinogeno), per la valutazione del rischio emorragico
  • Pannello biochimico: glicemia, azotemia, creatininemia, transaminasi (GOT, GPT) e gamma-GT per la valutazione della funzionalità epatica e renale
  • Esame chimico-fisico delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo con referto cardiologico, integrato — quando indicato dall’età o dal profilo di rischio cardiovascolare — da una visita cardiologica completa
  • Misurazione della pressione arteriosa e valutazione clinica generale
  • Visita anestesiologica: incontro dedicato durante il quale viene scelta la tecnica di anestesia più adatta (in genere generale, con possibili varianti di sedazione profonda nei lifting più contenuti), illustrate le indicazioni specifiche sul digiuno e definita la gestione delle terapie domiciliari nelle ore immediatamente precedenti l’intervento

Il rispetto scrupoloso di tutte le indicazioni preoperatorie fornite dal Dott. Genzano è parte integrante del percorso chirurgico, non una formalità accessoria: contribuisce in modo diretto alla qualità del recupero, alla naturalezza del risultato e alla durata nel tempo del lifting. Una preparazione attenta su tutti i fronti — clinico, farmacologico, logistico ed emotivo — è ciò che trasforma il lifting da semplice “intervento” a percorso curato in ogni dettaglio, in cui ogni variabile gestibile viene effettivamente gestita per ridurre l’imprevisto e ottimizzare il risultato.

Come si svolge l’intervento di lifting del viso a Verona

L’intervento di lifting del viso viene eseguito in anestesia generale o locale con sedazione profonda dal Dott. Genzano. L’accesso chirurgico avviene attraverso incisioni periauricolari studiate per seguire le pieghe naturali della cute e l’attaccatura dei capelli, in modo da risultare estremamente discrete una volta completata la guarigione. Attraverso queste vie di accesso il chirurgo scolla i tessuti cutanei e sottocutanei, riposiziona il sistema muscolo-aponeurotico superficiale (SMAS) con vettori di trazione studiati sull’anatomia individuale e ridefinisce l’ovale del viso, la linea mandibolare e il profilo del collo. È proprio il lavoro sullo SMAS — non la trazione cutanea — a determinare la naturalezza del risultato e a evitare quell’aspetto “tirato” tipico delle tecniche più datate, in cui il volto appare innaturalmente teso ma rivela in modo evidente l’avvenuto intervento.

Le cicatrici, posizionate lungo la piega preauricolare e nell’attaccatura retroauricolare dei capelli, sono parte integrante dell’esito chirurgico ma vengono progettate per risultare il meno percepibili possibile: nelle settimane successive si schiariscono progressivamente e nei mesi successivi si mimetizzano nelle pieghe naturali della pelle, restando in larga parte coperte dalla capigliatura.

Mini-lifting: varianti e indicazioni

Il mini-lifting non è un singolo intervento, ma una famiglia di tecniche meno estese rispetto al lifting completo, ciascuna pensata per correggere il cedimento cutaneo in una specifica regione del volto. Rappresenta la soluzione più adatta nei pazienti più giovani o nei casi in cui l’invecchiamento ha interessato una sola zona, senza ancora coinvolgere in modo diffuso il terzo medio e inferiore del viso. In alcuni casi selezionati, alcune di queste tecniche possono essere integrate con il laser a CO₂ — utilizzato come strumento di taglio e di trattamento cutaneo — che può contribuire a ridurre i tempi di guarigione e l’entità del sanguinamento intraoperatorio.

Lifting del sopracciglio — lifting temporale

Il lifting del sopracciglio, detto anche lifting temporale, interviene sul terzo superiore del viso correggendo il cedimento dell’arcata sopracciliare, che con l’avanzare dell’età tende ad appesantire lo sguardo conferendogli un’espressione affaticata o severa. L’obiettivo è aprire e illuminare lo sguardo attraverso il risollevamento delle sopracciglia ptosiche, con un’attenuazione contestuale delle rughe a zampa di gallina (le rughe periorbitali laterali). Il risultato è uno sguardo più fresco e riposato, ottenuto rispettando i tratti distintivi del paziente: un sopracciglio sollevato in modo eccessivo o spostato in posizione non coerente con la fisionomia individuale è infatti uno dei segnali più riconoscibili di un lifting non riuscito.

Lifting frontale

Il lifting frontale agisce sulla regione della fronte e della zona temporale, distendendo la cute del terzo superiore del volto e attenuando le rughe orizzontali che con il tempo tendono a scavare progressivamente la fronte. L’intervento permette di lavorare in modo integrato su più strutture: distende la cute della fronte, solleva il sopracciglio verso la sua posizione naturale e, quando indicato, consente di intervenire anche sulla regione zigomatica e sul margine esterno dell’occhio, ridefinendo l’intera architettura del terzo superiore. È frequentemente associato alla blefaroplastica superiore quando il quadro clinico lo richiede, per ottenere un risultato armonioso dell’intera regione perioculare.

