Mastopessi Verona

Il lifting del seno (mastopessi) è una delle soluzioni chirurgiche più richieste per restituire tono, proiezione e armonia a un décolleté che ha perso la sua forma naturale a causa di gravidanze, allattamento, naturale invecchiamento dei tessuti o significativi cali di peso. Attraverso il riposizionamento dei tessuti e il rimodellamento della ghiandola mammaria, la mastopessi corregge la ptosi mammaria (seno cadente), solleva il complesso areola-capezzolo e ridisegna un profilo più equilibrato. Che si tratti di una mastopessi pura o di una mastopessi associata a una mastoplastica additiva con protesi — quando alla ptosi si aggiunge una perdita importante di volume — il Dott. Genzano calibra l’intervento sulla morfologia di ogni paziente, sempre con un obiettivo preciso: non un seno diverso, ma una versione più giovane e proporzionata dello stesso seno.

Oltre 250 interventi eseguiti con successo a Verona

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Mastopessi Dopo

La mastopessi è uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti dalle pazienti che desiderano correggere il cedimento del seno e restituirgli forma, tonicità e proiezione naturale. A Verona, il Dott. Lorenzo Genzano esegue la mastopessi con tecniche personalizzate, adattate al grado di ptosi e alle caratteristiche anatomiche di ogni paziente: non un seno “diverso”, ma una versione più giovane e compatta dello stesso seno, in armonia con il resto del corpo.

Cos’è la mastopessi

La mastopessi — chiamata anche lifting del seno — è un intervento di chirurgia plastica che corregge la ptosi mammaria, ovvero il cedimento e lo svuotamento del seno conseguenti a invecchiamento, gravidanza, allattamento o significative variazioni di peso. Attraverso la rimozione della cute in eccesso, il riposizionamento del complesso areola-capezzolo in una sede anatomicamente corretta e il rimodellamento della ghiandola mammaria, la mastopessi ripristina un seno più compatto e proporzionato.

Va chiarito un punto importante fin dalla prima consulenza: la mastopessi solleva e rimodella il seno, ma non aumenta significativamente il volume. Nei casi in cui alla ptosi si associ una perdita di volume importante (frequente dopo allattamento o dimagrimenti significativi), l’intervento può essere combinato con una mastoplastica additiva, con inserimento di protesi mammarie, per ottenere contestualmente il risollevamento e il ripristino del volume perduto in un’unica seduta. Va inoltre detto in modo trasparente che la mastopessi esita sempre in cicatrici cutanee: l’estensione e la posizione di queste cicatrici dipendono dalla tecnica scelta, che a sua volta dipende dal grado di cedimento. È una variabile che va affrontata fin dalla prima visita, perché la valutazione del rapporto tra il beneficio estetico e l’esito cicatriziale è uno dei punti centrali della consulenza preoperatoria.

Ptosi mammaria: cause e classificazione

La ptosi mammaria è una condizione fisiologica che interessa molte donne nel corso della vita. Non comporta sintomi o rischi per la salute, ma può generare un significativo disagio estetico e psicologico, influenzando la percezione del proprio corpo e talvolta la qualità della vita. Le cause sono molteplici e spesso si sovrappongono:

  • Caratteristiche genetiche della cute e del tessuto connettivo
  • Composizione del seno stesso (componente ghiandolare e adiposa, volume complessivo)
  • Gravidanza e allattamento — tra le cause più frequenti nelle donne giovani
  • Dimagrimenti drastici o repentini, con perdita di volume mammario
  • Naturale invecchiamento dei tessuti e variazioni ormonali della menopausa
  • Fumo, che accelera la perdita di elasticità cutanea
  • Indice di massa corporea elevato e oscillazioni significative del peso
  • Lassità dei legamenti di Cooper, le strutture connettivali che costituiscono il principale sostegno anatomico del seno

Gradi di ptosi mammaria

In chirurgia plastica la ptosi mammaria viene comunemente classificata in quattro gradi, in base alla posizione del complesso areola-capezzolo rispetto al solco sotto il seno (solco inframammario) e all’entità del cedimento della ghiandola:

  • Grado I — ptosi lieve: il capezzolo si trova all’altezza del solco inframammario, con un cedimento cutaneo iniziale e una buona quantità di ghiandola residua
  • Grado II — ptosi moderata: il capezzolo scende al di sotto del solco, con un cedimento più evidente di cute e ghiandola
  • Grado III — ptosi avanzata: il capezzolo è significativamente sotto il solco, con importante eccesso di cute e perdita di proiezione del seno
  • Grado IV — ptosi severa: il capezzolo è orientato verso il basso e si trova nella porzione più declive del seno, con il massimo grado di cedimento di cute e ghiandola

A questi quadri si aggiunge la cosiddetta pseudoptosi, una condizione in cui il capezzolo resta in posizione corretta ma la ghiandola “cade” sotto al solco a causa dello svuotamento del polo superiore: un quadro frequente dopo l’allattamento, in cui la mastopessi va spesso combinata con un intervento di mastoplastica additiva per ottenere un risultato armonioso.

Il corretto inquadramento del grado di ptosi è il primo passo della valutazione preoperatoria con il Dott. Genzano a Verona: da questa analisi dipendono la scelta della tecnica chirurgica più indicata (e quindi la lunghezza e la posizione delle cicatrici), l’entità dell’intervento e la decisione se associare o meno una mastoplastica additiva per ripristinare anche il volume.

A chi si rivolge la mastopessi

La mastopessi è indicata per le donne che presentano un seno cadente, svuotato o che ha perso la sua forma originaria a causa di gravidanza, allattamento, variazioni di peso o naturale invecchiamento dei tessuti — condizioni che nessun reggiseno, crema o programma di allenamento è in grado di correggere in modo significativo. È una delle procedure di chirurgia plastica con un impatto rilevante sulla qualità della vita e sulla percezione del proprio corpo, perché interviene su una zona spesso vissuta come centrale dell’identità femminile.

