Imenoplastica Verona

L’imenoplastica è un intervento che richiede, prima ancora che competenza chirurgica, una precisa attitudine umana: discrezione, rispetto e ascolto privo di pregiudizi. Presso lo studio del Dott. Lorenzo Genzano a Verona, ogni richiesta viene accolta in un contesto di assoluta riservatezza, nella consapevolezza che le motivazioni che portano una donna a considerare questa procedura — siano esse cliniche, personali, culturali o legate a esperienze di vita — sono autenticamente sue e meritano la stessa serietà professionale e la stessa cura dedicata a qualsiasi altro intervento di chirurgia ricostruttiva.

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Cos’è l’imenoplastica

L’imenoplastica è un intervento di chirurgia intima femminile a finalità ricostruttiva ed estetico-funzionale che mira a ripristinare la continuità anatomica e l’aspetto naturale dell’anello imenale, attraverso micro-suture dei lembi residui o piccole plastie dei tessuti circostanti. Si tratta di una procedura mini-invasiva, eseguita in anestesia locale in regime ambulatoriale, con tempi di recupero rapidi e assenza completa di cicatrici visibili dall’esterno. È importante chiarire un punto sul piano clinico: l’imene è una struttura anatomica naturalmente molto variabile da donna a donna sia nella forma sia nell’integrità — può essere parzialmente o completamente assente già dalla nascita, o presentare conformazioni differenti senza alcuna correlazione con eventi pregressi —, e l’imenoplastica si propone quindi non come “ripristino di una condizione originaria” ipotetica, ma come intervento ricostruttivo che risponde a un’esigenza personale della paziente.

Pur racchiusa in un unico termine, questa procedura risponde a situazioni cliniche e a richieste personali profondamente diverse: esiti di traumi pregressi, modificazioni anatomiche conseguenti a un parto vaginale, motivazioni di natura culturale, religiosa o intimamente personale. Tutte queste situazioni sono accomunate da un denominatore comune: la libera e consapevole decisione della paziente, che resta l’unica protagonista di una scelta che riguarda esclusivamente il proprio corpo e il proprio percorso di vita. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, la massima riservatezza è una condizione assoluta in ogni fase del percorso: dalla prima consulenza fino all’ultimo controllo post-operatorio, l’identità e la privacy della paziente sono tutelate con la stessa cura dedicata al risultato chirurgico, in un contesto privo di giudizio e orientato esclusivamente al benessere e all’autonomia decisionale della donna.

A chi si rivolge l’imenoplastica

L’imenoplastica è un intervento di chirurgia intima femminile rivolto alle donne che desiderano ricostruire o ripristinare l’aspetto anatomico dell’anello imenale e migliorare l’armonia dell’introito vaginale. Le motivazioni che possono condurre a questa scelta sono molteplici e profondamente diverse tra loro — anatomiche, estetiche, psicologiche, socio-culturali o spirituali — e nessuna di esse è “più legittima” di un’altra: ciò che conta è che la decisione nasca da una volontà autenticamente personale, libera e consapevole. Per questo motivo, l’intero percorso clinico viene affrontato nel massimo rispetto della privacy, dell’autodeterminazione della paziente e del consenso informato, in un dialogo aperto e privo di giudizio con il Dott. Genzano.

1. Esiti di lacerazioni o micro-traumi

L’imenoplastica trova un’indicazione chiaramente clinica nei casi in cui l’imene presenti alterazioni di origine traumatica che ne hanno modificato la conformazione originaria. Tra le condizioni più frequenti rientrano:

  • Lacerazioni accidentali dell’anello imenale, conseguenti ad attività sportive con elevato impatto sul perineo (equitazione, ginnastica artistica, danza, ciclismo prolungato), all’utilizzo di tamponi interni, a visite ginecologiche o ad altri eventi non sessuali
  • Esiti cicatriziali o irregolarità dei margini conseguenti a micro-lesioni o ad alterazioni infiammatorie dei tessuti
  • Modificazioni anatomiche limitate al margine imenale dopo un parto vaginale, da valutare caso per caso durante la consulenza specialistica
  • Esiti di traumi pregressi di varia natura, che possono lasciare la paziente con il desiderio di un percorso ricostruttivo come parte del proprio recupero

2. Motivazioni personali, socio-culturali o religiose

Una parte delle richieste di ricostruzione dell’imene nasce da ragioni che non hanno una base strettamente clinica, ma che sono altrettanto rispettabili: motivazioni intimamente personali, esigenze legate al contesto familiare, culturale o religioso, scelte legate al percorso individuale della donna. In questi casi, l’intervento viene eseguito con particolare attenzione alla riservatezza e con la consapevolezza che ogni storia personale ha le proprie ragioni, che il medico ha il compito di accogliere senza valutare moralmente.

Va però precisato un aspetto fondamentale, sia sul piano medico sia su quello etico: l’imenoplastica è una ricostruzione estetico-anatomica dei tessuti e nulla di più. Non esiste alcun esame clinico in grado di “certificare la verginità”, e la stessa nozione di “verginità” non è un concetto medico ma un costrutto sociale. L’imene, infatti, è una struttura anatomica naturalmente molto variabile da donna a donna, può essere parzialmente o completamente assente fin dalla nascita o presentare conformazioni differenti senza alcuna correlazione con la storia personale o sessuale della paziente. Conoscere questo aspetto è importante perché aiuta a inquadrare la richiesta nei suoi termini reali, evitando false aspettative su ciò che la chirurgia può effettivamente offrire.

3. Esigenze psicologiche e percorsi di rielaborazione

Per alcune donne, l’imenoplastica si colloca all’interno di un percorso personale più ampio di rielaborazione, di riparazione simbolica o di recupero del proprio benessere intimo, spesso a seguito di esperienze difficili o traumatiche. In questi casi l’intervento non viene vissuto soltanto come una correzione anatomica, ma come una tappa significativa di un processo di riconciliazione con il proprio corpo e con la propria storia.