Lifting del collo

Il lifting del collo è una delle procedure più richieste, perché il collo è tra le prime zone a mostrare i segni del tempo: pieghe trasversali della cute, bande verticali del muscolo platisma, perdita della tensione nell’angolo cervico-mentale. L’intervento rimuove la cute ridondante, tratta le bande platismatiche con suture di riposizionamento e ridefinisce il profilo del collo restituendogli linearità e tono. Può essere eseguito in modo isolato, ma più frequentemente viene associato al lifting del viso in un’unica seduta operatoria — il lifting cervico-facciale — perché in molti pazienti il cedimento del volto e quello del collo sono parte di un unico processo di invecchiamento e richiedono un approccio integrato per ottenere un risultato coerente.

Lifting viso uomo a Verona

Il lifting del viso maschile segue gli stessi principi tecnici del lifting femminile, ma richiede una pianificazione specifica: nell’uomo la posizione delle incisioni va studiata tenendo conto della distribuzione della barba, dell’attaccatura dei capelli e dell’eventuale arretramento frontale, per evitare di alterare la linea naturale del volto e la morfologia maschile dei tratti. Le incisioni vengono progettate in zone anatomicamente discrete e, dove possibile, mascherate dal cuoio capelluto.

Il Dott. Genzano imposta sempre il lifting maschile con un obiettivo preciso: restituire freschezza e armonia al volto rispettando in pieno i tratti caratteristici del paziente. La tendenza a “femminilizzare” il volto maschile attraverso un eccessivo addolcimento dei contorni o un sollevamento marcato delle sopracciglia è uno degli errori più frequenti del lifting maschile mal eseguito ed è ciò che rende un risultato esteticamente incongruente con la fisionomia di partenza.

Le cicatrici

Una premessa di onestà clinica è doverosa: ogni intervento chirurgico esita in una cicatrice, e il lifting del viso non fa eccezione. La differenza tra un risultato di qualità e uno mediocre non sta nell’assenza di cicatrici, ma nella loro posizione strategica, finezza ed efficace mimetizzazione nelle pieghe naturali della cute e nelle zone di transizione capelluta. Grazie a una pianificazione accurata, le incisioni del Dott. Genzano a Verona vengono progettate per risultare estremamente discrete, fino a diventare praticamente impercettibili a una distanza di sguardo normale una volta completata la maturazione.

  • Nel lifting del viso completo le incisioni seguono un percorso periauricolare: partono dall’attaccatura dei capelli nella regione temporale, scorrono lungo la piega preauricolare, passano sotto il lobo dell’orecchio e proseguono posteriormente nell’attaccatura retroauricolare. Una volta guarite, queste cicatrici si mimetizzano nelle pieghe naturali della cute e nella morfologia auricolare, restando in larga parte coperte dalla capigliatura
  • Quando è necessario correggere in modo più marcato il profilo del collo — in presenza di bande platismatiche evidenti o eccesso adiposo sottomentoniero — può essere presente una piccola incisione aggiuntiva sotto il mento, posizionata nella piega naturale della regione cervicale, dove risulta molto poco percepibile
  • Nel lifting del terzo medio vengono in genere praticate due incisioni: una nascosta all’interno della cavità orale nella zona inferiore della guancia, l’altra posizionata dietro la tempia nell’attaccatura dei capelli. In entrambi i casi non vi è alcuna cicatrice cutanea visibile sul volto

In tutti i casi il Dott. Genzano esegue la sutura con tecnica microchirurgica a più strati, distribuendo la tensione sui piani profondi e mantenendo la cute superficiale rilassata: una scelta che incide direttamente sulla qualità della cicatrice nel tempo. Nei mesi successivi all’intervento viene consegnato un protocollo dedicato di cura cicatriziale che include in genere cerotti o gel al silicone, creme idratanti specifiche, massaggio cicatriziale una volta che la ferita è completamente chiusa e protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) sull’area per almeno 12 mesi. Il risultato estetico definitivo della cicatrice si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento.

Fase post operatoria e recupero

Il decorso post-operatorio del lifting del viso varia in base all’entità dell’intervento eseguito. I mini-lifting in anestesia locale consentono un regime di day surgery con dimissione in giornata. I lifting cervico-facciali completi in anestesia generale — che interessano lo SMAS e le strutture cervicali — possono prevedere un ricovero ordinario di una o due notti, per garantire il monitoraggio del decorso post-operatorio immediato e la gestione ottimale di dolore ed edema nelle prime ore, che restano le più delicate.

