Otoplastica Verona

L’otoplastica è l’intervento di chirurgia estetica dedicato alla correzione delle orecchie prominenti (comunemente chiamate “a sventola”) e delle asimmetrie del padiglione auricolare. Per molte persone non si tratta semplicemente di una modifica estetica del viso, ma di un passo che permette di lasciare alle spalle un disagio spesso vissuto fin dall’infanzia o dall’adolescenza. A Verona, il Dott. Genzano esegue l’otoplastica con tecniche mini-invasive che permettono di rimodellare la cartilagine e riavvicinare le orecchie al capo, con un obiettivo preciso: un risultato naturale e armonioso, in cui la nuova posizione delle orecchie sia coerente con i tratti del volto della persona, non un cambiamento radicale.

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Otoplastica a firenze presso la Clinica Ireos

Cos’è l’otoplastica?

L’otoplastica è un intervento di chirurgia estetica che permette di correggere alcune particolarità del padiglione auricolare — orecchie a sventola (o ad ansa), malformazioni del padiglione, orecchie sproporzionate rispetto al volto e asimmetrie tra un lato e l’altro. La procedura consiste in un rimodellamento della cartilagine di uno (otoplastica monolaterale) o di entrambi (otoplastica bilaterale) i padiglioni auricolari, restituendo loro una forma e una posizione più armoniose rispetto al resto del volto.

Le orecchie a sventola

Le orecchie a sventola, chiamate anche ad ansa o sporgenti, sono una caratteristica anatomica spesso a base genetica ed ereditaria, frequentemente presente in più membri della stessa famiglia, al pari di altri tratti somatici come il mento sporgente o il naso aquilino.

La causa è una conformazione particolare della cartilagine del padiglione, in cui la piega cutanea naturale chiamata antelice risulta poco sviluppata o assente. In condizioni normali, l’antelice fa “piegare” il padiglione verso il capo; quando questa piega manca, l’orecchio resta sporgente. Anche l’angolo tra il padiglione e la testa contribuisce all’aspetto: in genere oscilla tra i 20 e i 30 gradi, mentre nelle orecchie a sventola supera i 30-35 gradi.

È importante chiarire un punto spesso fonte di preoccupazione: le orecchie a sventola non comportano alcun problema per la funzionalità uditiva né per la salute. Possono però essere fonte di disagio psicologico, in particolare in età scolare e adolescenziale, dove il confronto con i coetanei può diventare motivo di sofferenza. È in genere questo aspetto — non quello clinico — a portare la persona o la famiglia alla scelta dell’otoplastica.

Dopo l’intervento, la nuova forma del padiglione si stabilizza in modo duraturo. Va precisato, in chiave di onestà clinica, che una piccola percentuale di recidive (cioè il graduale ritorno della cartilagine verso la conformazione precedente) può presentarsi a distanza di tempo, soprattutto in pazienti con cartilagine particolarmente robusta o quando le indicazioni post-operatorie non vengono rispettate. Per questa ragione il Dott. Genzano a Verona seleziona la tecnica chirurgica più adatta caso per caso e fornisce indicazioni precise per il post-operatorio, in modo che il risultato sia il più stabile possibile nel tempo.

A chi si rivolge l’intervento di otoplastica

L’otoplastica è indicata per uomini, donne e bambini che desiderano correggere caratteristiche congenite o acquisite della forma, delle dimensioni o della proiezione delle orecchie. Quando le orecchie risultano sproporzionate rispetto al volto, possono essere fonte di un disagio psicologico non trascurabile, in particolare in età scolare e adolescenziale, che l’intervento permette di affrontare in modo concreto.

A Verona, il Dott. Genzano valuta ogni caso individualmente per ripristinare l’equilibrio estetico del volto, intervenendo su condizioni come:

  • Orecchie prominenti o “a sventola”: eccessiva proiezione del padiglione rispetto al capo
  • Asimmetrie: quando la sporgenza interessa un solo lato o è differente tra i due padiglioni
  • Macrotia: orecchie proporzionalmente troppo grandi rispetto al volto
  • Assenza o appiattimento dell’antelice: mancanza della naturale piega cartilaginea interna che conferisce forma all’orecchio
  • Lobi dismorfici, fessurati o lacerati: correzione di lobi danneggiati da orecchini pesanti o dilatatori (loboplastica)
  • Esiti post-traumatici o malformazioni congenite: ricostruzione delle pieghe cartilaginee per un profilo naturale