Quando il quadro lo suggerisce, il Dott. Genzano consiglia di affiancare alla procedura chirurgica un supporto psicologico dedicato, scelto liberamente dalla paziente, perché un intervento sul corpo non può sostituire un lavoro interiore che, in alcune situazioni, è altrettanto importante per il benessere complessivo. La chirurgia, in questi casi, è uno degli strumenti del percorso, mai l’unico né il principale.

4. Correzioni estetico-funzionali dell’introito

L’imenoplastica può inoltre rispondere a piccole alterazioni anatomiche locali che causano disagio estetico o fastidio funzionale, e che la paziente desidera correggere per ragioni di comfort e armonia. Tra queste rientrano:

  • Irregolarità dei lembi imenali che alterano la simmetria e l’armonia dell’introito vaginale
  • Residui fibrotici dell’anello imenale, che in alcuni casi possono generare fastidio locale, sensazione di tensione o lievi micro-sanguinamenti
  • Esiti di guarigione anomala di precedenti lacerazioni, con tessuti retraenti o asimmetrici

Il profilo della candidata ideale

La candidata che può affrontare l’intervento di imenoplastica con i migliori presupposti è una donna che presenta condizioni di salute idonee e una richiesta maturata in piena autonomia. In particolare:

  • è maggiorenne e in buone condizioni di salute generale, senza patologie croniche non compensate
  • ha aspettative realistiche rispetto a ciò che la chirurgia può effettivamente offrire, distinguendo l’aspetto anatomico-estetico da significati simbolici o sociali esterni
  • presenta motivazioni chiare e autenticamente personali, esposte serenamente durante la visita specialistica
  • è disposta a rispettare il decorso post-operatorio, con un’attenta igiene locale, l’astensione dai rapporti per il periodo indicato e la regolarità dei controlli
  • non presenta infezioni genitali in atto, alterazioni cutanee della regione vulvare o condizioni cliniche che aumentino il rischio emorragico o infettivo
  • arriva alla decisione in modo libero da pressioni esterne di qualunque natura, perché è proprio questa autonomia a rendere il percorso eticamente solido

Se desideri ricevere informazioni sull’imenoplastica o capire se questo intervento è adatto alla tua situazione personale, il primo passo è la prenotazione di una valutazione specialistica riservata con il Dott. Genzano a Verona: un colloquio dedicato, in un ambiente protetto e privo di giudizio, in cui condividere dubbi e domande e, insieme, definire — se l’intervento risulta indicato — un percorso personalizzato, sicuro e profondamente discreto.

Caratteristiche Intervento

Durata del trattamento

L’imenoplastica è una procedura di chirurgia intima mini-invasiva caratterizzata da tempi operatori contenuti. La durata media in sala operatoria è di 30-60 minuti, valore che può variare in funzione della tecnica chirurgica utilizzata, della conformazione anatomica dei lembi imenali residui e della complessità del singolo caso.

Nei casi in cui siano necessarie correzioni più articolate — ad esempio plastie complete dei lembi imenali, piccoli rimodellamenti dell’introito vaginale o ricostruzioni in tessuti precedentemente trattati — la durata può estendersi fino a 60-90 minuti. La brevità non è mai un obiettivo a sé: il Dott. Genzano privilegia sempre la precisione del gesto chirurgico, perché in una zona così delicata e con tessuti così sottili, la qualità delle micro-suture è ciò che determina davvero la stabilità del risultato e la qualità della cicatrizzazione.

L’intervento si svolge in regime di day surgery, e la paziente può rientrare a casa nella stessa giornata. Dopo la procedura è previsto un breve periodo di osservazione, in genere compreso tra 1 e 3 ore, durante il quale vengono monitorati i parametri vitali, viene verificato lo stato locale della sutura e viene fornito alla paziente, con la massima discrezione, il foglio di indicazioni domiciliari per la gestione del decorso.

Anestesia

L’imenoplastica viene eseguita nella maggioranza dei casi in anestesia locale: un anestetico viene infiltrato direttamente nella regione da trattare, garantendo un’insensibilità completa per tutta la durata della procedura. È una soluzione sicura, efficace e particolarmente adatta a un intervento mini-invasivo come questo, perché consente tempi di recupero rapidi e una dimissione in giornata in totale sicurezza.

Per aumentare il comfort della paziente, l’anestesia locale può essere affiancata da una sedazione cosciente o leggera, somministrata da un anestesista dedicato. È una soluzione particolarmente indicata in caso di forte ansia, di particolare sensibilità individuale o quando la paziente preferisce vivere l’intervento in uno stato di maggiore rilassamento. Sotto sedazione cosciente la paziente non è completamente addormentata, ma si trova in una condizione di calma profonda, priva di percezione del dolore e con un ricordo molto attenuato dell’esperienza, pur conservando la capacità di rispondere a semplici comandi se necessario.

In situazioni selezionate — come revisioni più articolate, ricostruzioni complesse o specifica richiesta della paziente — può essere proposta una sedazione profonda, mentre l’anestesia generale rappresenta un’opzione molto meno frequente, riservata a casi clinicamente specifici e sempre valutata con cura durante la fase pre-operatoria.

Indipendentemente dalla tecnica scelta, l’équipe anestesiologica monitora in modo continuo i parametri vitali — frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno e profondità della sedazione, quando applicabile — garantendo gli standard di sicurezza che caratterizzano ogni atto chirurgico. La scelta dell’anestesia più adatta non è mai standardizzata: viene definita in modo personalizzato nel corso della visita pre-operatoria, in base alle caratteristiche cliniche della paziente, alla complessità prevista dell’intervento e alle sue stesse preferenze, in un dialogo aperto in cui ogni dubbio trova risposta.

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Preparazione

La fase pre-operatoria riveste un ruolo determinante non solo per la sicurezza clinica della paziente, ma anche per la stabilità del risultato chirurgico e per la qualità della guarigione. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, ogni passaggio del percorso preparatorio è strutturato per coniugare il massimo rigore clinico con la totale tutela della riservatezza: dalla prenotazione del primo appuntamento fino al giorno dell’intervento, l’identità della paziente è protetta e la documentazione viene gestita secondo protocolli dedicati.