I profili di paziente che traggono maggiori benefici dalla mastopessi includono:

  • Donne con seno piccolo e cadente che desiderano ripristinare tonicità e proiezione senza modificare significativamente il volume — o che scelgono di abbinare la mastopessi a una mastoplastica additiva per recuperare anche il volume con l’inserimento di protesi
  • Donne nel post-gravidanza e post-allattamento che hanno subito un cedimento della ghiandola e una perdita di tonicità cutanea che non si è risolta spontaneamente nei mesi successivi
  • Donne dopo un dimagrimento significativo (anche a seguito di chirurgia bariatrica), con svuotamento e ptosi bilaterale del seno
  • Donne con seno abbondante e cadente che presentano problemi posturali, dolori alla schiena, alle spalle o al collo legati al peso della mammella, per le quali la mastopessi viene spesso abbinata a una mastoplastica riduttiva per ridurre contestualmente volume e cedimento
  • Donne con asimmetria mammaria significativa in termini di posizione, forma o grado di cedimento tra i due seni

La mastopessi pura viene eseguita senza l’inserimento di protesi: l’intervento agisce sul riposizionamento della ghiandola e sulla rimozione della cute in eccesso, ottenendo un seno più elevato e tonico utilizzando esclusivamente il tessuto proprio della paziente. Nei casi in cui sia presente una perdita di volume importante — frequente dopo gravidanze multiple o dimagrimenti significativi — l’inserimento di protesi in silicone permette di ripristinare anche il volume del décolleté in un’unica seduta operatoria.

La valutazione preoperatoria con il Dott. Genzano a Verona è il momento fondamentale per definire il piano chirurgico più adatto: grado di ptosi, qualità della cute, volume ghiandolare residuo, aspettative del paziente, stile di vita e progetti futuri (eventuali gravidanze o dimagrimenti previsti) sono i parametri valutati per scegliere la tecnica più indicata e l’eventuale abbinamento con altre procedure.

È altrettanto importante chiarire chi non è un candidato ideale alla mastopessi, perché un’indicazione corretta è il primo strumento di prevenzione delle insoddisfazioni: pazienti che stanno pianificando una gravidanza nei mesi successivi (la gravidanza e l’allattamento alterano nuovamente la forma del seno, vanificando in parte il risultato); donne in fase di dimagrimento attivo, in cui il peso non è ancora stabilizzato; pazienti con aspettative di trasformazione radicale della propria fisionomia o con un’idea della mastopessi come “intervento per aumentare il volume” (la mastopessi pura solleva, non aumenta); persone con patologie sistemiche non compensate, importanti disturbi della coagulazione o controindicazioni cardiovascolari; fumatrici non disposte a sospendere il fumo nelle settimane perioperatorie, perché la nicotina compromette in modo concreto la guarigione, la qualità delle cicatrici e — in particolare nella mastopessi — il rischio di sofferenza cutanea o di alterata sensibilità del complesso areola-capezzolo. In tutte queste situazioni, il Dott. Genzano illustra con onestà i limiti dell’intervento e, quando opportuno, propone di posticipare la procedura o di valutare percorsi alternativi: una buona consulenza si misura anche dalla capacità di riconoscere quando l’intervento non è la scelta giusta, oggi o in assoluto.

Caratteristiche Intervento

Durata del trattamento

La durata della mastopessi dipende da diversi fattori: il grado di ptosi da correggere, la tecnica chirurgica scelta, l’eventuale associazione con altre procedure e la complessità del singolo caso. In linea indicativa, una mastopessi pura standard richiede in media 2-3 ore; una mastopessi associata a una mastoplastica additiva con inserimento di protesi può estendersi alle 3-4 ore; le mini-mastopessi con tecnica periareolare (ad esempio Round Block), indicate nei casi di ptosi lieve, hanno tempi più contenuti, intorno a 1-1,5 ore. Il Dott. Genzano privilegia sempre la precisione del gesto chirurgico rispetto alla velocità: nella mastopessi, dove la qualità delle suture e il bilanciamento dei tessuti incidono direttamente sull’estetica del risultato e sulla cicatrice, è la cura del dettaglio a fare la differenza.

Anestesia

La mastopessi viene eseguita in anestesia generale nella maggior parte dei casi, modalità che garantisce un completo riposo della paziente per tutta la durata dell’intervento e permette al chirurgo di lavorare con la massima precisione. La presenza di un anestesista dedicato assicura il monitoraggio continuo dei parametri vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno) durante tutta la procedura. Nei casi più contenuti — mini-mastopessi periareolari per ptosi lieve, piccoli ritocchi o seconde sedute correttive — può essere considerata l’anestesia locale con sedazione, sempre con la presenza di un anestesista esperto. La scelta viene definita in fase preoperatoria con la paziente.

L’intervento si svolge in genere in regime di day surgery con rientro a casa in giornata; nei casi di mastopessi più estesa o quando associata a inserimento di protesi, può essere indicato un breve ricovero di una notte per garantire un monitoraggio più attento nelle prime ore post-operatorie.

Mastopessi

Prima & Dopo

Mastopessi Dopo

Preparazione

La mastopessi è un intervento di chirurgia plastica che richiede una preparazione accurata, pianificata insieme al Dott. Genzano nelle settimane che precedono l’operazione. Una buona preparazione non è una formalità: incide concretamente sulla sicurezza dell’intervento, sulla qualità del risultato e sulla rapidità del recupero. Un’anamnesi patologica e farmacologica completa è il presupposto indispensabile per affrontare l’operazione in piena tranquillità.