Nota per i genitori: l’otoplastica è uno dei pochi interventi di chirurgia estetica eseguibili in età pediatrica, in genere a partire dai 6-7 anni, quando lo sviluppo della cartilagine auricolare è quasi completo. Operare in età scolare può prevenire i disagi psicologici legati al confronto con i coetanei. È però importante un principio: la richiesta deve venire dal bambino, non solo dai genitori. Il Dott. Genzano dedica una parte significativa della consulenza pediatrica al dialogo diretto con il piccolo paziente, per capire se il disagio è effettivamente sentito e se ha la maturità per affrontare il percorso operatorio in modo sereno.

È altrettanto importante chiarire chi non è un candidato ideale all’otoplastica: pazienti con aspettative di simmetria perfetta tra i due lati (una piccola differenza tra i due padiglioni è in genere mantenuta anche dopo l’intervento, perché una simmetria assoluta rischia di apparire innaturale); persone con infezioni cutanee in atto nella regione auricolare, da trattare prima dell’intervento; pazienti con patologie sistemiche non compensate o disturbi della coagulazione; fumatori non disposti a sospendere il fumo nelle settimane perioperatorie. In tutti questi casi, il Dott. Genzano illustra con onestà i limiti dell’intervento e, quando opportuno, propone di posticipare la procedura: una buona consulenza si misura anche dalla capacità di riconoscere quando l’intervento non è la scelta giusta, oggi o in assoluto.

Caratteristiche Intervento

Durata del trattamento

L’intervento di otoplastica ha una durata media compresa tra 1 e 2 ore, in base al tipo di correzione necessaria e alla tecnica scelta. L’otoplastica monolaterale (su un solo orecchio) richiede in genere meno tempo, mentre l’otoplastica bilaterale con correzione completa di entrambi i padiglioni si svolge in circa 1,5-2 ore. Il Dott. Genzano privilegia sempre la precisione del gesto chirurgico, perché in un intervento dove la simmetria tra i due lati e la naturalezza della piega cartilaginea sono determinanti per il risultato, è la cura del dettaglio a fare la differenza.

Anestesia

Nei pazienti adulti, l’otoplastica viene in genere eseguita in anestesia locale con sedazione, con la presenza di un anestesista dedicato per il monitoraggio dei parametri vitali. Si tratta di una modalità che garantisce comfort durante la procedura e tempi di recupero più rapidi.

Nei bambini, l’intervento viene invece eseguito quasi sempre in anestesia generale: è la scelta più sicura, perché permette al chirurgo di lavorare in condizioni di completa immobilità del paziente — condizione necessaria nella precisione richiesta da quest’intervento — e tutela il bambino da un’esperienza che potrebbe risultare emotivamente difficile da affrontare in stato di coscienza.

L’intervento si svolge in regime di day surgery con rientro a casa nella stessa giornata, dopo un periodo di osservazione adeguato.

Otoplastica Firenze

Prima & Dopo

Prima del trattamento di otoplastica otoplastica firenze

Preparazione

La fase preoperatoria è una parte importante del percorso, perché incide concretamente sulla sicurezza dell’intervento e sulla qualità del risultato. Una buona preparazione comincia con un’anamnesi accurata, in cui il Dott. Genzano ascolta in dettaglio le richieste del paziente — o, nel caso dell’otoplastica pediatrica, del bambino e dei genitori — per costruire un piano coerente con le aspettative reali.

La visita preoperatoria

Durante la visita specialistica il chirurgo valuta diversi aspetti:

  • Forma, dimensioni e proiezione delle orecchie, con misurazione dell’angolo tra padiglione e capo
  • Eventuali asimmetrie tra un orecchio e l’altro
  • Stato della cartilagine (più rigida nell’adulto, più malleabile nel bambino)
  • Stato di salute generale del paziente, con esclusione di condizioni che possono influire sull’intervento (ipertensione, disturbi della coagulazione, problemi di cicatrizzazione, predisposizione a cicatrici di scarsa qualità)
  • Aspettative reali sul risultato, con dialogo aperto sui limiti dell’intervento — incluso il fatto che una piccola asimmetria residua tra i due lati può essere mantenuta per un risultato più naturale