Nelle prime 48 ore

Il paziente è tenuto al riposo assoluto, con il capo mantenuto in posizione sollevata anche durante il sonno (mediante uno o due cuscini in più), per ridurre la stasi venosa e contenere il gonfiore nella regione facciale e cervicale. È del tutto fisiologica la comparsa di dolore lieve-moderato, sensazione di tensione ed ecchimosi diffuse, sintomi che raggiungono il picco tra la seconda e la terza giornata e che vengono ben controllati dalla terapia analgesica prescritta dal Dott. Genzano. Sono inoltre indicati uno shampoo giornaliero delicato con detergente neutro per mantenere pulite le ferite periauricolari e l’applicazione di impacchi freddi nelle prime 24-48 ore (con un panno frapposto per proteggere la cute) come supporto al controllo del gonfiore.

Dalla prima settimana

Intorno al 7°-10° giorno vengono rimossi i punti di sutura e gli eventuali bendaggi compressivi durante una visita di controllo programmata. Il paziente può progressivamente riprendere le normali attività quotidiane leggere, evitando sforzi fisici, sollevamento di pesi, movimenti che aumentano la pressione nella regione del capo (chinarsi in avanti), esposizione solare diretta e ambienti caldo-umidi come saune, bagni turchi e piscine, condizioni che favorirebbero l’edema e potrebbero compromettere la maturazione delle cicatrici. Le ecchimosi residue, in questa fase, possono essere efficacemente coperte con un make-up correttivo dermatologicamente idoneo.

Dalla terza settimana

A partire dalla terza settimana, e dopo conferma del chirurgo, è possibile reintrodurre in modo graduale le attività abituali. Per quanto riguarda lo sport, le attività cardiovascolari moderate possono essere riprese intorno alla quarta settimana, mentre gli sforzi più impegnativi (palestra con sollevamento pesi, sport di contatto, attività ad alto impatto) richiedono in genere almeno 4-6 settimane, sempre dopo valutazione individuale. È importante avere aspettative realistiche sui tempi: i primi miglioramenti sono già percepibili dopo le prime 2-3 settimane, ma il risultato definitivo — con l’edema profondo completamente riassorbito e la cicatrice in fase avanzata di maturazione — si stabilizza tra il 3° e il 6° mese, mentre la cicatrice continua a maturare fino ai 12-18 mesi.

Sebbene il decorso sia, nella maggioranza dei casi, regolare, è importante che il paziente sappia riconoscere alcuni segnali che richiedono una valutazione tempestiva: dolore acuto in aumento non controllato dagli analgesici, gonfiore asimmetrico che cresce dopo i primi giorni, arrossamento e calore localizzato lungo la cicatrice, fuoriuscita di secrezioni anomale, febbre superiore a 38°C. In questi casi è essenziale contattare immediatamente lo studio del Dott. Genzano a Verona: un controllo precoce risolve nella quasi totalità dei casi situazioni che, se trascurate, potrebbero richiedere interventi più complessi. Le visite di controllo programmate sono inoltre parte integrante del percorso e rappresentano il momento in cui il chirurgo monitora l’evoluzione della guarigione, adatta le indicazioni alle esigenze specifiche del paziente e documenta fotograficamente l’evoluzione del risultato.

Rischi e complicazioni

Il lifting del viso è un intervento sicuro e ampiamente collaudato quando eseguito da un chirurgo plastico esperto in una struttura accreditata, ma — come ogni atto chirurgico — comporta un margine di rischio che è importante conoscere prima di prendere una decisione consapevole. Operare nel rispetto rigoroso dei protocolli sanitari ministeriali e affidarsi a professionisti con comprovata esperienza nella chirurgia facciale riduce in modo significativo la probabilità di complicanze, ma non può azzerarla: nessun chirurgo onesto potrebbe affermarlo. Per questa ragione, in fase di consulenza, il Dott. Genzano illustra in modo trasparente sia i fenomeni post-operatori attesi, sia le complicanze possibili.