La visita preoperatoria

Durante la consulenza il Dott. Genzano effettua una valutazione clinica completa che comprende:

  • Analisi delle caratteristiche del seno — dimensioni, forma, qualità della cute, posizione del complesso areola-capezzolo, entità del cedimento ghiandolare — con eventuale prescrizione di mammografia o ecografia mammaria per lo studio della componente ghiandolare. Si tratta di un passaggio diagnostico fondamentale, perché la mastopessi viene eseguita su un seno sano, e consente inoltre di disporre di un esame “di base” con cui confrontare i controlli successivi all’intervento
  • Inquadramento del grado di ptosi e valutazione della qualità della cute e dei tessuti, per scegliere la tecnica chirurgica più indicata
  • Valutazione di eventuali asimmetrie tra i due seni e definizione del piano operatorio per correggerle
  • Illustrazione alla paziente della metodica scelta, della posizione e dell’estensione delle cicatrici previste, delle alternative disponibili, delle complicanze possibili e delle aspettative realistiche sul risultato — con particolare attenzione al rapporto tra il beneficio estetico e l’esito cicatriziale, uno dei punti centrali della consulenza per questo intervento

Indicazioni preoperatorie per la paziente

Per ottenere il miglior risultato e ridurre il rischio di complicanze, la paziente è tenuta a seguire alcune indicazioni nelle settimane precedenti la mastopessi a Verona:

  • Sospendere il fumo almeno 2-4 settimane prima dell’intervento e mantenere l’astensione fino alla guarigione completa: la nicotina riduce in modo concreto l’arrivo di sangue alla cute mammaria, rallenta la cicatrizzazione e aumenta il rischio di sofferenza cutanea, infezione e — complicanza particolarmente rilevante in mastopessi — alterata sensibilità del complesso areola-capezzolo o, raramente, sofferenza dello stesso
  • Stabilizzare il peso nei mesi precedenti, evitando oscillazioni significative: peso non stabilizzato e dimagrimento ancora attivo possono modificare il risultato dopo l’intervento
  • Sospendere antiaggreganti e anticoagulanti (acido acetilsalicilico, ticlopidina, warfarin, NAO) secondo le indicazioni concordate con il chirurgo e il medico curante. La sospensione non va mai effettuata in autonomia
  • Evitare farmaci antinfiammatori (FANS) e integratori ad azione fluidificante nei 7-10 giorni precedenti: vitamina E ad alto dosaggio, omega-3, ginkgo biloba, ginseng, aglio in capsule e curcuma in formulazioni concentrate possono interferire con la coagulazione, anche se sono percepiti come “naturali”
  • Sospendere i contraccettivi orali estro-progestinici nei tempi indicati dal chirurgo, perché la combinazione tra ormoni e l’immobilità relativa post-operatoria aumenta il rischio di trombosi venosa profonda
  • Comunicare al chirurgo e all’équipe anestesiologica ogni terapia in corso, ogni allergia (in particolare a farmaci, lattice, cerotti adesivi) e ogni integratore alimentare assunto, anche occasionalmente
  • Curare l’alimentazione e l’idratazione nelle settimane precedenti, privilegiando proteine, ferro, vitamina C e zinco, che sostengono la rigenerazione dei tessuti
  • Organizzare il rientro a casa: prevedere la presenza di una persona di fiducia almeno per le prime 24-48 ore, procurarsi in anticipo il reggiseno post-operatorio indicato dal chirurgo e indumenti facili da indossare con apertura frontale (per evitare di alzare le braccia nelle prime settimane)

Esami pre-operatori

Prima dell’intervento è necessario eseguire una serie di accertamenti per verificare l’idoneità della paziente e garantire la sicurezza in sala operatoria:

  • Esami del sangue: emocromo completo, profilo della coagulazione (PT, PTT, INR, fibrinogeno), elettroliti, glicemia, funzionalità epatica e renale (azotemia, creatininemia, transaminasi)
  • Sierologia: epatite B, epatite C, HIV — accertamenti standard di sicurezza per la chirurgia
  • Esame chimico-fisico delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo, con eventuale visita cardiologica nei pazienti sopra una certa soglia di età o con fattori di rischio
  • Mammografia e/o ecografia mammaria: esami diagnostici specifici per la chirurgia del seno, indispensabili per valutare lo stato del tessuto mammario prima dell’intervento
  • Misurazione della pressione arteriosa e valutazione clinica generale
  • Visita anestesiologica: incontro dedicato durante il quale viene scelta la modalità anestesiologica più adatta (in genere anestesia generale per la mastopessi standard), illustrate le indicazioni sul digiuno e definita la gestione delle terapie domiciliari

Come avviene un intervento di mastopessi

La mastopessi si adatta alle caratteristiche anatomiche di ogni paziente: non esiste una tecnica universale, ma un ventaglio di approcci che il Dott. Genzano seleziona in base al grado di ptosi, alla qualità della cute, al volume ghiandolare residuo e agli obiettivi concordati con la paziente. La scelta della tecnica viene definita durante la consulenza preoperatoria a Verona e illustrata in modo trasparente prima di procedere.

Mastopessi senza protesi

La mastopessi senza protesi è indicata per le donne che presentano un seno cadente con una struttura ghiandolare ancora sufficiente, in cui non serve un aumento di volume ma solo un riposizionamento e un rimodellamento della forma. L’obiettivo è risollevare il complesso areola-capezzolo e la ghiandola, eliminare la cute in eccesso e ridefinire il profilo del seno utilizzando esclusivamente il tessuto della paziente.