Visita specialistica pre-operatoria

Il primo incontro con il Dott. Lorenzo Genzano è il momento in cui si costruisce il piano chirurgico personalizzato. La consulenza non si limita a una valutazione tecnica, ma comprende anche un dialogo aperto sulle motivazioni, sulle aspettative e sui dubbi della paziente, in un contesto privo di giudizio. Più nel dettaglio, la visita prevede:

  • Valutazione ginecologica accurata: analisi della conformazione anatomica, della consistenza e dell’estensione dei lembi imenali residui, per selezionare la tecnica di sutura più adatta al singolo caso (imenorrafia semplice, plastica dei tessuti circostanti o tecniche combinate)
  • Screening infettivo: esecuzione di tamponi vaginali o cervicali quando indicato, per escludere infezioni in corso o stati infiammatori che potrebbero compromettere la qualità della cicatrizzazione
  • Pianificazione temporale rispetto al ciclo mestruale: l’intervento viene programmato preferibilmente nella prima metà del ciclo, per garantire un ambiente operatorio ottimale, una migliore qualità dei tessuti e una più agevole gestione dell’igiene post-operatoria
  • Revisione farmacologica completa: analisi delle terapie in corso (anche occasionali) e degli integratori abitualmente assunti, per pianificare in sicurezza la sospensione delle sostanze che interferiscono con la coagulazione
  • Spazio per le domande della paziente: la consulenza include un tempo dedicato a rispondere a ogni dubbio, sia di natura clinica sia legato alla logistica del percorso (tempi, modalità di rientro, gestione della privacy)

Protocollo di sicurezza pre-intervento

Per favorire la microcircolazione dei tessuti, ottimizzare la cicatrizzazione e ridurre al minimo il rischio di complicanze, la paziente è tenuta a seguire alcune indicazioni preparatorie:

  • Sospensione del fumo almeno 14 giorni prima dell’operazione e proseguimento dell’astensione fino alla guarigione completa: la nicotina è un potente vasocostrittore che riduce l’ossigenazione dei tessuti, rallenta la cicatrizzazione delle mucose e aumenta il rischio di infezioni e di apertura della sutura
  • Restrizioni farmacologiche: evitare nei 7-10 giorni precedenti l’assunzione di anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici (acido acetilsalicilico), farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e integratori ad azione fluidificante come vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng e curcuma in formulazioni concentrate. La sospensione va sempre concordata con il chirurgo o con il medico curante, mai improvvisata
  • Igiene e preparazione locale: nei 7 giorni precedenti l’intervento è opportuno non utilizzare tamponi interni, coppette mestruali o lavande vaginali; nelle 72 ore antecedenti vanno evitate cerette, depilazioni con metodi aggressivi e qualsiasi manipolazione dell’area vulvare. È invece consigliata un’igiene quotidiana delicata, con detergenti a pH fisiologico
  • Astensione dai rapporti sessuali nei giorni che precedono l’intervento, per garantire condizioni tissutali ottimali al momento della chirurgia
  • Indicazioni sul digiuno:
    • In caso di anestesia locale pura: è consentito un pasto leggero fino a 4 ore prima dell’intervento
    • In caso di sedazione cosciente: è necessario il digiuno assoluto da solidi per 8 ore e da liquidi chiari per 2 ore, salvo diverse indicazioni dell’anestesista

Esami clinici richiesti

Per confermare l’idoneità all’imenoplastica a Verona e affrontare l’intervento nelle migliori condizioni di sicurezza, sono richiesti i seguenti accertamenti diagnostici:

  • Profilo ematico completo: emocromo con formula leucocitaria e test di coagulazione (PT, PTT, INR), per la valutazione del rischio emorragico
  • Pannello biochimico di base: glicemia, funzionalità epatica e renale, da richiedere quando indicato dal quadro clinico generale
  • Test di gravidanza (β-hCG): accertamento obbligatorio per tutte le pazienti in età fertile, indipendentemente dal contesto personale
  • Elettrocardiogramma (ECG): richiesto se è prevista la sedazione cosciente, in pazienti sopra i 40 anni o in presenza di comorbilità cardiovascolari
  • Visita anestesiologica: nei casi in cui sia prevista la sedazione, viene programmato un breve incontro con l’anestesista per definire la tecnica più adatta e illustrare alla paziente la preparazione specifica

Cosa portare e cosa fare il giorno dell’intervento

  • Documentazione clinica completa, esami originali, modulo del consenso informato firmato e documento d’identità
  • Elenco aggiornato di tutti i farmaci e integratori assunti abitualmente, con relativi dosaggi
  • Biancheria intima di ricambio in cotone bianco, di taglia comoda, e assorbenti esterni (mai interni) per la gestione delle perdite post-operatorie
  • Presenza di un accompagnatore maggiorenne qualora sia prevista la sedazione: vige il divieto assoluto di mettersi alla guida nelle 24 ore successive, e la presenza di una persona di fiducia è raccomandata anche nei casi di anestesia locale pura per il rientro a casa
  • Abbigliamento comodo e di facile vestizione, evitando jeans aderenti o capi che possano esercitare pressione sulla zona trattata nelle ore successive
  • Segnalazione immediata di eventuali allergie a farmaci anestetici, antibiotici, lattice o disinfettanti, anche se già comunicate in fase di anamnesi
  • Presentarsi senza trucco intimo, profumi o creme cosmetiche sulla regione vulvare, per garantire le condizioni di asepsi richieste in sala operatoria

Come si esegue l’intervento di imenoplastica

L’imenoplastica è un intervento di chirurgia intima mini-invasiva che viene eseguito in regime di day surgery, in genere in anestesia locale eventualmente affiancata da una sedazione leggera. L’obiettivo è ottenere un aspetto anatomicamente armonico dell’anello imenale, rispettando la conformazione individuale dei tessuti e utilizzando suture riassorbibili che non richiedono alcuna rimozione: i fili si dissolvono spontaneamente nei giorni successivi all’intervento, man mano che la guarigione progredisce. La procedura, pur essendo tecnicamente contenuta, richiede un livello elevato di precisione microchirurgica, perché i tessuti coinvolti sono molto sottili e la qualità del gesto incide direttamente sulla naturalezza del risultato finale.