Fenomeni attesi nel decorso post-operatorio

Si tratta di reazioni fisiologiche che fanno parte della normale guarigione e non costituiscono complicanze, ma manifestazioni temporanee e auto-risolutive:

  • Edema e gonfiore diffuso del volto e del collo nelle prime 2-3 settimane, particolarmente intenso tra la seconda e la terza giornata
  • Ecchimosi nelle aree trattate, dovute alla naturale risposta dei piccoli vasi al gesto chirurgico, che si riassorbono spontaneamente in 2-3 settimane
  • Dolore lieve-moderato e sensazione di tensione nei primi giorni, ben gestiti dalla terapia analgesica
  • Riduzione transitoria della sensibilità della cute lungo l’area trattata, dovuta al coinvolgimento di piccole terminazioni nervose: il recupero avviene in modo graduale nei mesi successivi
  • Aspetto inizialmente arrossato delle cicatrici, parte fisiologica della maturazione cicatriziale

Complicazioni possibili

Le complicanze sono poco frequenti, soprattutto in mani esperte, e quando si verificano sono nella maggioranza dei casi gestibili con un intervento tempestivo:

  • Ematoma post-operatorio: una delle complicanze più frequenti dopo lifting del viso, in genere di piccola entità e auto-risolutivo. Negli ematomi più estesi può rendersi necessaria un’evacuazione chirurgica precoce
  • Sieroma: raccolta di liquido sieroso, gestibile con aspirazioni ambulatoriali
  • Infezione della ferita chirurgica: poco frequente grazie alla profilassi antibiotica e alle indicazioni di igiene domiciliare, gestibile con terapia antibiotica mirata
  • Sofferenza cutanea o necrosi parziale del lembo: una piccola area di pelle può non ricevere apporto sanguigno sufficiente, in particolare nelle aree più periferiche del lembo scollato. È un’eventualità strettamente legata al fumo e alla qualità della cute, gestita con medicazioni avanzate
  • Lesione temporanea o, raramente, permanente di rami del nervo facciale (in particolare il ramo frontale o il ramo marginale mandibolare): è la complicanza più temuta del lifting, perché può comportare alterazioni della motilità di una parte del volto. La conoscenza dettagliata dell’anatomia dei piani profondi e una tecnica chirurgica meticolosa sono i principali strumenti di prevenzione
  • Lesione del nervo grande auricolare: può determinare una riduzione persistente della sensibilità in una porzione del padiglione auricolare e della regione retroauricolare. Il recupero, quando avviene, può richiedere alcuni mesi
  • Alterazione persistente della sensibilità cutanea in alcune zone del volto, dovuta al coinvolgimento di piccoli filamenti sensitivi durante lo scollamento
  • Distorsione del lobo auricolare (“pixie ear” o lobo tirato verso il basso) e alterazione della linea di attaccatura dei capelli: complicanze estetiche specifiche del lifting facciale, prevenibili attraverso una pianificazione accurata delle linee di trazione e dell’incisione
  • Cicatrici di qualità non ottimale (visibili, allargate, ipertrofiche o iperpigmentate) e, in pazienti predisposti, cicatrici cheloidee: trattabili con cerotti al silicone, infiltrazioni di cortisonici, terapie laser o, in casi selezionati, piccole revisioni chirurgiche
  • Asimmetria residua tra i due lati del volto: piccole differenze possono essere correggibili con ritocchi mirati a distanza dalla stabilizzazione del risultato
  • Caduta temporanea dei capelli (effluvium telogenico) nella regione delle incisioni temporali: fenomeno transitorio, con ricrescita spontanea nei mesi successivi
  • Insoddisfazione rispetto alle aspettative: come per ogni intervento di chirurgia estetica, una consulenza preoperatoria approfondita, in cui aspettative reali e limiti dell’intervento vengono condivisi apertamente, è il principale strumento di prevenzione

Una parte importante della prevenzione delle complicanze dipende dal paziente: smettere di fumare nelle settimane perioperatorie è il fattore singolo più rilevante per la qualità della guarigione, perché la nicotina compromette il microcircolo della cute scollata. Anche il rispetto delle indicazioni post-operatorie (riposo, posizione di riposo, igiene, controlli) e una scelta consapevole di affidarsi a un chirurgo plastico con esperienza specifica nella chirurgia facciale sono variabili che incidono in modo concreto sulla sicurezza e sul risultato. Diffidare di chi presenta la chirurgia estetica come priva di rischi è il primo passo verso una scelta responsabile.

Risultati

I primi cambiamenti del volto diventano percepibili già dalle prime settimane successive all’intervento, anche se attraversati dal velo dell’edema post-operatorio iniziale. Il risultato comincia ad apprezzarsi in modo significativo dopo le prime 3-4 settimane, quando la maggior parte del gonfiore acuto si è riassorbita e la palpebra recupera la propria mobilità naturale. La forma definitiva si stabilizza in un arco di tempo che va dai 3 ai 6 mesi, periodo in cui i tessuti completano l’assestamento sulla nuova architettura, le cicatrici proseguono la loro maturazione e il volto raggiunge la versione conclusiva del proprio rinnovamento. È bene non valutare l’esito dell’intervento sulle foto delle prime settimane: l’immagine reale è quella che si osserva tra il terzo e il sesto mese.