Tra le tecniche più adottate vi è la Round Block (o tecnica periareolare), che prevede un’incisione esclusivamente intorno all’areola, attraverso la quale il chirurgo solleva il complesso areola-capezzolo-ghiandola e rimuove la cute ridondante. Va precisato un punto importante: questa tecnica non è priva di cicatrici, ma offre il vantaggio di lasciare un’unica linea cicatriziale lungo il bordo dell’areola, una zona in cui — grazie al cambio di pigmentazione e alla pieghettatura naturale della cute — il segno tende a mimetizzarsi in modo molto efficace. Una pubblicità che parla di “mastopessi senza cicatrici” è una semplificazione commerciale: ogni mastopessi esita in un esito cicatriziale, e la differenza sta nella sua estensione e visibilità.

La mastopessi senza protesi è particolarmente indicata quando:

  • il seno presenta una buona struttura ghiandolare ma con lassità cutanea da correggere
  • la paziente non desidera variazioni di volume, ma il ripristino di tonicità e proiezione
  • il grado di ptosi è compatibile con la correzione attraverso la sola tecnica periareolare

Mastopessi additiva

La mastopessi additiva è indicata quando alla correzione del cedimento si affianca la necessità di un aumento di volume del seno — condizione frequente dopo gravidanza o dimagrimento significativo, quando coesistono ptosi e svuotamento della ghiandola. In un’unica seduta operatoria si procede al risollevamento del seno e all’inserimento delle protesi mammarie, ottenendo un risultato che corregge contemporaneamente forma e volume. L’approccio combinato richiede una pianificazione particolarmente accurata, perché il bilanciamento tra il riposizionamento dei tessuti e la scelta della protesi (forma, volume, proiezione) determina la qualità dell’esito finale.

Procedura step by step

  • Induzione dell’anestesia generale con anestesista dedicato e monitoraggio continuo dei parametri vitali
  • Il Dott. Genzano esegue le incisioni pianificate (periareolari, verticali e/o nel solco inframammario), in base alla tecnica scelta e al grado di ptosi
  • Il chirurgo rimodella la ghiandola, riposiziona il complesso areola-capezzolo verso l’alto e, quando indicato, riduce le dimensioni dell’areola
  • Nei casi di mastopessi additiva, vengono posizionate le protesi in sede sottoghiandolare o sottomuscolare, con verifica della simmetria prima della chiusura
  • Le incisioni vengono chiuse con sutura a più strati (interna riassorbibile ed esterna), per distribuire la tensione sui piani profondi e ottimizzare la qualità della cicatrice
  • Applicazione di medicazione e reggiseno post-operatorio per sostenere il seno nella nuova posizione durante le prime fasi di guarigione

Le tecniche chirurgiche della mastopessi

La scelta della tecnica dipende dal grado di ptosi, dalla cute da rimuovere e dall’eventuale associazione con protesi:

  • Tecnica periareolare (Round Block): incisione circolare intorno all’areola. Indicata per ptosi lievi (grado I). Cicatrice limitata al bordo dell’areola
  • Tecnica verticale: incisione periareolare più una verticale fino al solco inframammario. Indicata per ptosi moderate (grado II-III): buon compromesso tra entità della correzione ed estensione cicatriziale
  • Tecnica a T invertita (tecnica di Wise): incisione periareolare, verticale e orizzontale lungo il solco inframammario. Indicata per ptosi avanzate o severe (grado III-IV) e per le mastopessi riduttive. Permette la massima correzione nei casi più complessi, a fronte di una cicatrice più estesa

Le stesse tecniche si applicano nelle mastopessi abbinate a mastoplastica additiva o riduttiva, permettendo di affrontare in un’unica seduta esigenze estetiche e funzionali della paziente.

Mastopessi e allattamento

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di allattare dopo l’intervento. La risposta richiede sfumature: la mastopessi preserva nella maggior parte dei casi la capacità di allattamento, perché l’intervento agisce sul rimodellamento della cute e sul riposizionamento della ghiandola, in genere senza compromettere i dotti galattofori (i canali che trasportano il latte). Tuttavia, va detto in modo onesto che nessun intervento sul seno può garantire al 100% la conservazione della funzione lattea, in particolare nelle tecniche più estese: le pazienti con un progetto di gravidanza nei mesi successivi all’intervento dovrebbero discuterne apertamente con il chirurgo in fase di consulenza, per valutare se posticipare l’operazione.

Per le donne che hanno appena concluso un periodo di allattamento, è invece fondamentale attendere almeno 6 mesi dalla fine dell’allattamento prima di sottoporsi alla mastopessi: questo intervallo permette ai tessuti mammari di stabilizzarsi nella loro forma definitiva. Operare prima rischia di compromettere la pianificazione chirurgica e la stabilità del risultato.

Le cicatrici

L’intervento di mastopessi esita sempre in cicatrici chirurgiche: è la condizione che permette di rimuovere la cute in eccesso e riposizionare la ghiandola, e nessuna tecnica può evitarla. La differenza tra un risultato di qualità e uno mediocre non sta nell’assenza di cicatrici, ma nella loro posizione strategica e nella qualità della loro maturazione nel tempo. L’estensione varia in base al grado di ptosi e alla tecnica scelta dal chirurgo: incisioni più contenute permettono cicatrici più piccole, ma nei casi di cedimento avanzato un approccio più esteso è la sola via per ottenere un risultato armonioso. È un compromesso da affrontare con consapevolezza fin dalla consulenza preoperatoria.