Accoglienza e preparazione

  • Accoglienza riservata della paziente, con un’attenzione specifica alla discrezione del percorso, e verifica della documentazione clinica, degli esami pre-operatori e del consenso informato firmato
  • Posizionamento sul lettino ginecologico in posizione litotomica, scelta che garantisce al chirurgo precisione del campo operatorio e alla paziente il massimo comfort possibile durante la procedura
  • Detersione accurata e antisepsi della regione vulvo-vaginale con soluzioni dedicate, per ridurre al minimo la flora batterica residente e prevenire il rischio infettivo
  • Infiltrazione dell’anestetico locale (in genere lidocaina, eventualmente associata ad adrenalina a bassissimo dosaggio), che garantisce analgesia completa per tutta la durata dell’intervento e contribuisce contemporaneamente al controllo del sanguinamento intraoperatorio
  • Verifica del comfort e della tranquillità della paziente prima di procedere: il dialogo continua anche in sala, perché ogni segnale di disagio viene immediatamente accolto

Fasi dell’intervento

  1. Valutazione anatomica intraoperatoria
    Una volta predisposto il campo operatorio, il Dott. Genzano analizza in dettaglio i residui dell’anello imenale, identificando con precisione i lembi residui, la loro consistenza e la loro estensione. Questa fase è determinante perché orienta in modo definitivo la scelta della tecnica più adatta al caso specifico.
  2. Preparazione dei tessuti (freshening)
    I margini mucosi vengono delicatamente rifiniti per esporre tessuto vitale e favorire la corretta adesione delle suture. Si tratta di un passaggio critico per ottenere una guarigione di qualità e una cicatrizzazione armoniosa, senza esiti retraenti o asimmetrie.
  3. Ricostruzione imenale
    La tecnica viene selezionata caso per caso, in base ai tessuti disponibili e all’anatomia della paziente:

    • Sutura dei lembi residui (imenorrafia semplice): quando i residui imenali sono sufficienti, vengono riavvicinati con micro-suture riassorbibili di calibro molto sottile, ricreando una membrana di aspetto naturale
    • Tecnica con lembo mucoso (flap vaginale): indicata quando i residui imenali sono insufficienti per una sutura diretta. Viene mobilizzato un piccolo lembo della mucosa vaginale circostante per ricostruire l’anello, sempre con materiali riassorbibili e nel rispetto della funzionalità della zona
    • Supporto del laser CO₂, quando disponibile e indicato: consente una maggiore precisione del taglio, un effetto emostatico immediato e un trauma tissutale ridotto, fattori che si traducono in un decorso post-operatorio più rapido
  4. Eventuali opzioni aggiuntive su esplicita richiesta
    In casi selezionati, e esclusivamente su richiesta informata della paziente, possono essere posizionati piccoli dispositivi biocompatibili e riassorbibili. Su questo punto è doveroso un chiarimento clinico-etico: si tratta di una scelta esclusivamente personale che non ha alcun valore clinico, diagnostico o probatorio, e che la chirurgia onesta presenta come tale. Dal punto di vista medico, infatti, la presenza o l’assenza di sanguinamento al primo rapporto sessuale non costituisce un indicatore affidabile di nulla, neppure dell’integrità imenale: la variabilità individuale è tale che una percentuale significativa di donne non sanguina al primo rapporto pur non avendo avuto esperienze precedenti. Conoscere queste informazioni fa parte del consenso veramente informato.
  5. Controllo finale e medicazione
    Il chirurgo verifica l’emostasi della zona trattata, applica una pomata cicatrizzante o antibiotica come previsto dal protocollo e posiziona una medicazione esterna leggera. Nella maggioranza dei casi non è necessario il posizionamento di tamponi vaginali, scelta che migliora il comfort della paziente nelle prime ore post-operatorie.

L’intervento è rapido, sicuro e profondamente personalizzato: ogni fase, dalla scelta della tecnica al tipo di sutura, viene calibrata sulla singola paziente per ottenere un risultato naturale, anatomicamente coerente e in linea con le aspettative concordate in fase di consulenza. La precisione del gesto chirurgico, l’utilizzo di materiali di alta qualità e il rispetto rigoroso dei protocolli di asepsi sono i tre pilastri che, insieme, definiscono la qualità di un’imenoplastica ben eseguita.

Le cicatrici

Una premessa importante: ogni intervento chirurgico produce un esito cicatriziale, e l’imenoplastica non fa eccezione. La differenza rispetto ad altre procedure è che, in questo caso, le suture vengono eseguite su un tessuto particolarmente favorevole alla guarigione — la mucosa dell’introito vaginale, una struttura altamente vascolarizzata e con elevata capacità rigenerativa — e questo si traduce in cicatrici generalmente impercettibili già dopo le prime settimane di guarigione.

L’utilizzo di micro-suture riassorbibili di calibro estremamente sottile (5-0 o 6-0) rappresenta un altro elemento determinante. Si tratta di fili che si dissolvono spontaneamente nell’arco di 10-20 giorni, senza necessità di alcuna rimozione, e che lasciano una linea cicatriziale così fine da mimetizzarsi naturalmente tra le pieghe mucose dell’introito, risultando del tutto invisibile a un’osservazione esterna. La precisione microchirurgica con cui vengono posizionati i punti incide in modo diretto sull’aspetto definitivo del risultato: ogni dettaglio, in una zona così delicata, fa la differenza.

L’evoluzione della cicatrizzazione segue tappe biologiche precise. Nelle prime due settimane è del tutto normale osservare un lieve arrossamento, un modesto edema dei tessuti e una sensazione di tensione locale, manifestazioni fisiologiche del processo di guarigione e non segni di complicanze. Tra la quarta e la sesta settimana, con la progressiva maturazione cicatriziale, i tessuti recuperano morbidezza, elasticità e colorazione naturale. A distanza di alcuni mesi, presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, l’esito si stabilizza in un risultato che, in condizioni di guarigione regolare, risulta virtualmente invisibile a occhio nudo.

