Cause del lipedema: perché viene e quali sono i fattori di rischio
“Perché proprio a me?” È la domanda che quasi tutte le donne con lipedema si sono poste almeno una volta, spesso dopo l’ennesima dieta che non ha toccato le gambe o l’ennesimo “basta impegnarsi di più” sentito da qualcuno. La risposta, oggi, la conosciamo abbastanza bene per togliere quella domanda dal terreno della colpa: le cause del lipedema non hanno nulla a che fare con la forza di volontà, ma con basi ormonali e genetiche precise.
Capire da dove nasce questa condizione non è un esercizio teorico: è il modo più concreto per smettere di attribuirsi un fallimento che non esiste e per riconoscere il problema in tempo. In questa guida assieme al dott. Lorenzo Genzano vediamo, con parole chiare, perché viene il lipedema: il peso degli ormoni femminili, la predisposizione familiare, cosa accade davvero nelle cellule di grasso e quali fattori aumentano il rischio. E chiariamo, una volta per tutte, cosa non lo provoca.
Perché viene il lipedema?
La causa esatta del lipedema non è ancora nota. La ricerca medica concorda però su un’origine multifattoriale: una predisposizione genetica che viene “accesa” da cambiamenti ormonali, con il coinvolgimento di alterazioni nelle cellule di grasso e nei piccoli vasi. Non è un difetto di dieta, ma una malattia del tessuto adiposo.
Il modo più utile per ragionarci è distinguere due piani diversi, che spesso vengono confusi: la predisposizione e l’innesco.
- La predisposizione è il terreno: la familiarità, cioè i geni che eredito e che mi rendono vulnerabile.
- L’innesco è la scintilla: una fase di forte cambiamento ormonale (pubertà, gravidanza, menopausa) che attiva o peggiora la condizione.
Tradotto: si nasce con una tendenza, ma è spesso un evento ormonale a far comparire il problema in modo evidente. Ecco perché tante donne raccontano di aver visto cambiare le proprie gambe “da un certo momento in poi” — in adolescenza, dopo un parto, all’arrivo della menopausa. Per riconoscere i segnali che distinguono questa condizione, può aiutarti la guida ai sintomi del lipedema.
Il ruolo degli ormoni
Gli ormoni femminili, in particolare gli estrogeni, sono considerati protagonisti. Il lipedema colpisce quasi esclusivamente le donne e tende a comparire o aggravarsi in tre momenti chiave: la pubertà, la gravidanza e la menopausa. Tutti periodi di intensa fluttuazione ormonale.
Perché conta così tanto l’estrogeno? Gli estrogeni regolano dove e come il corpo immagazzina il grasso. Una revisione scientifica pubblicata su PMC ipotizza che nel tessuto delle zone colpite ci sia uno squilibrio tra i recettori degli estrogeni: questo favorirebbe l’ingresso e l’accumulo di grasso negli adipociti (le cellule adipose) e ne ostacolerebbe lo smaltimento. In parole semplici: nelle aree del lipedema il grasso entra con facilità e fa fatica a uscire.
E la pillola anticoncezionale?
Anche i contraccettivi ormonali rientrano tra le fasi di cambiamento che possono coincidere con la comparsa o il peggioramento del lipedema, perché modificano l’assetto ormonale. Questo non significa che la pillola “causi” la malattia in chi non è predisposta, ma è un fattore da valutare con il proprio medico. Abbiamo dedicato un approfondimento al rapporto tra lipedema, ormoni e pillola e uno specifico al lipedema in menopausa.
Il lipedema è ereditario? La componente genetica
Sì, il lipedema ha una forte componente ereditaria. A seconda degli studi, una percentuale di donne con lipedema compresa tra il 20% e il 60% riferisce una storia familiare positiva, cioè altre donne in famiglia con la stessa caratteristica distribuzione del grasso. È uno degli indizi più forti a favore di un’origine genetica.
Il dato sulla familiarità è confermato sia dalla Cleveland Clinic sia da Stanford Health Care: avere una madre, una sorella o una nonna con gambe sproporzionate e dolenti aumenta la probabilità di sviluppare la condizione.
Come si trasmette?