I benefici del lifting

Quando l’intervento è ben indicato e correttamente eseguito, il lifting del viso produce cambiamenti che si riflettono su più livelli del volto:

  • Riposizionamento dei tessuti profondi nella loro corretta sede anatomica, con recupero dell’architettura giovane del volto
  • Ridefinizione dell’ovale e della linea mandibolare, con riduzione delle “giogaie” e ricostituzione della jawline
  • Distensione naturale della cute, calibrata sul nuovo equilibrio dei tessuti e non come trazione superficiale
  • Attenuazione dei solchi naso-genieni e marionette e delle pieghe più profonde
  • Miglioramento del profilo cervicale, con riduzione delle bande platismatiche e recupero dell’angolo cervico-mentale
  • Sguardo più aperto e riposato, soprattutto quando l’intervento integra il lifting frontale o si associa a una blefaroplastica
  • Risultato fedele all’identità del paziente: il lifting ben eseguito non altera l’espressione, valorizza i tratti distintivi e si percepisce come un effetto di “freschezza” piuttosto che di intervento chirurgico

Cosa il lifting non fa

Per offrire un’informazione completa, è giusto chiarire anche i limiti della procedura. Il lifting del viso:

  • Non arresta il processo di invecchiamento: il volto continua a evolvere fisiologicamente anche dopo l’intervento
  • Non interviene in modo significativo sulle rughe sottili e superficiali della cute, che dipendono dalla qualità intrinseca della pelle e che richiedono trattamenti complementari (peeling, laser frazionato, biostimolatori)
  • Non recupera i volumi persi nelle aree centrali del volto: l’eventuale svuotamento di zigomi, regione perioculare o solco lacrimale può essere corretto solo con tecniche di rivolumizzazione (lipofilling o filler)
  • Non cambia la fisionomia individuale: il lifting valorizza i tratti del paziente, ma non li sostituisce con un canone estetico esterno
  • Non corregge le iperpigmentazioni cutanee da fotoesposizione cronica, che richiedono trattamenti dermatologici dedicati

Quanto durano i risultati

I risultati del lifting eseguito con tecnica SMAS sono in media duraturi 8-12 anni, con variazioni individuali significative legate a diversi fattori: qualità intrinseca della cute, genetica, età al momento dell’intervento, stile di vita (fumo, esposizione solare, alimentazione, sonno), oscillazioni di peso e cura della pelle nei mesi e negli anni successivi. È importante chiarire un concetto centrale: la durata “8-12 anni” non significa che dopo questo periodo il volto torna identico al pre-intervento, ma che il vantaggio rispetto a un volto non operato resta sempre presente. Il lifting non ferma il tempo, ma sposta in avanti la “linea di partenza” del processo di invecchiamento.

Come preservare il risultato a lungo termine

Il modo in cui il paziente vive il proprio volto nei mesi e negli anni successivi all’intervento incide in maniera concreta sulla durata del risultato. Tra le strategie più efficaci:

  • Protezione solare quotidiana con SPF 30-50, anche nei mesi invernali e in città: la radiazione UV è il principale fattore esterno di invecchiamento cutaneo
  • Astensione dal fumo, che accelera in modo concreto la perdita di collagene e la formazione di rughe
  • Cura cutanea quotidiana con prodotti idratanti, antiossidanti e — quando indicato — retinoidi topici
  • Mantenimento di un peso stabile, evitando oscillazioni significative che possono alterare la struttura ottenuta
  • Stile di vita equilibrato: alimentazione ricca di antiossidanti, idratazione adeguata, sonno regolare e gestione dello stress contribuiscono concretamente alla qualità della pelle
  • Eventuali trattamenti complementari mirati nel tempo (filler, biostimolatori, laser, peeling), valutati con il chirurgo per integrare il risultato senza alterarne l’equilibrio

Il Dott. Genzano programma per ogni paziente visite di controllo nei mesi e negli anni successivi all’intervento, momento in cui viene valutata l’evoluzione del risultato, vengono affrontati eventuali dubbi e — quando opportuno — vengono suggerite strategie integrative per mantenere nel tempo i benefici ottenuti. Il lifting, in sintesi, offre una nuova condizione di partenza: la qualità del volto a distanza di anni dipenderà dalla cura quotidiana che il paziente sceglie di dedicargli.