Le possibili configurazioni delle incisioni sono:

  • Periareolare (intorno all’areola): nei casi di ptosi lieve, lascia un’unica linea che si mimetizza nel passaggio di pigmentazione tra areola e cute
  • Verticale (periareolare + verticale fino al solco sottomammario): nei casi di ptosi moderata, è il compromesso più frequente
  • A T rovesciata (periareolare + verticale + orizzontale lungo il solco sottomammario): nei casi di ptosi avanzata o severa, permette la massima correzione a fronte di una cicatrice più estesa

Le cicatrici della mastopessi attraversano un processo di maturazione graduale: nei primi mesi appaiono arrossate e leggermente in rilievo, poi schiariscono progressivamente fino a stabilizzarsi tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento. Il Dott. Genzano consegna a ogni paziente un protocollo dedicato di cura cicatriziale che include in genere cerotti o gel al silicone, massaggio cicatriziale una volta che la ferita è completamente chiusa, idratazione regolare e protezione solare ad alto fattore (SPF 50+) per almeno 12 mesi: l’esposizione al sole nei mesi successivi è infatti il principale fattore esterno che può scurire la cicatrice in modo permanente.

Cicatrici ridotte con la tecnica Round Block

Nei casi di ptosi lieve, la tecnica Round Block consente di limitare l’incisione al solo contorno dell’areola. Il segno cicatriziale rimane in una zona naturalmente mimetica, dove il cambio di pigmentazione tra areola e cute circostante e la pieghettatura naturale aiutano a renderlo molto discreto una volta completata la maturazione. È un approccio meno invasivo con tempi di recupero più rapidi, particolarmente apprezzato nei casi compatibili con questa indicazione. Va però ricordato che la Round Block non è applicabile a tutti i quadri di ptosi: forzarne l’utilizzo in casi di cedimento moderato o avanzato può comportare un appiattimento del seno, una distorsione dell’areola o un risultato meno duraturo nel tempo. La scelta della tecnica giusta resta sempre una questione clinica, non estetica.

Fase post operatoria e recupero

Il decorso post-operatorio della mastopessi è in genere ben tollerato e procede in modo graduale. Seguire con attenzione le indicazioni del Dott. Genzano nelle settimane successive all’intervento è fondamentale: incide direttamente sulla qualità della guarigione, sulla maturazione delle cicatrici e sulla stabilità del risultato.

Nelle prime 48 ore

È raccomandato il riposo. È del tutto normale avvertire gonfiore, tensione e lieve dolorabilità nella zona del seno: sono risposte fisiologiche all’intervento, gestite con la terapia analgesica prescritta. Il reggiseno post-operatorio applicato al termine dell’intervento va indossato continuativamente, giorno e notte, per sostenere il seno nella corretta posizione e ridurre la tensione sulle suture. Eventuali piccoli drenaggi, se posizionati, vengono rimossi in genere entro 24-48 ore.

Dal terzo giorno

È possibile riprendere le attività quotidiane leggere, evitando: sforzi che coinvolgano la muscolatura pettorale (sollevare pesi, portare borse pesanti, alzare le braccia sopra il capo), esposizione solare diretta sulla zona del seno e ambienti caldo-umidi come saune, bagni turchi e piscine. Continua l’utilizzo del reggiseno post-operatorio senza ferretto e con apertura frontale, da indossare giorno e notte per le prime 2-3 settimane e successivamente solo di giorno per altre 2-3 settimane.

Intorno ai 10 giorni

I punti di sutura esterni vengono rimossi durante una visita di controllo programmata presso lo studio del Dott. Genzano a Verona. La paziente può iniziare a riprendere parte delle attività lavorative sedentarie. Le suture interne sono in genere riassorbibili e non richiedono rimozione.

Dalla terza-quarta settimana

La ripresa dell’attività fisica deve essere graduale: camminate strutturate dalle 2-3 settimane, attività cardiovascolari moderate (cyclette, nuoto leggero) dalla 4ª settimana, sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (palestra con pesi, corsa, nuoto intenso, tennis) solo dopo le 6-8 settimane e sempre dopo conferma del chirurgo. Forzare i tempi è uno dei principali fattori che possono compromettere la qualità delle cicatrici e la stabilità del risultato.

Stabilizzazione del risultato

I primi miglioramenti sono percepibili già nelle prime settimane, ma il seno attraversa un naturale processo di assestamento che porta al risultato definitivo tra il 3° e il 6° mese, periodo in cui i tessuti si stabilizzano nella nuova architettura. Le cicatrici continuano a maturare fino ai 12-18 mesi: per questo è bene non valutare l’esito complessivo sulle foto delle prime settimane. Una temporanea alterazione della sensibilità dell’areola e del capezzolo è frequente ed è in genere reversibile nei mesi successivi.

Nonostante il decorso sia, nella maggioranza dei casi, regolare, è importante saper riconoscere alcuni segnali che richiedono una valutazione tempestiva: dolore acuto in aumento non controllato dagli analgesici, gonfiore asimmetrico che cresce dopo i primi giorni, arrossamento e calore localizzato lungo le cicatrici, fuoriuscita di secrezioni anomale, febbre superiore a 38°C, alterazioni evidenti della cute o del colore dell’areola. In presenza di uno qualsiasi di questi sintomi è essenziale contattare immediatamente lo studio: un controllo precoce risolve nella quasi totalità dei casi situazioni che, se trascurate, potrebbero compromettere il risultato.

Rischi e complicazioni

La mastopessi è un intervento sicuro e ampiamente collaudato quando eseguita da un chirurgo plastico esperto in una struttura accreditata, ma — come ogni atto chirurgico — comporta un margine di rischio che è importante conoscere prima di prendere una decisione consapevole. Operare nel rispetto rigoroso dei protocolli sanitari ministeriali e affidarsi a un professionista con esperienza specifica nella chirurgia del seno riduce significativamente l’incidenza di queste evenienze, ma non può azzerarla: nessun chirurgo onesto potrebbe affermarlo. Per questa ragione il Dott. Genzano illustra con trasparenza, in fase di consulenza, sia i fenomeni post-operatori attesi sia le complicanze possibili.