Gli studi sugli alberi genealogici suggeriscono una trasmissione di tipo autosomico dominante con limitazione al sesso femminile: in pratica il tratto può passare di generazione in generazione, ma si manifesta quasi solo nelle donne. Per questo gli uomini possono trasmetterlo alle figlie pur non sviluppando, nella stragrande maggioranza dei casi, i sintomi.
Un punto di onestà clinica: non è stato ancora identificato un singolo gene responsabile. Si parla di un’eredità probabilmente legata a più geni e influenzata dagli ormoni. Per questo, oggi, non esiste un test genetico di routine che dica “hai o non hai il lipedema”: la diagnosi resta clinica, basata sull’osservazione e sulla storia della persona, come spieghiamo nella guida alla comprensione completa del lipedema.
Cosa succede nel tessuto adiposo
Il lipedema non è “grasso comune messo nei punti sbagliati”. Nelle aree colpite il tessuto adiposo sottocutaneo si comporta in modo anomalo. Si osservano un aumento del numero e del volume degli adipociti (lipoipertrofia), alterazioni dei piccoli vasi sanguigni, una tendenza all’infiammazione e, col tempo, fibrosi (un indurimento del tessuto).
Queste modifiche aiutano a spiegare alcuni segni tipici che le pazienti conoscono bene:
- la facilità a fare lividi anche senza traumi importanti, legata alla fragilità dei piccoli vasi;
- il dolore alla pressione e la sensazione di pesantezza, collegati all’infiammazione del tessuto;
- la presenza di noduli al tatto sotto la pelle;
- la simmetria tra le due gambe, perché il processo coinvolge il tessuto in modo diffuso e bilaterale.
È anche il motivo per cui le zone colpite non rispondono alla dieta come il resto del corpo: l’accumulo qui segue regole proprie, indipendenti dal semplice bilancio tra calorie introdotte e consumate.
Fattori di rischio: chi è più esposto
Un fattore di rischio non è una causa diretta, ma qualcosa che aumenta la probabilità. Per il lipedema i principali, secondo le fonti cliniche, sono questi.
| Fattore di rischio | Perché aumenta la probabilità |
|---|---|
| Essere donna | La condizione colpisce quasi esclusivamente le donne, per il legame con gli ormoni femminili. |
| Familiarità | Avere parenti di primo grado con lipedema indica una predisposizione genetica. |
| Fasi ormonali | Pubertà, gravidanza e menopausa sono i momenti in cui compare o peggiora più spesso. |
| BMI elevato | Secondo le fonti cliniche un indice di massa corporea alto è associato a un rischio maggiore, pur non essendo la causa della malattia. |
Il dato sul BMI va letto con attenzione, ed è il punto su cui si gioca tanta della confusione attorno a questa malattia. Vediamolo.
Cosa NON causa il lipedema
Il lipedema non è causato dall’obesità né da una dieta scorretta o dalla sedentarietà. Secondo le fonti cliniche una quota rilevante delle persone colpite convive anche con un peso elevato, ma si tratta di un’associazione, non di un rapporto di causa. Molte donne con lipedema sono normopeso o seguono stili di vita sani e attivi: le gambe restano comunque sproporzionate.
Questa distinzione, ribadita anche dalla Cleveland Clinic, è fondamentale per liberarsi del senso di colpa. Il lipedema non si riduce con dieta ed esercizio nelle zone interessate, proprio perché non nasce da un eccesso calorico. Sgombriamo allora il campo da alcuni falsi miti:
- Non è “solo grasso”: è una malattia del tessuto adiposo, con dolore e fragilità capillare.
- Non è cellulite: la cellulite è in genere un inestetismo, mentre il lipedema è una condizione medica progressiva. La differenza è spiegata nella guida su lipedema o cellulite.
- Non è colpa della pigrizia: l’attività fisica fa bene e aiuta a gestire i sintomi, ma la sua assenza non è la causa.
- Non è ritenzione idrica semplice, anche se col tempo può associarsi a un coinvolgimento linfatico.
Si può prevenire?
Non esistono prove che il lipedema si possa prevenire, perché la predisposizione è genetica e non si modifica. Chi ha familiarità non può “evitare” di esserne portatrice. È invece possibile riconoscerlo presto e intervenire per gestire i sintomi e rallentare la progressione, che è una cosa diversa dalla prevenzione.