Perché scegliere il Dott. Genzano a Verona per il lifting del viso

Il lifting del viso è tra gli interventi di chirurgia plastica che richiedono la maggiore esperienza anatomica e la più raffinata sensibilità estetica: la differenza tra un risultato naturale e armonioso e uno artificialmente “tirato” dipende interamente dalla competenza del chirurgo, dalla tecnica adottata e dalla qualità della struttura in cui si opera. Il Dott. Lorenzo Genzano, chirurgo plastico con comprovata esperienza nella chirurgia estetica e ricostruttiva del volto, esegue il lifting con tecnica SMAS — agendo in profondità sul sistema muscolo-aponeurotico superficiale anziché sulla sola cute — per ottenere risultati duraturi e coerenti con la fisionomia individuale del paziente.

Ogni intervento è preceduto da una pianificazione chirurgica dettagliata, che include la mappatura preoperatoria delle incisioni, la simulazione manuale delle zone di trazione e un dialogo aperto con il paziente sulle aspettative reali e sui limiti della tecnica. Gli interventi vengono eseguiti in strutture accreditate, attrezzate per la chirurgia in regime di day surgery o di breve ricovero secondo le esigenze del caso, con un’équipe anestesiologica dedicata e tecnologie chirurgiche aggiornate (incluso il laser CO₂ per le tecniche di mini-lifting più contenute). La sede di Verona è facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione del territorio.

Un approccio al ringiovanimento facciale che rispetta la tua identità

La filosofia chirurgica del Dott. Genzano nel lifting del viso si fonda su un principio chiaro: il ringiovanimento non deve trasformare il paziente in qualcun altro, ma restituirgli una versione più fresca e tonica di sé stesso. Questo si traduce in una scelta ponderata della tecnica caso per caso — mini-lifting, lifting SMAS completo, lifting cervicale isolato, lifting combinato con blefaroplastica o lipofilling — senza mai proporre un intervento più esteso di quanto la situazione del paziente realmente richieda. È una posizione etica precisa: la sotto-correzione misurata è quasi sempre preferibile alla sovra-correzione, perché un volto eccessivamente “tirato” tradisce l’atto chirurgico e si allontana dalla naturalezza che il paziente cerca.

Ogni paziente del Dott. Genzano a Verona riceve una prima consulenza personalizzata, durante la quale vengono analizzati il grado di cedimento dei tessuti, la qualità cutanea residua, l’adeguatezza del lifting rispetto ad alternative meno invasive e i tempi di recupero compatibili con lo stile di vita del paziente. I preventivi sono all-inclusive e trasparenti, formulati dopo la visita preliminare, e l’assistenza prosegue nelle settimane successive all’intervento attraverso visite di controllo programmate, perché un percorso chirurgico di questa portata richiede una cura che non si esaurisce con l’uscita dalla sala operatoria.

Lifting del viso secondario

Il lifting del viso produce risultati che durano in media 8-12 anni, ma non può arrestare il naturale processo di invecchiamento dei tessuti, che continua anche dopo l’intervento: muscoli, cute e strutture sottocutanee proseguono la loro evoluzione fisiologica, e una parte dei pazienti — a distanza di alcuni anni — sceglie di ricorrere a un lifting secondario.

L’obiettivo del secondo intervento è riposizionare i tessuti che hanno ceduto nuovamente, ripristinare il tono del sistema muscolo-aponeurotico e ridefinire i contorni del volto che nel tempo si sono nuovamente appesantiti. Si tratta di un intervento pianificato, mai urgente, che il Dott. Genzano valuta caso per caso tenendo conto degli esiti del primo lifting, della qualità residua dei tessuti, dell’età anagrafica e degli obiettivi del paziente. Può essere indicato anche per intervenire su zone non trattate durante il primo intervento che, a confronto con le aree ringiovanite, appaiono ora più segnate e creano un’immagine visivamente disomogenea.

L’estensione del secondo lifting dipende dall’entità del primo intervento. I pazienti che avevano scelto un lifting leggero o parziale (mini-lifting, lifting del terzo medio) tendono ad avere bisogno di un intervento secondario più articolato a distanza di qualche anno; chi invece si è sottoposto a un lifting completo con tecnica SMAS ha in genere risultati più duraturi e la necessità di un secondo lifting può essere posticipata nel tempo. È importante avere aspettative realistiche anche per il secondo intervento: in tessuti già operati, la qualità della cute e la mobilità dei piani profondi possono essere differenti, e questo aspetto viene attentamente valutato in fase di consulenza.

Lifting Viso Verona
Verona

Dove viene eseguito l'intervento

La Clinica Ireos esegue interventi di Lifting Viso Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.

  • Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
  • 055.332595
  • info@clinicaireos.com
  • Orario di apertura
    dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00

Come raggiungerci

Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.