Indicazioni preoperatorie per il paziente

Per affrontare l’intervento nelle migliori condizioni, il paziente è tenuto a seguire alcune indicazioni nelle settimane precedenti:

  • Sospendere il fumo almeno 2 settimane prima dell’intervento e mantenere l’astensione fino alla guarigione completa: la nicotina riduce l’arrivo di sangue alla cute e alla cartilagine, rallenta la cicatrizzazione e aumenta il rischio di infezione e — complicanza particolarmente delicata in otoplastica — sofferenza del padiglione
  • Sospendere antiaggreganti e anticoagulanti (acido acetilsalicilico, ticlopidina, warfarin, NAO) secondo le indicazioni concordate con il chirurgo e il medico curante. La sospensione non va mai effettuata in autonomia
  • Evitare farmaci antinfiammatori (FANS) e integratori ad azione fluidificante nei 7-10 giorni precedenti: vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng, aglio in capsule e curcuma in formulazioni concentrate possono interferire con la coagulazione
  • Sospendere i contraccettivi orali estro-progestinici nei tempi indicati dal chirurgo
  • Comunicare al chirurgo e all’équipe ogni terapia in corso, ogni allergia (in particolare a farmaci, lattice, cerotti adesivi) e ogni integratore alimentare assunto, anche occasionalmente
  • Procurarsi in anticipo la fascia elastica indicata dal chirurgo, da indossare nelle settimane successive per proteggere il padiglione e mantenerlo nella nuova posizione
  • Per l’otoplastica pediatrica: spiegare al bambino in modo accessibile cosa accadrà e organizzare il rientro a casa con un genitore presente per i primi giorni

Esami pre-operatori

Prima dell’intervento è necessario eseguire una serie di accertamenti per verificare l’idoneità del paziente:

  • Esami del sangue: emocromo con formula leucocitaria, profilo della coagulazione (PT, PTT, INR), glicemia, funzionalità epatica e renale (azotemia, creatininemia, GOT, GPT, gamma-GT)
  • Elettrocardiogramma con referto, secondo le indicazioni dell’anestesista
  • Misurazione della pressione arteriosa e valutazione clinica generale
  • Visita anestesiologica, durante la quale viene scelta la modalità anestesiologica più adatta (anestesia locale con sedazione nei pazienti adulti, anestesia generale soprattutto nei bambini) e definite le indicazioni sul digiuno e sulla gestione delle terapie domiciliari

In cosa consiste l’intervento di otoplastica

L’otoplastica è l’intervento di chirurgia estetica indicato per la correzione delle orecchie a sventola e delle principali anomalie morfologiche del padiglione auricolare. Si tratta di una procedura mini-invasiva e personalizzata, calibrata sull’anatomia del singolo paziente, con l’obiettivo di armonizzare forma, posizione e proporzioni delle orecchie rispetto ai lineamenti del volto. A Verona, il Dott. Genzano esegue l’intervento selezionando caso per caso la tecnica più adatta, in base alla rigidità della cartilagine, all’entità della correzione e alle caratteristiche del paziente.

La tecnica di Stenström

Il Dott. Lorenzo Genzano adotta prevalentemente la tecnica di Stenström, una metodica di rimodellamento della cartilagine che, rispetto ad alcune tecniche tradizionali più invasive, permette di:

  • Rimodellare l’antelice, ricreando la naturale piega interna dell’orecchio spesso assente o appiattita nelle orecchie a sventola
  • Ridurre la sporgenza della conca auricolare, la porzione di cartilagine che concorre all’eccessiva proiezione
  • Lavorare attraverso un accesso posteriore: le incisioni vengono praticate nel solco dietro l’orecchio, dove la cicatrice resta nascosta dalla naturale conformazione del padiglione e diventa molto poco visibile una volta completata la maturazione. Va precisato in modo onesto che, come ogni intervento chirurgico, anche l’otoplastica esita in una cicatrice: la differenza è la sua posizione strategica

L’intervento si svolge in regime di day surgery, in genere in anestesia locale con sedazione negli adulti e in anestesia generale nei bambini, con rientro a casa nella stessa giornata dopo un adeguato periodo di osservazione.