Fenomeni attesi nel decorso post-operatorio

Si tratta di reazioni fisiologiche che fanno parte della normale guarigione e non costituiscono complicanze:

  • Edema (gonfiore) e sensazione di tensione nella zona operata, particolarmente nella prima settimana
  • Ecchimosi (lividi), che si riassorbono spontaneamente in 2-3 settimane
  • Indolenzimento nei primi giorni, ben gestito dalla terapia analgesica
  • Riduzione transitoria della sensibilità della cute mammaria e del complesso areola-capezzolo, con recupero graduale nei mesi successivi
  • Aspetto inizialmente arrossato delle cicatrici, parte fisiologica della maturazione cicatriziale

Complicazioni possibili

Le complicanze sono poco frequenti, soprattutto in mani esperte, e quando si verificano sono nella maggioranza dei casi gestibili con un intervento tempestivo:

  • Ematoma post-operatorio: di norma di piccola entità e auto-risolutivo; quando esteso può richiedere un piccolo intervento di evacuazione
  • Sieroma: raccolta di liquido sieroso, gestibile con aspirazioni ambulatoriali
  • Infezione delle ferite chirurgiche: poco frequente grazie alla profilassi antibiotica e alla cura igienica delle ferite, gestibile con terapia antibiotica mirata
  • Sofferenza cutanea o, raramente, sofferenza del complesso areola-capezzolo: complicanza specifica della mastopessi, dovuta a un’alterazione dell’apporto sanguigno alla cute o al complesso areola-capezzolo. È strettamente legata al fumo, alla qualità della cute e all’estensione del rimodellamento. È la principale ragione per cui la sospensione del fumo nelle settimane perioperatorie è una raccomandazione non negoziabile
  • Alterazione persistente della sensibilità dell’areola e del capezzolo, che può non recuperare completamente o, raramente, manifestarsi come iposensibilità duratura
  • Asimmetria residua tra i due seni: piccole differenze possono essere presenti anche dopo un intervento ben eseguito (le asimmetrie pre-operatorie non sempre si correggono completamente) e, quando significative, possono essere correggibili con piccoli ritocchi a distanza
  • Cicatrici di qualità non ottimale (allargate, ipertrofiche o iperpigmentate) e, in pazienti predisposti, cicatrici cheloidee: trattabili con cerotti al silicone, infiltrazioni di cortisonici, terapie laser o piccole revisioni
  • Lenta rimarginazione delle ferite chirurgiche, più frequente nei pazienti fumatori o con patologie metaboliche
  • Compromissione della funzione lattea in eventuali gravidanze future: nella maggior parte dei casi l’allattamento resta possibile, ma nessuna mastopessi può garantirlo al 100%, soprattutto nelle tecniche più estese
  • Eventi tromboembolici (trombosi venosa profonda, embolia polmonare): rari ma seri, prevenibili con la mobilizzazione precoce, le calze elastiche e — quando indicato — la profilassi farmacologica
  • Reazioni avverse all’anestesia: rare grazie alla valutazione anestesiologica preoperatoria
  • Modifiche della forma del seno non in linea con le aspettative o esiti che evolvono nel tempo (recidiva di ptosi in pazienti con cute particolarmente lassa o dopo gravidanze e variazioni di peso significative): possono richiedere ritocchi a distanza

Nei casi di mastopessi associata a inserimento di protesi, vanno aggiunte le complicanze specifiche legate all’impianto, tra cui la contrattura capsulare (formazione di una capsula fibrosa attorno alla protesi che ne altera forma e consistenza), il malposizionamento o la rottura della protesi, eventualità che vengono illustrate in modo dedicato in fase di consulenza.

Una parte importante della prevenzione delle complicanze dipende dalla paziente: smettere di fumare nelle settimane perioperatorie (la nicotina è il principale fattore evitabile di sofferenza cutanea e del complesso areola-capezzolo), stabilizzare il peso prima dell’intervento, rispettare scrupolosamente le indicazioni post-operatorie (reggiseno post-operatorio, restrizioni di movimento, controlli) e affidarsi a un chirurgo plastico con esperienza specifica nella chirurgia del seno sono le variabili che più inc

Risultati

Il risultato principale della mastopessi a Verona è un seno visibilmente più alto, tonico e proporzionato. Attraverso il riposizionamento della ghiandola e la rimozione della cute in eccesso, il décolleté ritrova proiezione e armonia. È importante avere aspettative realistiche sui tempi: i primi cambiamenti sono percepibili subito dopo l’intervento, ma in queste fasi l’aspetto è ancora condizionato dall’edema post-operatorio iniziale.

Tempi di assestamento e guarigione

  • Prime 2-4 settimane: edema (gonfiore) ed ecchimosi (lividi) si riducono progressivamente; il seno appare ancora “alto” rispetto al risultato definitivo
  • Dal 2°-3° mese: i tessuti si ammorbidiscono, il seno scende leggermente assumendo una posizione più naturale (fenomeno fisiologico chiamato “drop and fluff”), le cicatrici iniziano la fase di maturazione e schiarimento
  • Tra il 3° e il 6° mese: si stabilizza il risultato definitivo, con i tessuti completamente assestati e il seno nella sua forma conclusiva
  • Fino ai 12-18 mesi: prosegue la maturazione delle cicatrici, che continuano a schiarirsi e ad appiattirsi

Per questo motivo non è opportuno valutare l’esito sulle foto delle prime settimane: l’immagine reale è quella che si osserva dopo qualche mese.