La qualità della cicatrizzazione dipende anche da fattori che la paziente può direttamente controllare: il rispetto rigoroso del protocollo post-operatorio, una corretta igiene intima con detergenti a pH fisiologico, l’astensione dai rapporti sessuali per il periodo indicato dal chirurgo (in genere 4-6 settimane, fino alla completa guarigione clinica verificata in sede di controllo), l’astensione dal fumo nelle settimane perioperatorie e la regolarità delle visite di controllo programmate. Ogni indicazione ha un fondamento clinico preciso, e la sua puntuale osservanza è ciò che permette al risultato chirurgico di esprimersi nella sua piena qualità estetica e funzionale.

Fase post operatoria e recupero

L’imenoplastica è una procedura mini-invasiva che consente alla paziente di rientrare al proprio domicilio nella stessa giornata dell’intervento, con un decorso post-operatorio in genere rapido e poco impattante sulla quotidianità. Va però precisato un principio importante: la rapidità del recupero non significa che si possa “ignorare” il post-operatorio. Le prime 4-6 settimane rappresentano la finestra in cui i tessuti completano la loro guarigione, e il rispetto puntuale delle indicazioni del Dott. Genzano è ciò che fa la differenza tra un risultato stabile e duraturo e una ricostruzione che, a guarigione, possa risultare meno coerente con le aspettative iniziali.

  • Gestione del comfort: nelle prime 48 ore può manifestarsi un indolenzimento di entità lieve o moderata, accompagnato da una sensazione di tensione locale. Il sintomo è ben controllato dagli analgesici prescritti, da assumere secondo posologia anche in via preventiva nelle prime giornate, senza attendere che il fastidio diventi importante
  • Igiene intima quotidiana: la corretta detersione della zona, eseguita con detergenti delicati a pH fisiologico e con risciacqui abbondanti, è uno dei principali fattori di prevenzione delle complicanze infettive. Vanno evitate spugne, manipolazioni vigorose e prodotti profumati
  • Riposo e convalescenza: si consiglia un periodo di riposo relativo nei primi 3-4 giorni, evitando sforzi fisici, lunghe camminate, sollevamento di pesi e qualsiasi attività che metta sotto tensione la regione perineale. È invece consigliata una mobilizzazione leggera, utile alla circolazione
  • Attività sportiva: la ripresa va modulata in base al tipo di esercizio. Le attività cardiovascolari leggere (camminate prolungate, cyclette in modalità non aggressiva) possono essere riprese intorno alla terza settimana; gli sport più sollecitanti per il perineo — equitazione, ciclismo, ginnastica artistica, danza, pilates intenso, sollevamento pesi — vanno rimandati fino al pieno completamento della guarigione (in genere oltre le 6 settimane)
  • Astensione dai rapporti sessuali: per garantire la stabilità della ricostruzione e la corretta cicatrizzazione dei lembi imenali, è indispensabile astenersi da rapporti vaginali per almeno 30-40 giorni, e in alcuni casi fino a 6 settimane secondo l’indicazione clinica del chirurgo. La ripresa anticipata dei rapporti è il principale fattore che può compromettere il risultato
  • Restrizioni locali nelle prime settimane: per il periodo indicato dal chirurgo è opportuno evitare l’utilizzo di tamponi interni e coppette mestruali, ricorrendo solo ad assorbenti esterni. Sono inoltre da evitare bagni in vasca prolungati, piscine, mare, saune e bagni turchi, perché calore e contaminazione batterica possono interferire con la guarigione
  • Abbigliamento e accorgimenti pratici: nei primi giorni è preferibile biancheria intima in cotone di taglia comoda e abbigliamento non aderente, evitando jeans stretti, leggings molto compressivi o capi che esercitino frizione sulla zona trattata
  • Astensione dal fumo: prosegue fino al completamento della guarigione, perché la nicotina rallenta la cicatrizzazione delle mucose anche in interventi di entità contenuta
  • Guarigione clinica completa: il consolidamento dei tessuti e il riassorbimento totale delle micro-suture avvengono in media in 4-6 settimane. Il risultato anatomico definitivo si stabilizza progressivamente nei mesi successivi, man mano che le mucose recuperano piena morbidezza ed elasticità

Sebbene il decorso sia, nella maggioranza dei casi, regolare, è importante che la paziente sappia riconoscere alcuni segnali che richiedono una valutazione tempestiva: dolore acuto non controllato dagli analgesici, sanguinamento abbondante o persistente, fuoriuscita di secrezioni anomale, arrossamento e calore localizzato, gonfiore in aumento dopo i primi giorni, febbre superiore a 38°C. In presenza di uno qualsiasi di questi sintomi è essenziale contattare lo studio del Dott. Genzano a Verona senza esitazioni: un controllo precoce risolve nella quasi totalità dei casi, in modo semplice, situazioni che — se trascurate — potrebbero richiedere interventi più complessi.

Il rispetto rigoroso di queste indicazioni è il vero alleato del risultato chirurgico: l’imenoplastica è un intervento tecnicamente raffinato ma con margini di guarigione delicati, e il modo in cui la paziente vive le prime settimane post-operatorie incide in maniera concreta sulla qualità del risultato finale.

Rischi e complicazioni

L’imenoplastica è una procedura chirurgica sicura e ampiamente consolidata, in particolare quando eseguita da specialisti esperti in ambienti operatori certificati e nel rispetto dei protocolli sanitari vigenti. È però giusto chiarire un principio che vale per ogni atto medico: nessun intervento — per quanto contenuto — può essere considerato del tutto privo di rischi. Per questo, in fase di consulenza preoperatoria, il Dott. Genzano dedica sempre del tempo a illustrare alla paziente sia i fenomeni post-operatori attesi — che fanno parte del normale decorso di guarigione — sia le complicanze possibili, perché solo da un’informazione completa nasce un consenso veramente informato.