In auto

Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).

Autobus

Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.

In treno

La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.

Aereo

L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).

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Quanto costa il lifting del viso a Verona

Il lifting ha un costo variabile in base alle zone da dover trattare, alle problematiche che è necessario correggere e al tipo di intervento che è necessario eseguire.

In linea generale un Mini-Lifting eseguito con il laser a CO2 ha un costo a partire da 800 € mentre un lifting full-face parte da 3000 €. Questo prezzo inoltre include:

  • Consulto gratuito
  • Visita chirurgica
  • Visita anestesiologia
  • Possibilità di esami clinici pre intervento in sede (extra)
  • Intervento in Clinica Day-Surgery
  • Controlli post intervento

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Domande Frequenti

Dopo i 50 anni il cedimento dei tessuti facciali è spesso di natura strutturale e non risponde più ai trattamenti non invasivi (filler, biostimolatori, radiofrequenza), che agiscono solo in superficie. L’intervento di lifting del viso (ritidectomia) rappresenta in questi casi la soluzione chirurgica più completa: non si limita a tensionare la cute, ma riposiziona il sistema muscolo-aponeurotico superficiale (SMAS) in vettori coerenti con l’anatomia individuale. Questo permette di attenuare i solchi naso-genieni e marionette, ridefinire la linea mandibolare, correggere il rilassamento del collo e restituire al volto un aspetto più riposato e tonico. I risultati hanno una durata media di 10-12 anni, con variazioni individuali legate alla qualità della cute, allo stile di vita e alla cura del volto nel tempo.

Non esiste un limite anagrafico assoluto. Il fattore decisivo non è l’età sulla carta d’identità, ma lo stato di salute generale, la qualità dei tessuti residui e la capacità di affrontare un periodo di recupero con tranquillità. Molti pazienti tra i 70 e gli 80 anni si sottopongono al lifting con risultati molto soddisfacenti, in particolare quando l’obiettivo è armonizzare l’aspetto esteriore con la propria vitalità interna. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, l’idoneità viene valutata caso per caso attraverso un’anamnesi approfondita, un’analisi della qualità cutanea e gli esami preoperatori standard, con eventuale visita cardiologica di approfondimento quando indicata. È la valutazione clinica complessiva, non l’età anagrafica, a definire chi può sottoporsi all’intervento in sicurezza.

Una premessa di onestà clinica è doverosa: ogni intervento chirurgico esita in una cicatrice, e il lifting del viso non fa eccezione. La differenza, però, sta nel fatto che le incisioni vengono posizionate in zone anatomicamente discrete — il contorno anteriore del padiglione auricolare, l’attaccatura dei capelli temporale e la regione retroauricolare — dove si mimetizzano nelle pieghe cutanee naturali e restano in larga parte coperte dalla capigliatura. Grazie alle tecniche di sutura microchirurgica a più strati adottate dal Dott. Genzano, le cicatrici risultano estremamente discrete e, dopo le prime settimane, sono percepibili solo a distanza ravvicinata. Nei lifting cervicali può essere presente anche una piccola incisione sotto il mento, posizionata nella piega naturale cervicale, anch’essa molto poco visibile una volta completata la maturazione (in genere tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento).

Non esiste un’età universalmente corretta, ma la fascia in cui il lifting offre i risultati più armoniosi è in genere quella tra i 45 e i 65 anni, periodo in cui i segni del cedimento sono evidenti ma la cute conserva ancora una buona capacità di rigenerazione e di adattamento alla nuova architettura. Nei casi di invecchiamento precoce o dopo dimagrimenti importanti, può essere indicato un mini-lifting anche prima dei 45 anni. Al contrario, nei pazienti più giovani con cedimento ancora lieve, il Dott. Genzano può consigliare di posticipare l’intervento e di affidarsi temporaneamente a trattamenti non invasivi più adeguati al quadro: una posizione clinica precisa, perché operare quando non è ancora il momento giusto significa “consumare” prematuramente l’efficacia del primo lifting.

Non esiste un’età universalmente corretta, ma la fascia in cui il lifting offre i risultati più armoniosi è in genere quella tra i 45 e i 65 anni, periodo in cui i segni del cedimento sono evidenti ma la cute conserva ancora una buona capacità di rigenerazione e di adattamento alla nuova architettura. Nei casi di invecchiamento precoce o dopo dimagrimenti importanti, può essere indicato un mini-lifting anche prima dei 45 anni. Al contrario, nei pazienti più giovani con cedimento ancora lieve, il Dott. Genzano può consigliare di posticipare l’intervento e di affidarsi temporaneamente a trattamenti non invasivi più adeguati al quadro: una posizione clinica precisa, perché operare quando non è ancora il momento giusto significa “consumare” prematuramente l’efficacia del primo lifting.