Cosa la mastopessi non fa

Per offrire un’informazione completa, è giusto chiarire i limiti dell’intervento. La mastopessi:

  • Non aumenta significativamente il volume del seno: solleva e ridefinisce la forma, ma per recuperare il volume perduto serve abbinare una mastoplastica additiva con protesi
  • Non rende il seno “permanente”: gravidanze, allattamento, oscillazioni di peso e naturale invecchiamento dei tessuti possono modificare nel tempo il risultato ottenuto
  • Non corregge condizioni della pelle (smagliature, lassità severa diffusa) che richiedono trattamenti complementari

Stabilità e durata del risultato

Il sollevamento ottenuto con la mastopessi è duraturo nel tempo, ma il seno è una struttura dinamica che continua a vivere e a cambiare anche dopo l’intervento. Per preservare la qualità del risultato a distanza di anni, il Dott. Genzano consiglia ad ogni paziente di:

  • Mantenere un peso stabile: forti oscillazioni di peso favoriscono un nuovo cedimento dei tessuti
  • Astensione dal fumo, che accelera la perdita di collagene e l’invecchiamento cutaneo
  • Indossare un reggiseno adeguato nelle attività sportive ad alto impatto, per limitare le sollecitazioni meccaniche sui tessuti
  • Proteggere la pelle dall’esposizione solare e curarla con prodotti idratanti
  • Considerare il fattore “gravidanze future”: una gravidanza dopo la mastopessi modifica il seno e può richiedere ritocchi a distanza

Più che un punto di arrivo, la mastopessi è un punto di equilibrio: la qualità del seno a distanza di anni dipende anche dalla cura quotidiana che la paziente sceglie di dedicare al proprio corpo.

Mastopessi Verona
Verona

Dove viene eseguito l'intervento

La Clinica Ireos esegue interventi di Mastopessi Verona presso la sede Poliambulatorio Specialistico.

  • Viale del Lavoro 25/A, 37135 Verona (VR)
  • 055.332595
  • info@clinicaireos.com
  • Orario di apertura
    dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 20:00

Come raggiungerci

Il Poliambulatorio Specialistico a Verona si trova in Viale del Lavoro 25/A, nella zona Sud della città, in prossimità del quartiere fieristico di Veronafiere. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, oltre che servita da numerose linee del trasporto pubblico locale.

In auto

Il PSV si trova a pochi minuti dal casello autostradale di Verona Sud dell'autostrada A4 Milano-Venezia: una volta usciti, è sufficiente proseguire sul sottopasso che porta su Viale delle Nazioni e poi su Viale del Lavoro. Per chi proviene da nord lungo l'A22 Modena-Brennero, si esce a Verona Nord e si percorre la tangenziale fino al casello di Verona Sud o all'uscita Fiera. Davanti al centro è disponibile un parcheggio gratuito; nelle vicinanze sono inoltre presenti diverse aree di sosta legate al polo fieristico (P3 Gallerie Mercatale, P4 Multipiano, accessibili da Viale del Lavoro e Viale dell'Industria).

Autobus

Il PSV è ben servito dalle linee del trasporto pubblico urbano ATV - Azienda Trasporti Verona. Le fermate più prossime sono "Viale del Lavoro / Viale dell'Industria" (a circa un minuto a piedi dall'ingresso) e "Viale Agricoltura - Fiera" (a circa 5-8 minuti a piedi). Le linee di riferimento sono la 61 (collegamento diretto con la Stazione di Verona Porta Nuova, fermata Viale del Lavoro) e le linee 21 e 22 (fermata Viale dell'Agricoltura). Si consiglia di verificare orari e percorsi aggiornati sul sito di ATV Verona (atv.verona.it) o tramite l'app Moovit.

In treno

La stazione ferroviaria di riferimento è Verona Porta Nuova, principale snodo cittadino. Il PSV dista circa 3 km dalla stazione, raggiungibile in pochi minuti in taxi oppure in autobus con la linea 61 ATV. La stazione di Verona Porta Vescovo, alternativa per chi viaggia su linee regionali, si trova a circa 1,5 km dal poliambulatorio.

Aereo

L'aeroporto di riferimento è il "Valerio Catullo" di Verona Villafranca, distante circa 12 km dal centro città. Dall'aeroporto è attivo il servizio di bus navetta Verona Airlink (linea ATV 199), che collega l'aeroporto alla Stazione di Verona Porta Nuova in circa 15 minuti, con corse ogni 20 minuti per gran parte della giornata. Dalla stazione, il PSV è raggiungibile in autobus (linea 61 ATV), in taxi o in auto privata. In alternativa, dall'aeroporto è possibile raggiungere direttamente il poliambulatorio in taxi (tempo di percorrenza indicativo di 15-20 minuti, in base al traffico).

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Costo di una mastopessi a Verona

Il costo di una mastopessi, o lifting del seno, nella Clinica Ireos parte da 5000€. Questo prezzo è all-inclusive e comprende:

  • Consulto gratuito
  • Visita chirurgica
  • Visita anestesiologia e visita chirurgica
  • Possibilità di esami clinici pre intervento in sede (extra)
  • Intervento in Clinica Day-Surgery
  • Controlli post intervento

Desideri avere un seno sodo e alto? Puoi ottenerlo grazie al lifting del seno.

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Domande Frequenti

La mastopessi nella sua forma estetica non è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. Può essere parzialmente mutuabile solo quando viene abbinata a una mastoplastica riduttiva per gigantomastia vera documentata — cioè quando il volume eccessivo del seno compromette la salute della paziente con problemi posturali, dermatologici o funzionali significativi — e l’intervento prevede l’asportazione di un quantitativo importante di tessuto ghiandolare e adiposo. La valutazione dell’idoneità alla mutuabilità viene effettuata dal medico specialista in sede di visita.