  • Lieve sanguinamento e modesto gemizio ematico nelle prime 24-48 ore: si tratta di un fenomeno fisiologico atteso e non di una complicanza, dovuto alla naturale risposta dei piccoli vasi della mucosa al gesto chirurgico. Si risolve spontaneamente in poche giornate
  • Edema, lieve dolorabilità e sensazione di tensione locale nelle prime giornate, manifestazioni anch’esse fisiologiche, gestibili con la terapia analgesica prescritta
  • Infezioni locali: complicanza poco frequente, prevenuta attraverso la sterilità della sala operatoria, l’antisepsi accurata pre-intervento, l’eventuale profilassi antibiotica e una corretta igiene intima post-operatoria. Quando si presenta, è gestita efficacemente con una terapia mirata
  • Sanguinamenti più significativi o piccoli ematomi: eventualità rara, dovuta alla particolare vascolarizzazione della regione, gestibile con un controllo clinico tempestivo e, nei casi più rari, con un piccolo intervento di revisione
  • Cicatrizzazione di qualità non ottimale: in alcune pazienti, soprattutto in presenza di predisposizioni individuali, possono formarsi piccole cicatrici interne fibrose o tessuti retraenti, trattabili con massaggi dedicati, terapie topiche specifiche o, in casi selezionati, piccole revisioni
  • Alterazioni transitorie della sensibilità della regione vulvare o vaginale, in genere temporanee e con recupero spontaneo nelle settimane successive, dovute al transitorio coinvolgimento di piccole terminazioni nervose
  • Dispareunia (dolore durante i rapporti) alla ripresa dell’attività sessuale: eventualità infrequente, spesso legata a una cicatrizzazione lievemente rigida o a una ripresa precoce dei rapporti rispetto al periodo di astensione consigliato. È nella quasi totalità dei casi risolvibile con tempo, terapie locali idratanti o, quando opportuno, un breve percorso di fisioterapia del pavimento pelvico
  • Riapertura parziale della sutura o esito ricostruttivo non stabile: complicanza rara, in genere associata al mancato rispetto del periodo di astensione dai rapporti o di altre indicazioni post-operatorie. Quando si verifica, può essere corretta con un intervento di revisione
  • Insoddisfazione rispetto alle aspettative: come per ogni intervento di chirurgia ricostruttiva, possono esistere differenze tra il risultato atteso e quello effettivamente ottenuto. Una consulenza preoperatoria approfondita, in cui le aspettative vengono esplicitate e calibrate sulle reali possibilità della tecnica, è il principale strumento di prevenzione

Una parte importante della prevenzione delle complicanze dipende dalla paziente stessa: la sospensione del fumo nelle settimane perioperatorie, il rispetto rigoroso del periodo di astensione dai rapporti, una corretta igiene intima quotidiana, l’osservanza delle restrizioni nelle prime settimane e la regolarità dei controlli post-operatori sono le variabili che più incidono sulla riduzione del rischio. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, un’anamnesi accurata, una pianificazione attenta e il dialogo costante tra paziente ed équipe contribuiscono in modo concreto a un decorso fluido e sicuro. Diffidare di chi presenta la chirurgia intima — o qualsiasi altra chirurgia — come priva di rischi è il primo passo verso una scelta consapevole e responsabile.

Risultati

L’obiettivo principale dell’imenoplastica è il ripristino di un aspetto anatomicamente armonico del margine imenale e dell’introito vaginale. È importante chiarire fin da subito un punto clinicamente rilevante: l’intervento è progettato per non interferire né con la lubrificazione né con la sensibilità della zona intima. Queste funzioni, infatti, dipendono prevalentemente dal clitoride, dalle ghiandole vestibolari e dalla mucosa vaginale e vestibolare — strutture che non vengono coinvolte dalla procedura chirurgica. La paziente, una volta completata la guarigione, conserva integralmente la propria fisiologia sessuale e nessun aspetto della propria sfera funzionale viene compromesso dalla ricostruzione.

Il risultato estetico diventa apprezzabile nell’immediato, ma la stabilizzazione completa dei tessuti richiede in genere 4-6 settimane. In questo arco temporale l’edema post-operatorio si riassorbe progressivamente, le micro-suture riassorbibili si dissolvono spontaneamente in circa 10-20 giorni senza necessità di alcuna rimozione, e le sottili cicatrici residue diventano impercettibili, mimetizzandosi nelle naturali pieghe della mucosa. Il risultato anatomico si consolida poi nei mesi successivi, man mano che i tessuti recuperano piena morbidezza ed elasticità.

Per quanto riguarda il recupero funzionale:

  • Rapporti sessuali: la ripresa è prevista solo dopo il controllo medico di guarigione, in genere a distanza di 4-6 settimane dall’intervento, in modo da garantire la corretta maturazione cicatriziale e la stabilità dei tessuti ricostruiti
  • Caratteristiche del tessuto ricostruito: la membrana ottenuta presenta sottigliezza e cedevolezza paragonabili a quelle di un imene naturale, ed è progettata per integrarsi armoniosamente con l’anatomia circostante, senza costituire alcun ostacolo funzionale alla vita sessuale una volta completato il periodo di guarigione
  • Eventuale inserimento di dispositivi riassorbibili: esclusivamente su richiesta esplicita e informata della paziente, e nei soli casi in cui sia stata effettivamente concordata in fase di consulenza, è possibile prevedere il posizionamento di piccole capsule biocompatibili. Su questo punto è doveroso ribadire un chiarimento clinico: il dispositivo non ha alcun valore diagnostico, probatorio o “certificativo”, perché — come la letteratura medica internazionale ribadisce in modo chiaro — non esiste alcun esame clinico in grado di “certificare la verginità”, e la presenza o l’assenza di sanguinamento al primo rapporto non costituisce un indicatore affidabile di alcunché. La scelta resta esclusivamente personale, e il chirurgo si limita ad accoglierla informando la paziente nei termini reali

Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, la qualità del risultato finale dipende da diversi fattori che si combinano tra loro: l’anatomia di partenza della paziente, la tecnica chirurgica selezionata caso per caso, la precisione dell’esecuzione microchirurgica e il rigoroso rispetto delle indicazioni post-operatorie. Quando, in casi rari, l’esito estetico richiedesse un perfezionamento, è possibile programmare un piccolo intervento di revisione ambulatoriale, eseguito anch’esso in anestesia locale, per affinare il risultato e raggiungere il livello di soddisfazione concordato con la paziente fin dalla prima consulenza.