L’intervento può essere eseguito in qualsiasi periodo dell’anno, ma i mesi autunnali e invernali sono in genere preferibili. Il clima fresco contribuisce a contenere l’edema post-operatorio, l’esposizione solare ridotta protegge le cicatrici dal rischio di iperpigmentazione (uno dei principali fattori che possono peggiorare l’aspetto definitivo dei segni chirurgici) e l’utilizzo di sciarpe, foulard e cappelli — socialmente più discreto in questa stagione — facilita la copertura delle ecchimosi residue nelle prime settimane. Chi sceglie di operarsi in primavera o tarda estate deve programmare con attenzione il decorso, evitando l’esposizione solare diretta sulle zone delle incisioni per almeno 6 mesi e applicando una protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) fino al completamento della maturazione cicatriziale.

Il recupero varia in base all’entità dell’intervento. Per i mini-lifting in anestesia locale la dimissione avviene in giornata; per i lifting cervico-facciali completi può essere previsto un ricovero di una o due notti. I punti vengono rimossi tra il 7° e il 10° giorno, e dopo la prima settimana è possibile riprendere le attività quotidiane leggere. Dalla terza-quarta settimana si possono reintrodurre gradualmente lo sport e le attività più impegnative, sempre dopo conferma del chirurgo. Il gonfiore si riduce progressivamente nelle prime 4-6 settimane, ma il risultato definitivo si stabilizza tra il 3° e il 6° mese, mentre la cicatrice continua a maturare fino ai 12-18 mesi. È bene non valutare l’esito sulle foto delle prime settimane, ma attendere la stabilizzazione completa dei tessuti.

Sono trattamenti con obiettivi e logiche completamente diverse, e per questo non sono “alternative” ma strumenti che possono integrarsi. Il botulino agisce sui muscoli mimici e attenua le rughe dinamiche (rughe a zampa di gallina, rughe glabellari, rughe frontali), con un effetto reversibile della durata di 4-6 mesi. I filler a base di acido ialuronico ripristinano volume nelle zone svuotate o ridefiniscono i contorni, con durata di 6-18 mesi a seconda della formulazione. Il lifting del viso, invece, agisce sul cedimento strutturale dei tessuti profondi — che né il botulino né i filler possono trattare — riposizionando lo SMAS e ridisegnando l’architettura del volto, con risultati duraturi nel tempo (in media 10-12 anni). In molti pazienti, le tre tecniche si integrano in un piano combinato: il lifting corregge il cedimento, il botulino interviene sulle rughe dinamiche residue, i filler riequilibrano i volumi nelle aree zigomatiche o periorali.

Il costo dipende da diversi fattori: la tipologia di intervento (mini-lifting, lifting cervico-facciale completo, lifting cervicale isolato, intervento combinato), la complessità del singolo caso, l’eventuale associazione di tecniche complementari (blefaroplastica, lipofilling) e la modalità anestesiologica scelta. Per questa ragione non è possibile fornire un prezzo standardizzato senza una valutazione clinica preliminare. Il preventivo personalizzato, formulato dopo la prima consulenza con il Dott. Genzano a Verona, è in genere all-inclusive e comprende visita chirurgica, valutazione anestesiologica, intervento, eventuale ricovero, esami pre-operatori richiesti e controlli post-operatori programmati. È sempre opportuno diffidare di preventivi telefonici o di cifre comunicate senza un’effettiva visita: in chirurgia, ogni quotazione seria nasce da un’analisi clinica del paziente.

Il lifting secondario è un secondo intervento di ringiovanimento facciale eseguito a distanza di anni dal primo, quando il naturale processo di invecchiamento ha determinato un nuovo cedimento dei tessuti. La necessità — e il momento opportuno — di un secondo lifting dipendono da diversi fattori: l’entità del primo intervento, la tecnica adottata (un lifting SMAS profondo offre in genere una durata significativamente più lunga rispetto a un lifting superficiale o a un mini-lifting), la qualità cutanea individuale, lo stile di vita e l’esposizione ai fattori di invecchiamento. È un intervento sempre pianificato e mai urgente, valutato caso per caso. È giusto sapere che operare su tessuti già sottoposti a chirurgia presenta caratteristiche differenti rispetto al primo intervento (la mobilità dei piani profondi e la qualità della cute possono essere diverse), e questo aspetto viene attentamente considerato dal Dott. Genzano in fase di consulenza per definire la tecnica più adatta e gli obiettivi realistici del secondo intervento.

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