Nelle prime settimane è raccomandata la posizione supina (sulla schiena), con il busto leggermente sollevato a 30-45° rispetto al piano orizzontale: una postura che favorisce la circolazione, riduce l’edema e diminuisce la tensione sulle suture. Possono aiutare cuscini a cuneo o una poltrona reclinabile. È importante evitare di dormire sul fianco o sulla pancia per almeno 4-6 settimane, fino a indicazione del chirurgo.

Non esistono limiti di età rigidi, ma è consigliabile attendere che la paziente abbia compiuto i 18 anni e abbia completato lo sviluppo della mammella. È inoltre opportuno che il peso sia stabile da almeno 3-6 mesi e che eventuali gravidanze future non siano pianificate nel breve periodo, perché una gravidanza dopo l’intervento può modificare significativamente il risultato.

Il costo dipende da diversi fattori: il grado di ptosi, la tecnica chirurgica adottata e l’eventuale inserimento di protesi (mastopessi additiva), che comporta un costo aggiuntivo legato all’impianto. Il prezzo di partenza per una mastopessi senza protesi si colloca intorno ai 5.000€. Il preventivo personalizzato, formulato dopo la prima consulenza con il Dott. Genzano a Verona, è in genere all-inclusive e comprende visita chirurgica, valutazione anestesiologica, intervento, esami pre-operatori e controlli post-operatori. Diffidare di preventivi telefonici o di cifre comunicate senza un’effettiva visita è una regola di buon senso.

La mastopessi semplice interviene solo sul cedimento: rimuove la cute in eccesso, solleva il complesso areola-capezzolo e ridefinisce la forma del seno senza modificare il volume. È indicata per donne con struttura ghiandolare ancora sufficiente. La mastopessi additiva combina il lifting con l’inserimento di protesi in gel di silicone, per correggere contemporaneamente cedimento e svuotamento del polo superiore — condizione frequente dopo gravidanze o dimagrimenti importanti. La scelta viene definita dal Dott. Genzano in fase di consulenza, in base al quadro clinico e agli obiettivi della paziente.

Una premessa onesta: ogni mastopessi esita in cicatrici, e nessuna tecnica può evitarle. L’estensione dipende dal grado di ptosi e dalla tecnica scelta: nei casi lievi (tecnica Round Block) la cicatrice si limita al bordo dell’areola, dove tende a mimetizzarsi grazie al cambio di pigmentazione; nei casi moderati (tecnica verticale) si aggiunge una sottile cicatrice verticale fino al solco sotto il seno; nei casi avanzati (tecnica a T invertita) le cicatrici seguono anche il solco inframammario. Il Dott. Genzano adotta tecniche di sutura a più strati e fornisce un protocollo dedicato di cura cicatriziale (cerotti o gel al silicone, massaggio, SPF 50+) per ottimizzare la qualità del segno definitivo, che si stabilizza tra i 12 e i 18 mesi dall’intervento.

Le attività lavorative sedentarie possono essere riprese in genere dopo 7-14 giorni. Per le attività quotidiane leggere (uscire, camminare, guidare brevi tragitti) si parte già dopo i primi 3-4 giorni, evitando però sforzi e sollecitazioni del distretto pettorale. Lo sport va reintrodotto gradualmente: camminate strutturate dalle 2-3 settimane, attività cardiovascolare moderata dalla 4ª settimana, sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (palestra, corsa, nuoto, tennis) solo dopo le 6-8 settimane e sempre con conferma del chirurgo.

I risultati della mastopessi sono duraturi nel tempo, in media 10-15 anni, ma non immuni all’invecchiamento dei tessuti. La forma e la posizione ottenute si mantengono per molti anni, ma il naturale invecchiamento, le variazioni di peso e — soprattutto — eventuali gravidanze successive possono modificare nel tempo il risultato. Per questa ragione è consigliabile eseguire la mastopessi a sviluppo mammario completato e, idealmente, dopo aver concluso il proprio percorso riproduttivo.

Nella maggior parte dei casi sì: la mastopessi tende a preservare la capacità di allattamento, perché agisce sul rimodellamento della cute e sul riposizionamento della ghiandola, in genere senza compromettere i dotti galattofori (i canali che trasportano il latte). Va detto in modo onesto, però, che nessun intervento sul seno può garantire al 100% la conservazione della funzione lattea, in particolare nelle tecniche più estese. Le pazienti con un progetto di gravidanza nei mesi successivi all’intervento dovrebbero parlarne apertamente con il chirurgo in fase di consulenza. Per chi ha appena concluso un periodo di allattamento, è consigliabile attendere almeno 6 mesi prima di sottoporsi alla mastopessi, per consentire il fisiologico assestamento dei tessuti.

Dipende dal quadro di partenza. Se il seno è cadente ma conserva un volume sufficiente, la mastopessi senza protesi è la soluzione più indicata. Se al cedimento si associa una perdita importante di volume (polo superiore svuotato, seno piccolo e cadente), la mastopessi additiva con protesi corregge entrambi i problemi in un’unica seduta. Se il seno è abbondante e cadente con problemi posturali, l’approccio più adatto è la mastopessi riduttiva. Il Dott. Genzano valuta in fase di consulenza quale soluzione — o quale combinazione — sia più indicata per le caratteristiche anatomiche e gli obiettivi della paziente.

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Prezzi competitivi: lavoriamo al meglio e cerchiamo sempre di offrire un ottimo risultato a prezzi accessibili. Come ci riusciamo? Grazie alla nostra passione, alla nostra esperienza e alla dedizione dei nostri chirurghi.

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Controllo qualità: ogni particolare viene gestito e preparato minuziosamente senza lasciare nulla al caso perché la sicurezza non è mai troppa! Ferri chirurgici sterili e di qualità con sistema digitalizzato di controllo sterilizzazione e tracciamento, personale costantemente aggiornato e preparato per tutte le evenienze. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del nostro successo.


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