Cosa significa in pratica? Se in famiglia ci sono casi di gambe sproporzionate, dolenti e che non rispondono alla dieta, vale la pena tenere alta l’attenzione nelle fasi ormonali delicate e farsi valutare ai primi segnali. Una diagnosi precoce permette di avviare prima le strategie di gestione — compressione, attività fisica mirata, alimentazione antinfiammatoria — e di limitare l’evoluzione verso gli stadi più avanzati. Il lipedema è una condizione cronica: non si guarisce, ma si può gestire bene, soprattutto se preso in tempo.
Hai familiarità o segnali compatibili con il lipedema? Una valutazione specialistica permette di confermare la diagnosi e avviare per tempo le strategie di gestione. Prenota una visita.
A chi rivolgersi per il lipedema
Conoscere le cause è il primo passo, ma per capire se quello che vedi sulle tue gambe è davvero lipedema serve l’occhio di uno specialista. La gestione di questa condizione è multidisciplinare e parte sempre da una valutazione clinica accurata, che esclude altre cause e definisce lo stadio. Se ti riconosci in più di un segnale, vale la pena chiedere una valutazione a un medico esperto di lipedema, senza inseguire promesse di “cure miracolose”.
La Clinica Ireos si trova in Piazza Giacomo Puccini, 4 — 50144 Firenze e riceve su appuntamento dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 20:00. Per informazioni o per prenotare una visita puoi chiamare il 055 332595, scrivere a info@clinicaireos.com o usare la pagina contatti.
Approfondimenti utili
- Lipedema: la guida completa
- Sintomi del lipedema: come riconoscerli
- Lipedema e menopausa
- Lipedema, ormoni e pillola
- Lipedema o cellulite: le differenze
Fonti
- Cleveland Clinic — Lipedema: Causes, Symptoms & Treatment
- Stanford Health Care — Lipedema: Causes
- Lipedema and the Potential Role of Estrogen in Excessive Adipose Tissue Accumulation (PMC)
- Lipedema Foundation
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono il rapporto diretto medico-paziente né la visita specialistica. Contenuti redatti e revisionati da medici iscritti all’Ordine, nel rispetto dell’art. 56 del Codice Deontologico FNOMCeO e della normativa sulla pubblicità sanitaria.
Domande Frequenti
Domande Frequenti
Viene da una combinazione di predisposizione genetica e cambiamenti ormonali. Si eredita una tendenza familiare che spesso si manifesta in coincidenza di pubertà, gravidanza o menopausa. A livello cellulare il tessuto adiposo delle zone colpite accumula grasso in modo anomalo, con infiammazione e fragilità dei piccoli vasi. La causa esatta resta non del tutto chiarita.
Sì, ha una forte componente ereditaria: a seconda degli studi, dal 20% al 60% delle donne con lipedema riferisce altri casi in famiglia. La trasmissione sembra autosomica dominante con limitazione al sesso femminile, quindi si manifesta quasi solo nelle donne. A oggi, però, non è stato identificato un singolo gene responsabile né esiste un test genetico diagnostico di routine.
Gli ormoni femminili, soprattutto gli estrogeni, non sono la causa unica ma agiscono da innesco e da fattore aggravante in chi è predisposta. Per questo il lipedema compare o peggiora nelle fasi di forte cambiamento ormonale come pubertà, gravidanza e menopausa, e talvolta in concomitanza con l’uso di contraccettivi ormonali. Vale la pena discuterne con il proprio medico.
No. Il lipedema non è causato dall’obesità, dalla dieta o dalla sedentarietà. Molte donne colpite sono normopeso e attive. Una quota rilevante ha un peso elevato, ma si tratta di un’associazione, non di un rapporto di causa: le zone interessate non si riducono con dieta ed esercizio perché l’accumulo non dipende dal bilancio calorico.
La predisposizione può trasmettersi, vista la natura ereditaria della condizione, ma non è una certezza: avere il lipedema non significa che le figlie lo svilupperanno per forza. Poiché non è stato individuato un gene preciso, non esiste un test per stimare il rischio nei figli. Una valutazione specialistica resta lo strumento più affidabile in caso di segnali sospetti.