Eliminare le cicatrici: tutto quello che c’è da sapere

Cosa sono le cicatrici?

La cicatrice è un inestetismo cutaneo conseguente a un danno della pelle (ferita o abrasione), dovuto a un processo di riparazione della cute nella quale derma ed epidermide si attivano nella produzione di tessuto fibroso, allo scopo di rimarginare la lesione e accostare i lembi della ferita.

La cicatrice può essere più o meno estesa a seconda della gravità e della tipologia di evento dannoso, ma senza dubbio, l’esito della guarigione dipenderà tanto sia dalle caratteristiche cutanee che dai trattamenti messi in atto per minimizzare il processo cicatriziale.

Dobbiamo pensare che la cicatrizzazione è un meccanismo che il nostro corpo mette in atto fisiologicamente come risposta protettiva a danni esterni.

Un qualsiasi tipo di lesione infatti, sia essa causata da eventi accidentali o voluti (come nel caso di tagli per chirurgia estetica), mastectomia, addominoplastica, mastoplastica additiva o riduttiva ecc, rompe l’integrità della nostra barriera cutanea, esponendoci al rischio di infezioni ed emorragie.

Ecco perchè l’organismo mette in campo un sistema specializzato di cellule, pronte a intervenire tempestivamente alla riparazione del danno, attraverso una serie di processi che bloccano dapprima il sanguinamento (coagulazione) e poi avviano la riparazione cutanea.

In questa fase entrano in gioco i fibrobasti, cellule deputate a produrre grandi quantitativi di elastina e collagene, per potenziare la formazione di nuovo tessuto epiteliale. Al contempo inizia ad avviarsi un processo di vascolarizzazione del tessuto cutaneo, riformando i vasi che sono stati lesionati a causa del trauma.

I tempi di guarigione dipenderanno dalla profondità della ferita, dalla sede della lesione e dallo stato di conservazione dei lembi cutanei. Così come l’esito cicatriziale è fortemente influenzato dalle caratteristiche individuali della pelle (elasticità, età, stile di vita).

Come si classificano le cicatrici?

Le cicatrici possono distinguersi a seconda delle loro caratteristiche in: ipertrofiche, atrofiche o cheloidi.

Cicatrici ipertrofiche: esito cicatriziale nel quale vi è stata un’eccessiva attività di produzione di collagene da parte delle cellule, e come risultato la pelle apparirà ispessita e sollevata nella sede della ferita. Una caratteristica di questa cicatrice è che rende la pelle meno flessibile e limita di molto l’elasticità e il movimento. In una fase iniziale la cicatrice appare più rossa, ma se adeguatamente trattata, il processo di ispessimento cutaneo e quindi ipertrofia della cicatrice, è reversibile.

In una piccola percentuale di casi invece, questa risposta anomala della cute alla riparazione della ferita, esita in un’iperproduzione di tessuto cicatriziale che diventa nodulare e che si estende ben oltre i confini della ferita stessa, in un processo irreversibile che porta alla formazione dei cosiddetti cheloidi.

Al contrario, in alcuni casi possono formarsi delle cicatrici atrofiche: spesso il risultato di pelli più mature e non troppo reattive, oppure derivanti da ferite disomogenee e grandi i cui lembi fanno fatica a ricongiungersi. La cicatrice atrofica crea un vero e proprio avvallamento nella pelle, e si forma perchè durante la rimarginazione non vengono prodotti adeguati quantitativi di collagene ed elastina in risposta al trauma della pelle.

Cicatrici post-chirurgiche: come trattarle

Ogni intervento chirurgico, si sa, presenta una duplice criticità: l’intervento stesso, che espone il paziente al trauma del taglio, dell’anestesia e della degenza ospedaliera, ma soprattutto la fase successiva, nella quale il recupero è più o meno semplice a seconda delle caratteristiche dell’intervento eseguito e dell’età anagrafica del paziente.

La chirurgia ha compiuto grandi passi avanti nel campo degli interventi, e le nuove tecniche permettono spesso di limitare il danno a carico della cute, eseguendo gli interventi in laparoscopia o tramite tecnologie computerizzate.

Anche gli interventi classici, dove si esegue per necessità il taglio con il bisturi, sono molto meno invasivi di una volta: basti pensare al taglio cesareo nel quale la ferita segue perfettamente la direzione dei piani anatomici e non è più lunga di 12-13 cm.

In tutti questi casi, lo specialista segue il paziente anche nel decorso successivo all’intervento, visitandolo in controlli periodici, e il corretto trattamento della ferita fa parte degli elementi che possono definire positiva la riuscita generale dell’operazione chirurgica.

Disinfezione della ferita

Come precedentemente accennato, il taglio o la lacerazione della pelle espongono i nostri organi interni al contatto con ciò che solitamente è schermato e permeato efficacemente dalla cute.

La nostra pelle è ricoperta di batteri che vivono in simbiosi con il nostro organismo e che in condizioni fisiologiche non possono arrecarci alcun danno.

La ferita rappresenta però un varco di accesso al tessuto vascolare, cosa che può esporre a rischio di sviluppare gravi infezioni e setticemie.