Fasi dell’intervento e medicazione

Attraverso l’accesso posteriore, il chirurgo interviene sulla cartilagine per ridefinirne le curvature naturali, riducendo la proiezione del padiglione e, quando necessario, ridimensionandolo nei casi di macrotia. L’obiettivo è un profilo simmetrico e proporzionato, evitando l’effetto “orecchio schiacciato” tipico di approcci eccessivamente correttivi: nell’otoplastica, una sotto-correzione misurata è quasi sempre preferibile alla sovra-correzione, perché un orecchio “troppo aderente” al capo è uno dei segnali più riconoscibili di un intervento poco riuscito.

Al termine della procedura viene applicata una medicazione elasto-compressiva a turbante, fondamentale nelle prime 48-72 ore per proteggere la zona operata, prevenire la formazione di ematomi e stabilizzare la nuova conformazione della cartilagine. Successivamente, viene indicata una fascia elastica da indossare nelle settimane successive, in particolare durante le ore notturne, per consolidare il risultato.

Una nota tecnica: la tecnica di Stenström sfrutta la naturale elasticità della cartilagine auricolare (principio descritto da Gibson), permettendo all’orecchio di piegarsi all’indietro in modo dolce e non forzato, contribuendo alla stabilità del risultato nel tempo.

Le cicatrici

Una premessa di onestà clinica è doverosa: ogni intervento chirurgico esita in una cicatrice, e l’otoplastica non fa eccezione. La differenza, in questa procedura, è la posizione strategica dell’incisione, che rende le cicatrici molto poco percettibili nella vita quotidiana. Le moderne tecniche permettono infatti accessi limitati al solco posteriore dell’orecchio, dove il segno si mimetizza nel tempo con la naturale conformazione del padiglione.

Posizionamento strategico

Il Dott. Genzano effettua le incisioni esclusivamente nel solco retroauricolare, la piega naturale situata dietro l’orecchio. Questa scelta anatomica fa sì che:

  • Il segno resti coperto dalla proiezione naturale del padiglione
  • La cicatrice risulti molto poco percettibile anche con i capelli corti o raccolti
  • Non vi sia alcuna cicatrice visibile sulla parte anteriore o laterale del padiglione

Nelle prime settimane la sottile linea cicatriziale può apparire arrossata e leggermente in rilievo: si tratta della normale fase di maturazione. Negli mesi successivi schiarisce progressivamente, fino a stabilizzarsi tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento, integrandosi bene con il colore della cute circostante.

Per ottimizzare la qualità della cicatrice, il Dott. Genzano consegna a ogni paziente un protocollo dedicato di cura: detersione delicata della ferita nei primi giorni, applicazione di cerotti o gel al silicone nei mesi successivi, idratazione regolare e protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) sulla zona per almeno 12 mesi, perché l’esposizione al sole nei mesi successivi è il principale fattore esterno che può alterare la qualità definitiva della cicatrice.

Fase post operatoria e recupero

Il decorso post-operatorio dell’otoplastica è in genere ben tollerato, ma le prime settimane sono determinanti per stabilizzare il rimodellamento della cartilagine e favorire una guarigione ottimale. Seguire scrupolosamente le indicazioni del Dott. Genzano incide direttamente sulla qualità del risultato finale.

Le prime 48 ore: riposo e protezione

Al termine dell’intervento viene applicata una medicazione elasto-compressiva “a turbante”, essenziale per proteggere i padiglioni, ridurre l’edema e mantenere le orecchie nella nuova posizione. È raccomandato il riposo, con la testa preferibilmente sollevata da uno o due cuscini per favorire il riassorbimento del gonfiore. La medicazione viene in genere rimossa dopo 2-3 giorni durante la prima visita di controllo.