Imenoplastica Verona
Verona

Dove viene eseguito l'intervento

La Clinica Ireos esegue interventi di Imenoplastica Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.

  • Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
  • 055.332595
  • info@clinicaireos.com
  • Orario di apertura
    dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00

Come raggiungerci

Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.

In auto

Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).

Autobus

Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.

In treno

La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.

Aereo

L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).

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Quanto cost l’imenoplastica a Verona

Il costo varia in base alla struttura, al chirurgo e alla città. In Italia, una imenoplastica ha un prezzo medio compreso tra 1.500 e 2.500 euro. Si tratta di un intervento di chirurgia intima non coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, in quanto privo di finalità terapeutiche.

Il costo comprende:

  • visita multidisciplinare e esami pre‑operatori
  • sala operatoria con anestesia e materiali di sutura
  • ricovero di 1‑7 giorni, a seconda del caso
  • dilatazioni vaginali guidate da personale specializzato
  • controlli post‑operatori fino a 12 mesi

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Domande Frequenti

L’imenoplastica è una procedura di microchirurgia intima ricostruttiva che mira a ripristinare la continuità anatomica della membrana imenale, attraverso il riavvicinamento dei lembi residui dell’imene mediante punti di sutura molto sottili e riassorbibili. La tecnica scelta — sutura semplice dei lembi, plastica con lembo mucoso o ricostruzione combinata — viene definita caso per caso in base alla conformazione anatomica della paziente. L’intervento si svolge in regime di day surgery, in anestesia locale eventualmente affiancata da una sedazione leggera, con tempi di recupero rapidi e nessuna cicatrice visibile dall’esterno.

L’obiettivo dell’imenoplastica è ripristinare un aspetto anatomico armonioso del margine imenale, in seguito a lacerazioni dovute ad attività sportive a impatto perineale (equitazione, ginnastica, danza, ciclismo intenso), traumi pregressi, esiti post-partum, micro-lesioni o esperienze personali di varia natura. Le motivazioni che portano una donna a richiedere questo intervento possono essere cliniche, estetiche, personali, culturali, religiose o legate al proprio percorso di rielaborazione: tutte sono ugualmente legittime, purché nascano da una scelta libera e consapevole della paziente. È importante chiarire che la procedura non interferisce in alcun modo con la fertilità, il desiderio sessuale, la lubrificazione, la sensibilità o il ciclo mestruale: queste funzioni dipendono da strutture anatomiche differenti che non vengono coinvolte dall’intervento.

No, e questa è una delle informazioni più importanti che una paziente dovrebbe conoscere prima di prendere una decisione. Dal punto di vista medico, la “verginità” non è un concetto clinico ma un costrutto sociale: non è una condizione anatomica oggettiva e non può essere certificata. L’imene, infatti, è una struttura anatomica naturalmente molto variabile da donna a donna: può presentarsi in conformazioni diverse, può essere parzialmente o completamente assente fin dalla nascita, e la sua presenza o integrità non è correlata alla storia personale o sessuale della donna. L’imenoplastica agisce esclusivamente sul piano anatomico, ricostruendo la continuità della membrana per ragioni estetiche o personali, ma non attribuisce a questa ricostruzione alcun significato clinico, simbolico o probatorio che la medicina moderna possa avallare.

No. Nessun esame clinico, nessun test diagnostico e nessuna valutazione visiva sono in grado di certificare la verginità di una persona, perché — come ribadito dalla letteratura medica internazionale e dalle posizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità — non esiste un parametro anatomico oggettivo che corrisponda a questo concetto. Per questa ragione, il Dott. Genzano non rilascia in alcun caso documenti che attestino la verginità della paziente. Su richiesta, è possibile rilasciare esclusivamente la documentazione clinica standard relativa all’intervento eseguito e al decorso post-operatorio, in coerenza con le normali pratiche professionali.

No, e su questo punto è importante essere chiari per evitare aspettative non realistiche. La presenza o l’assenza di sanguinamento al primo rapporto sessuale non è un evento garantito né in natura né dopo un intervento di imenoplastica: una percentuale significativa di donne, secondo la letteratura ginecologica internazionale, non sanguina al primo rapporto pur non avendo avuto esperienze precedenti, semplicemente per la grande variabilità individuale dell’anatomia imenale. La ricostruzione chirurgica riproduce le caratteristiche di un imene naturale, con tutto ciò che questo implica — inclusa la stessa imprevedibilità. In casi selezionati, e esclusivamente su richiesta esplicita e informata della paziente, è possibile integrare la procedura con piccoli dispositivi biocompatibili e riassorbibili che possono favorire una lieve perdita ematica al primo rapporto: si tratta tuttavia di una scelta personale priva di qualsiasi valore clinico o probatorio, e va affrontata sapendo che il suo significato resta unicamente individuale.

A guarigione completa, le micro-suture si sono riassorbite spontaneamente e i tessuti mucosi tendono a uniformarsi nelle naturali pieghe della mucosa vaginale, rendendo le cicatrici interne estremamente difficili da identificare. Un occhio clinico molto esperto, in alcuni casi, può eventualmente notare piccoli esiti cicatriziali residui, ma nella maggioranza dei casi e in un’ispezione ginecologica di routine l’intervento risulta sostanzialmente impercettibile. Va però precisato un aspetto importante: l’imene è anatomicamente così variabile da donna a donna che, anche senza alcun intervento chirurgico, le sue conformazioni naturali sono talmente diverse da rendere difficile, su base puramente visiva, qualsiasi affermazione clinica certa sulla sua storia.