Ecco perchè, il primo fondamentale passaggio nel trattamento delle ferite è la loro corretta pulizia e disinfezione.

Bisogna avere cura di studiare l’aspetto della ferita, pulendola o attraverso dei lavaggi con acqua fisiologica e disinfettante, o, se si osserva l’inizio di un processo suppurativo da parte delle cellule, trattarla con disinfettanti antisettici che agiscano a livello locale.

Dopo un’intervento chirurgico lo specialista prescrive nella gran parte dei casi un antibiotico per via orale, proprio per limitare la proliferazione batterica nella sede dell’infezione, dal momento che già l’organismo soggetto a operazione, sarà di per sè più debilitato ed esposto a rischi.

La medicazione della ferita può essere eseguita da un paziente, un familiare o da personale specializzato, e secondo indicazione del medico saranno utilizzati anche garze e bendaggi da cambiare periodicamente, per tenere l’ambente pulito e disinfettato.

Applicazione di prodotti in crema.

crema per trattare le cicatrici

Un segreto per evitare l’ispessimento cutaneo o la sua atrofia, è scegliere i prodotti più adeguati al trattamento della cicatrice, anche in relazione alla sede dell’intervento e al target di riferimento.

Le migliori creme da applicare sulle cicatrici sono formulazioni idratanti studiate allo scopo di aumentare la velocità di rimarginazione della ferita.

Tra gli attivi più efficaci compare spesso l’acido ialuronico, costituente fondamentale della nostra cute con una funzione riempitiva ed elasticizzante.

Le creme a base di acido ialuronico sono adatte ad una fase preliminare di trattamento, quando favoriscono la corretta rimarginazione dei lembi della ferita e mantengono la pelle idratata.

Altra sostanza utile e altamente indicata nel trattamento delle lesioni cutanee è l’allantoina: conosciuta per le sue proprietà lenitive e capace di velocizzare i processi di riparazione della cute.

L’allantoina è adatta sia al trattamento delle cicatrici ipertrofiche che per contrastare la formazione dei cheloidi, in quanto, insieme all’urea, riesce a lavorare bene sugli ispessimenti cutanei, restituendo alla pelle la sua naturale texture.

Anche i polimeri di silicone rientrano nelle tecnologie più innovative dei dispositivi medici in crema, grazie alla loro azione schermante sulla ferita, formano una pellicola trasparente e impermeabile che riduce il rossore, attenua il prurito e tratta in modo efficace la cicatrice.

Insieme a queste creme trattanti, è indispensabile proteggere la cicatrice dai potenziali danni indotti dal sole, utilizzando dei prodotti con filtri UV, che minimizzano l’esposizione della pelle alle dannose radiazioni.
Il sole infatti, colpendo queste parti estremamente sensibili, ne può provocare l’ispessimento e soprattutto la formazione di antiestetiche macchie scure che non regrediscono con il passare del tempo.

Trattamenti dermatologici contro le cicatrici

Qualora la situazione delle vostre cicatrici non fosse risolta attraverso l’uso di prodotti in crema, o nel caso in cui presentiate segni di vecchie cicatrici ispessite dal tempo, è possibile ricorrere a dei trattamenti medici che miglioreranno il risultato della parte ispessita.

Questi trattamenti includono: la tecnologia laser, che stimola le cellule del derma a rinnovare le componenti cutanee rimodellando la cicatrice; la crioterapia, che sfrutta l’azoto liquido per congelare la cicatrice, rimuovendo la parte ispessita e attivando la rigenerazione della cute; la dermoabrasione, che consiste in un trattamento meccanico di limatura della cicatrice, e infine, le infiltrazioni a base di acido ialuronico, che sfruttano un pò lo stesso principio delle creme, ma essendo iniettate direttamente sotto la cute si posizionano nello strato dermico, rimodellando l’esito cicatriziale dalla base.

Oltre a questi trattamenti di dermatologia, vi è la possibilità di ricorrere a terapie farmacologiche a base di cortisonici o interferone, iniettati direttamente nella sede della ferita.

Trattamenti chirurgici di rimozione della cicatrice

Nell’ambito della chirurgia esiste un campo medico dedicato alla rimozione delle ferite post-operatorie, che si basa sulla escissione della cicatrice o su interventi più laboriosi come l’impianto di innesti cutanei, utili soprattutto in seguito ad ustioni profonde che renderebbero difficoltosa la rigenerazione cutanea per via fisiologica.

Qualsiasi sia la natura del vostro inestetismo cutaneo, sia esso derivato da un taglio chirurgico o da un evento dannoso a carico della pelle, è fondamentale prendervi cura della ferita sin da subito, prevenendo in modo efficace le potenziali complicanze derivabili da un inadeguato trattamento delle vostre ferite.

Nei tagli conseguenti a chirurgia, la ferita è molto profonda, ma allo stesso tempo la presenza dei punti di sutura facilita la rimarginazione dei lembi e la ricomposizione della fisiologia cutanea.

I trattamenti indicati sono validi per trattare anche le fastidiose cicatrici da acne, spesso fastidiosi segni rossi della pelle, che se non adeguatamente trattati tendono a non scomparire e creare disagio nella popolazione colpita.