Dal terzo giorno: rientro graduale alla quotidianità

Dal terzo giorno è possibile riprendere le attività quotidiane leggere, osservando alcune precauzioni nelle prime 2-3 settimane:

  • Fascia elastica: dopo la rimozione del bendaggio, va indossata una fascia elastica giorno e notte per la prima settimana, e successivamente solo nelle ore notturne per ulteriori 3-4 settimane, per proteggere le orecchie da movimenti involontari durante il sonno
  • Ambienti da evitare: esposizione solare diretta, saune, bagni turchi, piscine e ambienti caldo-umidi, che possono accentuare il gonfiore
  • Sforzi fisici: evitare sforzi intensi e attività che comportino aumento della pressione sanguigna nelle prime settimane

Rimozione delle suture e ripresa dello sport

  • Dopo 7-10 giorni: rimozione delle suture retroauricolari durante una visita di controllo programmata
  • Dopo 3 settimane: è possibile riprendere le normali attività, inclusa l’attività sportiva non di contatto
  • Sport di contatto e ad alto rischio traumatico (calcio, arti marziali, basket, rugby): è consigliabile attendere almeno 6-8 settimane per evitare traumi alla cartilagine in fase di consolidamento. È in questa fase, infatti, che un trauma può compromettere il risultato ottenuto

Stabilizzazione del risultato

I primi miglioramenti sono visibili immediatamente alla rimozione del bendaggio, ma in queste fasi le orecchie sono ancora edematose. Il risultato definitivo si stabilizza tra il 2° e il 3° mese, quando la cartilagine si è consolidata nella nuova posizione e l’edema si è completamente riassorbito. Le cicatrici proseguono la maturazione fino ai 12-18 mesi.

Nota per i pazienti in età scolare: il rientro a scuola è in genere possibile dopo circa 7 giorni, avendo cura di avvisare gli insegnanti di evitare giochi turbolenti durante l’intervallo per le prime settimane. Una buona comunicazione con la scuola aiuta il bambino ad affrontare con serenità il rientro nella sua quotidianità.

Nonostante il decorso sia, nella maggioranza dei casi, regolare, è importante saper riconoscere alcuni segnali che richiedono una valutazione tempestiva: dolore acuto in aumento non controllato dagli analgesici, gonfiore asimmetrico che cresce dopo i primi giorni, arrossamento e calore localizzato sull’orecchio, fuoriuscita di secrezioni anomale, febbre superiore a 38°C, sensazione di pulsazione o “battito” intenso al padiglione. Quest’ultimo segnale è particolarmente importante in otoplastica, perché può indicare la formazione di un ematoma sottocutaneo che, se non trattato tempestivamente, può alterare la nuova forma della cartilagine.

Rischi e complicazioni

L’otoplastica è una procedura chirurgica sicura e consolidata, ma — come ogni atto chirurgico — comporta un margine di rischio che è importante conoscere prima di prendere una decisione consapevole. Affidarsi a un chirurgo plastico esperto e a una struttura accreditata, nel rispetto dei protocolli del Ministero della Salute, riduce significativamente l’incidenza di queste evenienze, ma non può azzerarla: nessun chirurgo onesto potrebbe affermarlo. Per questa ragione il Dott. Genzano illustra in fase di consulenza, in modo trasparente, sia i fenomeni post-operatori attesi sia le complicanze possibili.

Fenomeni attesi nel decorso post-operatorio

  • Edema (gonfiore) della zona trattata, con risoluzione in 7-14 giorni
  • Ecchimosi (lividi), in genere riassorbibili in 2-3 settimane
  • Indolenzimento e sensazione di tensione nei primi giorni, ben gestiti dalla terapia analgesica
  • Riduzione transitoria della sensibilità del padiglione, con recupero graduale nei mesi successivi
  • Modesto sanguinamento dalle ferite chirurgiche nelle prime 24-48 ore