L’intervento è sostanzialmente indolore: viene eseguito in anestesia locale, che insensibilizza completamente l’area trattata per tutta la durata della procedura. Quando la paziente lo preferisce per ragioni di comfort o quando il quadro clinico lo suggerisce, all’anestesia locale può essere affiancata una sedazione cosciente o leggera, somministrata da un anestesista dedicato, che permette di vivere l’intervento in uno stato di rilassamento profondo, privo di stress emotivo. Nel post-operatorio è normale percepire un lieve indolenzimento o una sensazione di tensione locale nelle prime 48 ore, ben gestibili con i comuni analgesici prescritti, che si risolvono spontaneamente nel volgere di pochi giorni.

La durata media in sala operatoria è di 30-60 minuti, con tempi che possono estendersi a 60-90 minuti nei casi che richiedono ricostruzioni più articolate, plastie complete dei lembi imenali o piccoli rimodellamenti dell’introito vaginale. Trattandosi di una procedura ambulatoriale o in day surgery, la dimissione avviene nella stessa giornata, dopo un periodo di osservazione clinica di circa 1-3 ore durante il quale vengono monitorati i parametri vitali e verificato lo stato locale della sutura. È in genere consigliata la presenza di una persona di fiducia per il rientro a casa, soprattutto nei casi in cui sia stata effettuata una sedazione.

Le attività quotidiane leggere possono essere riprese praticamente da subito, già nelle 48-72 ore successive all’intervento. Il lavoro sedentario è in genere accessibile dopo i primi giorni di riposo relativo. L’attività sportiva va invece reintrodotta in modo graduale: cardiovascolare leggera intorno alla terza settimana, sport con sollecitazione del perineo (equitazione, ciclismo, ginnastica artistica, danza, sollevamento pesi) solo dopo le 6 settimane. I rapporti sessuali vaginali devono essere sospesi per almeno 4-6 settimane, fino al controllo di guarigione effettuato dal chirurgo, per consentire la corretta cicatrizzazione dei tessuti, il riassorbimento completo delle micro-suture e la stabilizzazione della ricostruzione. Anticipare questa fase è il principale fattore che può compromettere il risultato dell’intervento.

No. Le cicatrici dell’imenoplastica sono interne, posizionate sulla mucosa dell’introito vaginale, e non producono alcun segno esterno sul corpo. Le suture utilizzate sono riassorbibili e di calibro estremamente sottile (5-0 o 6-0): si dissolvono spontaneamente in 10-20 giorni senza alcuna necessità di rimozione medica. La mucosa è inoltre uno dei tessuti che cicatrizza con i risultati estetici migliori, grazie alla sua elevata vascolarizzazione e capacità rigenerativa. Con il completamento del processo di guarigione — entro circa 4-6 settimane — gli esiti cicatriziali risultano virtualmente indistinguibili dai tessuti circostanti.

L’imenoplastica è considerata un intervento di chirurgia minore con un profilo di rischio contenuto, ma — come ogni atto chirurgico — non è del tutto priva di possibili complicanze. Tra quelle riportate in letteratura figurano: piccoli sanguinamenti post-operatori, infezioni locali (poco frequenti grazie ai protocolli di asepsi e all’eventuale profilassi antibiotica), cicatrizzazione irregolare con piccole retrazioni, alterazioni temporanee della sensibilità, dispareunia transitoria alla ripresa dei rapporti e, raramente, riapertura parziale della sutura quando le indicazioni post-operatorie non vengono rispettate (in particolare il periodo di astensione dai rapporti). Una visita pre-operatoria approfondita con il Dott. Genzano, una corretta anamnesi e il rispetto rigoroso delle indicazioni post-operatorie sono i tre fattori che riducono al minimo la probabilità di complicanze.

Il costo dell’intervento dipende da diversi fattori: la tipologia di tecnica chirurgica scelta in base alla conformazione anatomica, l’eventuale utilizzo della sedazione cosciente in aggiunta all’anestesia locale, la complessità del singolo caso e l’eventuale integrazione di accorgimenti aggiuntivi richiesti dalla paziente. Per questo motivo non è possibile fornire un prezzo standardizzato senza una valutazione preliminare. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona è possibile richiedere una prima consulenza riservata, durante la quale viene definito il piano chirurgico personalizzato e formulato un preventivo all-inclusive che comprende visita specialistica, intervento, eventuali esami pre-operatori e controlli post-operatori programmati. È sempre opportuno diffidare di preventivi telefonici o di cifre fornite senza un’effettiva visita: in chirurgia, ogni quotazione seria nasce solo dopo un’analisi clinica della paziente.

Sì. L’imenoplastica viene eseguita esclusivamente su pazienti maggiorenni, dopo una valutazione clinica completa e la firma del consenso informato. Il limite anagrafico non è una formalità burocratica, ma una garanzia etica: l’intervento richiede una decisione pienamente autonoma e consapevole, maturata in completa libertà rispetto a eventuali pressioni esterne — familiari, sentimentali, comunitarie. Presso lo studio del Dott. Genzano a Verona, ogni richiesta viene valutata anche sotto questo profilo, e quando il chirurgo percepisce indicatori di una scelta non pienamente libera, è suo dovere etico approfondire il colloquio o, se necessario, posticipare la decisione fino a una piena maturazione della richiesta.

Sono due interventi tecnicamente distinti, con finalità completamente diverse. L’imenoplastica è una procedura ricostruttiva: ripristina la continuità anatomica di un imene lacerato o irregolare attraverso il riavvicinamento dei lembi residui, per ragioni estetiche o personali. L’imenotomia, invece, è una procedura risolutiva di un problema clinico: consiste in un’incisione chirurgica praticata su un imene imperforato o particolarmente rigido che impedisce il normale deflusso del sangue mestruale (causando dolore e ritenzione ematica), oppure rende impossibili o estremamente dolorosi i rapporti sessuali. In sintesi: l’imenoplastica costruisce, l’imenotomia rimuove un ostacolo anatomico. La diagnosi corretta tra le due indicazioni viene posta dal medico durante la visita ginecologica preliminare.

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