Complicazioni possibili

  • Ematoma del padiglione: complicanza poco frequente ma particolarmente importante in otoplastica, perché un ematoma non drenato tempestivamente può alterare la conformazione della cartilagine. È la ragione per cui un dolore acuto o pulsante in aumento richiede una valutazione immediata
  • Infezione delle ferite chirurgiche: poco frequente grazie alla profilassi antibiotica, gestibile con terapia mirata
  • Condrite: infiammazione della cartilagine auricolare, complicanza rara ma seria che richiede un trattamento medico tempestivo
  • Recidiva del difetto: in una piccola percentuale di casi, la cartilagine può tendere a tornare verso la conformazione precedente, soprattutto in pazienti con cartilagine particolarmente robusta o quando le indicazioni post-operatorie (fascia elastica, evitare traumi) non vengono rispettate. Quando significativa, può richiedere un secondo intervento di revisione
  • Asimmetria residua: una piccola differenza tra i due lati può essere presente anche dopo un intervento ben eseguito, perché la diversa elasticità della cartilagine può comportare risposte lievemente differenti. Una simmetria assoluta è in genere obiettivo irrealistico (e talvolta indesiderabile, perché può apparire innaturale)
  • Cicatrici di qualità non ottimale e, in pazienti predisposti, cicatrici ipertrofiche o cheloidee. È importante sapere che la regione retroauricolare è una delle aree del corpo più predisposte alla formazione di cheloidi: in pazienti con storia personale o familiare di cheloidi, va valutato con attenzione il rapporto rischio/beneficio. La complicanza è trattabile con cerotti al silicone, infiltrazioni di cortisonici, terapia laser o piccole revisioni
  • Alterazione persistente della sensibilità del padiglione, che può non recuperare completamente
  • Estrusione o palpabilità dei punti di sutura interni: in alcuni casi le suture utilizzate per modellare la cartilagine possono diventare palpabili o, raramente, affiorare attraverso la cute, richiedendo una rimozione ambulatoriale
  • Lenta cicatrizzazione delle ferite, più frequente nei pazienti fumatori
  • Insoddisfazione rispetto alle aspettative: una consulenza preoperatoria approfondita, in cui aspettative reali e limiti dell’intervento vengono condivisi con onestà, è il principale strumento di prevenzione

Una parte importante della prevenzione delle complicanze dipende dal paziente: smettere di fumare nelle settimane perioperatorie, indossare correttamente la fascia elastica per il tempo indicato, evitare traumi e sforzi nelle prime settimane e affidarsi a un chirurgo plastico con esperienza specifica nella chirurgia del padiglione auricolare sono le variabili che più incidono sulla sicurezza e sulla qualità del risultato. Diffidare di chi presenta la chirurgia estetica come priva di rischi è il primo passo verso una scelta responsabile.

Risultati

L’otoplastica consente di ottenere risultati naturali e stabili nel tempo, apprezzabili già alla rimozione del bendaggio post-operatorio. L’intervento può essere eseguito in modalità bilaterale, quando la conformazione interessa entrambe le orecchie, o monolaterale, nei casi in cui l’asimmetria riguardi un solo lato.

Le orecchie a sventola sono nella maggior parte dei casi una condizione bilaterale, ma esistono situazioni in cui la sporgenza è limitata a un solo orecchio: in questi casi si procede con un intervento mirato a ristabilire la simmetria del volto. La correzione può interessare il padiglione auricolare, il lobo o entrambe le strutture, in base alla conformazione anatomica.

Per quanto riguarda la timeline, i primi miglioramenti sono visibili immediatamente, ma il risultato definitivo si consolida progressivamente nel corso delle settimane successive, con stabilizzazione completa tra il 2° e il 3° mese, quando i tessuti si sono completamente assestati e l’edema si è riassorbito. Le cicatrici nel solco retroauricolare proseguono la loro maturazione fino ai 12-18 mesi.

Cosa l’otoplastica non fa

Per offrire un’informazione completa, è giusto chiarire i limiti dell’intervento. L’otoplastica:

  • Non garantisce una simmetria assoluta tra i due lati: una piccola differenza è possibile e in genere non solo accettabile, ma desiderabile per un aspetto naturale (le orecchie naturali non sono mai perfettamente simmetriche)
  • Non rende le orecchie “perfette”: l’obiettivo è un padiglione armonioso con il volto, non un canone teorico
  • Non è permanente al 100%: nella maggior parte dei casi il risultato resta stabile nel tempo, ma una piccola percentuale di recidive è documentata, soprattutto in pazienti con cartilagine particolarmente robusta
  • Non modifica la capacità uditiva: l’intervento agisce solo sulla cartilagine esterna del padiglione, senza coinvolgere le strutture dell’udito

Per il Dott. Genzano, la riuscita di un’otoplastica si misura non solo nella correzione tecnica, ma nella naturalezza del risultato: un orecchio che si integra armoniosamente con i lineamenti del volto, senza l’effetto “schiacciato” tipico delle correzioni eccessive. Più che un punto di arrivo, l’intervento è un punto di equilibrio: una piccola modifica che, in molte persone, cambia in meglio la qualità della vita quotidiana, senza alterare l’identità del volto.

Otoplastica Verona
Verona

Dove viene eseguito l'intervento

La Clinica Ireos esegue interventi di Otoplastica Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.

  • Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
  • 055.332595
  • info@clinicaireos.com
  • Orario di apertura
    dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00

Come raggiungerci

Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.

In auto

Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).

Autobus

Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.

In treno

La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.

Aereo

L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).

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Quanto costa un intervento di otoplastica a Verona

Il costo di una otoplastica parte da 900€ e arriva fino a 1500€ per i casi più complessi per singolo orecchio, contattaci per una consulenza senza impegno.
Questo prezzo include:

  • Consulto gratuito
  • Visita chirurgica
  • Visita anestesiologia
  • Possibilità di esami clinici pre intervento in sede (extra)
  • Intervento in Clinica Day-Surgery
  • Controlli post intervento

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Domande Frequenti

L’intervento può essere eseguito a partire dai 6-7 anni, quando lo sviluppo della cartilagine auricolare è quasi completo. Operare in età scolare può prevenire il disagio psicologico legato al confronto con i coetanei, ma è importante un principio: la richiesta deve venire dal bambino, non solo dai genitori. Il Dott. Genzano dedica una parte della consulenza pediatrica al dialogo diretto con il piccolo paziente, per capire se è effettivamente motivato e maturo per affrontare il percorso.

No. L’otoplastica viene eseguita in anestesia locale con sedazione negli adulti e in anestesia generale nei bambini, modalità che azzerano la percezione del dolore durante la procedura. Nel post-operatorio è normale avvertire una sensazione di tensione e lieve indolenzimento per 24-48 ore, ben gestita dalla terapia analgesica prescritta dal Dott. Genzano.

Una premessa onesta: ogni intervento chirurgico esita in una cicatrice, e l’otoplastica non fa eccezione. La differenza è la posizione strategica dell’incisione, che viene praticata esclusivamente nel solco retroauricolare (dietro l’orecchio), dove resta coperta dalla naturale conformazione del padiglione e diventa molto poco percettibile una volta completata la maturazione, che si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento.

Dopo la rimozione del bendaggio compressivo a “turbante” (in genere dopo 2-3 giorni), va indossata una fascia elastica protettiva giorno e notte per la prima settimana. Nelle 3-4 settimane successive va indossata solo durante il riposo notturno, per evitare traumi o piegamenti involontari delle orecchie durante il sonno: questa fase è importante per consolidare il risultato.

Il rientro a scuola o al lavoro sedentario è in genere possibile dopo circa 5-7 giorni. Per l’attività sportiva leggera (cyclette, camminata strutturata) è necessario attendere 2-3 settimane; per gli sport di contatto e ad alto rischio traumatico (calcio, basket, arti marziali, rugby) o il nuoto, è consigliabile attendere almeno 6-8 settimane per consentire alla cartilagine di consolidarsi nella nuova posizione.

Il rientro a scuola o al lavoro sedentario è in genere possibile dopo circa 5-7 giorni. Per l’attività sportiva leggera (cyclette, camminata strutturata) è necessario attendere 2-3 settimane; per gli sport di contatto e ad alto rischio traumatico (calcio, basket, arti marziali, rugby) o il nuoto, è consigliabile attendere almeno 6-8 settimane per consentire alla cartilagine di consolidarsi nella nuova posizione.

Il costo dipende dal tipo di correzione (monolaterale o bilaterale), dalla complessità del caso e dall’eventuale modalità anestesiologica (locale con sedazione o generale, in particolare nei bambini). Il prezzo di partenza si colloca intorno ai 900-1.500€ per orecchio. Il preventivo personalizzato, formulato dopo la prima consulenza con il Dott. Genzano a Verona, è in genere all-inclusive e comprende visita chirurgica, anestesia, intervento, materiali, esami e controlli post-operatori. Diffidare di preventivi telefonici o di cifre comunicate senza un’effettiva visita è una regola di buon senso.

Sì. Quando la sporgenza o l’asimmetria interessa un solo lato, si procede con un’otoplastica monolaterale. Va detto, però, che durante la visita il Dott. Genzano valuta sempre l’armonia complessiva del volto: in alcuni casi anche un piccolo ritocco sull’orecchio “sano” può essere utile per ottenere una simmetria frontale più equilibrata. La decisione viene condivisa con il paziente in fase di consulenza.

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